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Alla Stazione Marittima la settimana del mare: si parte lunedì

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Il mare è vita. Il mare è cultura. Il mare è bellezza. Il mare è festa.  Salerno è il mare e la casa del mare a Salerno è la Stazione Marittima, pronta ad accogliere una serie di eventi tra i tanti organizzati nell’ambito del XX raduno nazionale dell’ANMI, Associazione Nazionale Marinai d’Italia, che si terrà a Salerno dal 23 al 29 settembre. Nell’elegante conchiglia disegnata dall’archistar Zaha Hadid gestita dalla società Salerno Stazione Marittima SpA (presidente Antonio Brigantino, amministratore delegato Orazio De Nigris), saranno ospitati convegni, conferenze, mostre, presentazioni di volumi. Un palcoscenico prestigioso con una serie di interventi di rilievo nazionale. Sarà una settimana da vivere intensamente.

Ecco il calendario degli appuntamenti

Martedì 24 alle ore 18.30: convegno Stella Maris sul “Welfare marittimo”: relatori Antonia Autuori, presidente dell’associazione Stella Maris, da anni impegnata nella promozione dell’Apostolato del mare all’interno del porto di Salerno e sul territorio diocesano, monsignor Claudio Raimondo, priore della parrocchia di Santa Trofimena della Santissima Annunziata a Salerno, e il professore Domenico Della Porta, direttore del reparto Prevenzione dell’Asl Salerno.

Mercoledì 25 settembre alle ore 10.30: conferenza sulle “Nuove tecnologie navali” con il patrocinio dell’Ordine Nazionale degli ingegneri, dell’Ordine Nazionale degli avvocati e dell’Imat, Italian Maritime Academy Technologies, società specializzata nella formazione per marittimi. Moderata dall’ingegnere Attilio Tolomeo, prenderanno parte alla conferenza il Comandante di Fregata Marco Sciarretta dell’Ufficio Storico Marina Militare, l’ingegnere Alberto Maroso, presidente di Atena (Associazione italiana tecnica navale), Antonio Errigo, vice-presidente di Alis, associazione che riunisce imprese leader nel settore del trasporto intermodale e della logistica, il dottor Fabrizio Monticelli, amministratore delegato di Imat, il dottor Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, confederazione italiana armatori.

Mercoledì 25 (ore 17): taglio del nastro per la mostra “Marina Militare”. Nell’hangar della Stazione Marittima, oltre all’installazione di un info desk, ci sarà un’esposizione di modellini storici navali, un simulatore della plancia della nave Bergamini e un simulatore di barca a vela.

Giovedì 26 (ore 16.30): conferenza su “Geopolitica e potere marittimo”, moderata dal dottor Maurizio De Cesare, direttore di Porto&Interporto. Dopo i saluti del Propeller Club, del Rotary, del Club Atlantico Napoli, prenderanno la parola il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, il presidente dell’Autorità di Sistema Mediterraneo Centrale, il professore Pietro Spirito, il direttore di Rivista Marittima, il Comandante di Vascello Daniele Sapienza, il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto e il professore Alessandro Mazzetti, storico geopolitico.

Venerdì 27 (ore 18.30): presentazione del libro “Il porto di Salerno”, una storia lunga dieci secoli. Alla serata, moderata dal giornalista Giovanni Grande, parteciperanno l’autore, l’avvocato Alfonso Mignone, l’editore Vincenzo D’Amico e il professore Pietro Spirito, presidente dell’Autorità di Sistema Mediterraneo Centrale.

Sabato 28 (ore 15.30): presentazione del volume “Nave Vespucci”, un vero e proprio diario di bordo edito da Mursia, scritto dalla giornalista di Rtl Eleonora Lorusso che sarà presente alla serata in compagnia dell’ammiraglio Paolo Pagnottella, presidente nazionale ANMI, Associazione Nazionale Marinai d’Italia.

FONTE: logo Anteprima24

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Si sono ritrovati dopo 37 anni i marò della missione in Libano

Lunedì nella sede del comando Marina Militare nel castello svevo di Brindisi, il ricordo di quella partenza per Beirut il 22 settembre 1982

san marco ricordo missione libano 2Le foto sono del Capo 1^ Classe FN Giuseppe Micolani, della Brigata Marina San Marco“

Giulia Cesaria 17 settembre 2019 

BRINDISI - Lunedi 16 settembre, dopo 37 anni, nella sede del comando della Marina Militare di Brindisi, il Castello Svevo, è avvenuto il primo incontro dei marò del Battaglione San Marco che parteciparono alle due missioni di pace in Libano (Beirut) di Italcon al comando del generale dei paracadutisti Franco Angioni, negli anni 1982-1984, dopo la strage nei campi palestinesi di Sabra e Chatila attuata dalla Falange libanese, mentre l'esercito israeliano impediva ai giornalisti e ai soccorsi di entrare nel perimetro dove avveniva l'eccidio, in cui persero la vita 900 persone, soprattutto, anziani, donne e bambini. Fu la prima missione di pace italiana, in zona di guerra, dopo il 1945.

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Un’inaspettata operazione militare, che, all’improvviso, coinvolse la Marina Italiana, il  Battaglione San Marco, le famiglie dei militari e la città di Brindisi, che fu invasa da troupe televisive e giornalisti. La comunicazione della partenza arrivò appena 24 ore prima. Il 22 settembre 1982, le navi anfibie Caorle e Grado salparono dal porto di Brindisi, dopo aver imbarcato, in brevissimo tempo, mezzi e uomini alla guida del comandante del Bsm Pier Luigi Sambo, “il guerriero buono” dal grande carisma, che, nonostante non sia potuto intervenire alla cerimonia, ancora oggi, i suoi uomini ricordano con orgoglio e stima (il 21 agosto, sempre da Brindisi, era partito il 2° Battaglione Bersaglieri “Governolo”, sempre con le navi anfibie di stanza nella nostra città, missione rientrata il 12 settembre).

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A poche ore dalla partenza, tutti i mezzi di comunicazione commentavano così: “Le navi Caorle e Grado, con a bordo i marò del B.S.M., hanno lasciato il porto di Brindisi, destinazione Libano. La Forza Multinazionale, in nome della pace, ha il compito di presidiare quel territorio, proteggere la popolazione ed i campi palestinesi di Sabra e Chatila”, E proprio da Brindisi dove tutto cominciò, dopo 37 anni, l’incontro di oltre 200 partecipanti, con le loro famiglie, ha rievocato quella missione, rinsaldando, ancora di più, quel legame affettivo mai perso.

Alla cerimonia, l’ammiraglio Cesare Bruno Petragnani, comandante della Brigata Marina San Marco, è intervenuto con parole di ammirazione nei loro confronti, come esempio da trasmettere ai giovani militari, in servizio oggi. Non sono mancate le foto ricordo di chi ci ha messo il cuore, in quella missione, che li vide partire ragazzini e tornare uomini, carichi di un’esperienza umana e forte da un punto di vista emotivo, rimasta indelebile nel tempo. Questa riunione è stata la dimostrazione autentica, che certi valori sono indissolubili, come indissolubili sono l’affetto e l’amicizia tra le famiglie, le mogli e i figli rimasti, allora, a casa, ad attendere.

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Una giornata ricca di emozioni di ricordi, aneddoti e commemorazione di episodi tristi, di chi fu ferito, di chi perse la vita, come il marò Filippo Montesi, la cui mamma ha fatto pervenire una lettera commovente, di una straordinaria compostezza ed infine il ricordo di chi, in questi anni, è andato via, dove il vuoto di ogni nominativo evocato, è stato riempito dal grido accorato “presente” dei suoi commilitoni (dei suoi fra’ nel loro gergo).

FONTE: Logo Brindisireport

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Dopo le Età della Pietra, del Bronzo e del Ferro: l'Età della Plastica

L'inquinamento da plastica è ufficialmente entrato nella stratificazione fossile: i frammenti di questo materiale nei sedimenti oceanici sono raddoppiati ogni 15 anni, dal secondo dopoguerra ad oggi.

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Inquinamento da plastica su una spiaggia del Pacifico. Mari e oceani: dove si accumula lo strato di plastica 

Il 12 settembre è la Giornata mondiale senza sacchetti di plastica, un'occasione per riflettere sulla non necessità delle buste di plastica monouso nei supermercati, sostituibili con borse riutilizzabili. Questa ricorrenza è stata istituita nel 2009 dalla Marine Conservation Society, un'organizzazione no-profit che vigila sulla salute degli ecosistemi marini: sono proprio gli oceani a ricordarci che, nella lotta contro l'inquinamento da plastica, siamo indietro anni luce.

 AMARA CONFERMA. Un nuovo studio su un campione di sedimenti oceanici appena pubblicato su Science Advances rivela infatti che dagli anni '40 del Novecento ad oggi, la concentrazione di residui di plastica nel pavimento oceanico è raddoppiata ogni 15 anni: la crescita delle quantità di fibre e frammenti rispecchia fedelmente la diffusione dei materiali plastici degli ultimi 70 anni.

Secondo gli scienziati della Scripps Institution of Oceanography dell'Università della California di San Diego, che hanno guidato la ricerca, dopo le Età del Bronzo e del Ferro siamo entrati nell'Età della Plastica. La presenza di plastica nei sedimenti marini potrebbe essere usata dai geologi del futuro per datare l'inizio dell'Antropocene, secondo alcuni una nuova era geologica, caratterizzata da profonde trasformazioni ecosistemiche prodotte dall'uomo.

InquinamentoTUTTA "OPERA" NOSTRA. Lo studio, l'analisi più dettagliata mai compiuta sulla presenza di plastica nei sedimenti marini presenti e passati, ha esaminato le annuali stratificazioni in un campione prelevato oltre un chilometro e mezzo al largo della costa di Santa Barbara, in California.

Il bacino si trova non lontano da un'area abitata da 4 milioni di persone (Los Angeles) ma è allo stesso tempo povero di ossigeno per l'andamento locale delle correnti: non ci sono animali che possano scavare nei sedimenti e alterarne la composizione.

Il campione è lungo 36 centimetri e comprende i sedimenti stratificati sul fondale oceanico dal 1834 al 2009. È stato estratto nel 2010 ma non c'è il rischio che, nel frattempo, il nostro inquinamento da plastica sia diminuito (anzi). L'aumento di particelle di plastica è parso esponenziale, e strettamente legato alla diffusione del materiale e all'aumento di popolazione nella California meridionale. Nel più recente degli strati analizzati, la concentrazione di plastica era di 40 particelle all'anno per ogni "quadrato" di sedimenti oceanici di 10x10 cm per lato. 

Plastica: ecco chi inquina il Mediterraneo

Plastica sacchettiDAI VESTITI. La maggior parte dei residui trovati, due terzi delle particelle, è costituita da fibre di plastica dei materiali sintetici usati nell'abbigliamento: una conferma del fatto che manca, al momento, un sistema di filtraggio adeguato di questi residui, che attraverso le acque reflue finiscono direttamente in mare. Un quinto dei frammenti di plastica nei sedimenti oceanici era composto da particelle di altri materiali plastici degradati; la pellicola di plastica era all'origine di un decimo dei residui.

UNA RELAZIONE TOSSICA. Quella osservata dagli scienziati è una "firma" molto chiara. La prova che la plastica è finita nei sedimenti praticamente da subito, nei primi anni della sua diffusione globale (dal 1945 in poi: ma in misura minore si usava anche prima). «Il nostro amore per la plastica è rimasto nei residui fossili» ha detto Jennifer Brandon, prima autrice dello studio. Non sappiamo che effetto abbia sugli organismi che popolano i fondali, come i molluschi, né sul corpo umano che di quegli stessi organismi si nutre: si pensa che attraverso cibo e acqua, introduciamo nell'organismo 50 mila particelle di plastica all'anno.  

 

 

FONTE: Logo Focus 

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Rev Ocean, la più grande nave per pulire gli oceani dalla plastica è italiana. E sta per salpare

L'imbarcazione di Fincantieri possiede tutte le tecnologie più evolute nel campo dell’esplorazione e dell’attività ambientale

Rev ocean

Di Giulio Cavalli

C’è una nave italiana che si prepara a solcare gli oceani per combattere la plastica che li infesta. La Rev Ocean è nata da Fincantieri ed è senza dubbio il più importante laboratorio tecnologico galleggiante dedicato al salvataggio degli ecosistemi marini dalla plastica e da altre forme di inquinamento.

Lunga 183 metri (è la più grande nave di questo tipo mai concepita e costruita), l’imbarcazione possiede tutte le tecnologie più evolute nel campo dell’esplorazione e dell’attività ambientale. Può rimanere in acqua (in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi condizione atmosferica) per 114 giorni in completa autonomia. Un sistema inceneritore ad alta tecnologia permette l’eliminazione della plastica senza produrre gas nocivi e recuperando il calore prodotto. I motori hanno un pacco di batterie per navigare in elettrico durante le missioni di ricerca con un sistema di recupero dell’energia e tutta l’illuminazione è a Led per ridurre il consumo di energia.

La prima missione sarà al largo di Accra, capitale del Ghana: “La metà della plastica in Ghana finisce in discarica insieme ad altri rifiuti. L’altra metà finisce per le strade, sulle spiagge e in natura”, ha dichiarato Nina Jensen, Ceo di Rev Ocean. Nella capitale del Ghana vengono prodotte ogni anno 270.000 tonnellate di rifiuti di plastica che non finiscono in nessun ciclo dei rifiuti. L’inefficienza dei servizi igienico sanitari della capitale costa circa l’1,6 per cento del Pil nazionale (per quasi 290 milioni di dollari all’anno) e provando a utilizzare un approccio di economica circolare il progetto prevede anche la creazione di posti di lavoro.

Nel caso in cui la missione in Ghana si concluda con successo, l’obiettivo della Fondazione Rev Ocean sarà quello di esportare il modello di intervento in altre città in cui il problema della plastica soffoca l’economia e lo sviluppo delle comunità. La Fondazione di propone anche di istituire una banca dati aperta per consentire l’analisi dei dati degli oceani.

Guarire l’oceano con i dati” è il titolo del progetto con cui si vuole superare l’annoso problema della mancanza della conoscenza nella ricerca marina. Una prima versione della piattaforma era già stata presentata a San Francisco lo scorso settembre. È un’iniziativa singola (e privata) ma la speranza, cocciuta, è sempre quella che la questione ambientale diventi una priorità dei media, dei governi e delle persone. E questo è sicuramente un passo.

FONTE: Logo TPINEWS

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Leonardo e Marina Militare testano le capacità contro i missili balistici

5 Lancio missile SM 3 da parte caccia americano Roosevelt US Navy 002

6 settembre 2019  di 

La famiglia di sistemi radar con antenna a scansione elettrica attiva (AESA) rotante o a faccia fisse  Kronos, sviluppata e prodotta dal gruppo Leonardo unitamente alla famiglia di sistemi di comando e controllo Athena, ha dato ulteriore prova delle capacità offerta dagli sviluppi tecnologici legati alla Legge Navale, ottenendo importanti risultati nell’ambito del complesso integrato di difesa aerea e missilistica di tipo convenzionale e balistica (IAMD, Integrated Air and Missile Defence), testato con successo in occasione dell’esercitazione multinazionale Formidable Shield 2019.

1 FREMM Carlo Bergamini Fincantieri 002 360x245Secondo quanto dichiarato dal gruppo Leonardo, nel corso di quest’ultima esercitazione multinazionale gestita dalla NATO sotto la guida degli Stati Uniti e tenutasi lo scorso fine maggio nelle acque dell’Oceano Atlantico settentrionale, il sistema di combattimento della fregata multiruolo Carlo Bergamini dell’eponima classe tipo FREMM della Marina Militare, ed in particolare il sistema radar con antenna AESA rotante MFRA (Multi-Function Radar Active), “ha dato l’ennesima prova di eccellenza nell’affrontare test per la difesa antibalistica”. Sempre secondo quanto dichiarato dal gruppo italiano, “il radar è stato in grado di rilevare, classificare e tracciare con eccezionale precisione missili balistici lanciati durante le prove”.

Condotta dal comando navale STRIKFORNATO (Striking and Support Forces NATO) sotto la guida ed il controllo del Comando della Sesta Flotta della US Navy, e svoltasi presso il poligono inglese delle isole Ebridi, in Scozia, l’esercitazione Formidable Shield 2019 ha visto la partecipazione di 13 unità navali, 10 velivoli e circa 3.300 fra uomini e donne di partner NATO rappresentati da Canada, Danimarca, Francia, Italia, Olanda, Norvegia, Spagna, Gran Bretagna, USA, con il supporto di Belgio e Germania.

2 Unita navali NATO in FS 2019 US Navy 002

Nel corso delle attività a fuoco e simulate destinate a potenziare le capacità d’interoperabilità e scambio informazioni e tracce nell’ambito del complesso IAMD navale testato positivamente in occasione dell’esercitazione, sono stati realizzati con successo più di una dozzina di ingaggi reali e simulati contro bersagli subsonici, supersonici e balistici.

Secondo quanto dichiarato da Leonardo, “il test ha confermato la capacità delle navi di diverse nazioni di cooperare per la difesa contemporanea contro le minacce che volano a centinaia di chilometri (come i missili balistici) e contro le minacce che volano a decine di metri sopra il mare (come i missili antinave)”.

Ogni nazione partecipante ha raggiunto i propri obiettivi primari nel corso dell’esercitazione. È stato un incredibile successo ottenuto grazie agli sviluppi delle precedenti edizioni 2015 e 2017 dell’esercitazione, che sarà ulteriormente potenziata nel 2021”, ha rimarcato l’ammiraglio della US Navy Lisa M. Franchetti, comandante di STRIKFORNATO.

Nell’ambito dell’attività a fuoco, per la prima volta la fregata della Marina francese Bretagne classe Aquitaine ha ingaggiato un bersaglio supersonico con un missile Aster 15, mentre la fregata St. Johns classe Halifax della Marina Candese ha ingaggiato un altro bersaglio supersonico al pari della fregata norvegese Otto Sverfdrup classe Nansen con missili Evolved Sea Sparrow Missile (ESSM). Il caccia Defender classe Daring Type 45 della Royal Navy ha ingaggiato con un missile Aster 30 sempre per la prima volta con successo un ulteriore bersaglio supersonico, evidenziando complessivamente l’attenzione verso questo tipo di minaccia crescente.

3 La FREMM Carlo Bergamini insieme ad altre unità durante FS 2019 US DoD 002La US Navy ha condotto con il caccia lanciamissili classe Arleigh Burke Carney un ingaggio simultaneo rispettivamente con un missile standard SM-2 mentre effettuava il tracciamento di bersagli dentro e fuori l’atmosfera. In un differente evento reale, il caccia lanciamissili Roosevelt classe Arleigh Burke ha condotto con successo l’ingaggio di un bersaglio simulante un missile balistico tattico con un missile SM-3 mentre in simultanea impegnava bersagli Firejet lanciati da stazioni a terra con missili SM-2, dimostrando le diverse capacità multi-missione della capacità ‘Baseline 9’ del sistema di combattimento Aegis.

L’ingaggio di questi bersagli è stato ancora più sfidante per il sistema IAMD sotto il controllo ed il comando del Ballistic Missile Defence Operations Centre (BMDOC) presso il NATO Air Command di Ramstein in Germania, in quanto i bersagli simulanti due missili balistici a corto raggio forniti dalla società americana Kratos sono stati testati per la prima volta con un sistema di controllo vettoriale della spinta che ha reso ancora più realistica la simulazione della minaccia, conseguendo tutti gli obiettivi posti dall’esercitazione.

In tale ambito, in aggiunta ad altre missioni legate alla sicurezza marittima ed al contrasto delle minacce asimmetriche, con la partecipazione della fregata Bergamini alle attività ed eventi ‘live’ previsti dall’esercitazione Formidable Shield 2019, la Marina Militare e l’industria nazionale hanno raggiunto un più elevato e sfidante traguardo nell’ambito delle missioni IAMD ed in particolare nella lotta contro minacce sia supersoniche che balistiche grazie agli importanti e lungimiranti investimenti del Ministero della Difesa ed al know-how industriale nazionale, in particolare dei gruppi Leonardo ed MBDA.

Fra questi, quelli legati alla Legge Navale ed in particolare l’innovativo sistema di combattimento dei Pattugliatori Polivalenti d’Altura (PPA) con il radar a doppia banda (DBR, Dual Band Radar) a facce fisse ed il sistema missilistico superficie-aria SAAM ESD PPA, unitamente all’ammodernamento del sistema missilistico superficie/aria SAMP/T e lo sviluppo della nuova munizione Aster 30 Block 1NT, in partnership con la Francia.

6 KRONOS Grand Leonardo 002 360x245Se nel corso dell’esercitazione internazionale At Sea Demonstration (ASD) 2015 pianificata e condotta dal Forum MTMD (Maritime Theater Missile Defence) con la partecipazione di nazioni NATO ed alleate, che ha costituito una pietra miliare nello sviluppo, test e validazione di un sistema IAMD navale multinazionale di nuova generazione, la partecipazione del caccia lanciamissili Andrea Doria ha posto le basi per l’integrazione a pieno titolo del sistema di combattimento della nave nell’ambito dell’architettura IAMD NATO ed alleata di nuova generazione, il dispiegamento e la partecipazione della fregata Luigi Rizzo classe Bergamini all’edizione 2017 dell’esercitazione NATO Formidable Shield, ha rappresentato un ulteriore passo avanti in tale settore.

Quest’ultima ha infatti registrato una prima ricaduta o spin-off degli investimenti ed attività legate allo sviluppo del radar a doppia banda (‘X’ e ‘C’) e facce fisse a scansione elettrica attiva o BDR, facente parte della suite integrata di combattimento con il sistema di difesa missilistica MBDA SAAM ESD PPA e di guerra elettronica di Elettronica, destinata ad essere imbarcata sui nuovi PPA classe Paolo Thaon di Revel, progettati e costruiti da Fincantieri per la Marina Militare.

In particolare, la nuova suite integrata dei PPA sfrutta il sistema di gestione (‘system manager’) di nuova generazione dei due sistemi radar (banda ‘X’ e ‘C’) con quattro facce fisse ciascuno, sviluppato da Leonardo e controllato dal sistema di commando e controllo o CMS (Command Management System) di nuova generazione sempre fornito da Leonardo, per assicurare l’impiego coordinato dei sistemi radar, direzione missili e guerra elettronica e consentire, fra le diverse missioni assegnate, la realizzazione della sorveglianza e difesa contro missili balistici, sia in modalità autonoma che su designazione esterna. Il programma congiunto italo-francese per lo sviluppo della nuova versione Block 1 NT del sistema missilistico MBDA Aster 30 fornirà l’arma con capacità di neutralizzazione delle presenti e future minacce balistiche.

8 FREMM Carlo Bergamini durante lsercitazione FS 2019 US DoD 002

In occasione dell’edizione 2017 della Formidable Shield, il sistema di combattimento della FREMM Luigi Rizzo è stato modificato e potenziato con interventi software ed hardware legati sia al sistema radar AESA rotante MFRA che ha registrato l’integrazione del prototipo del sistema di gestione (System Manager) del sistema radar a doppia banda (DBR) e facce fisse dei PPA e l’introduzione di nuovi aggiornamenti software al CMS (Command Management System) SADOC 3 della nave, sviluppati nell’ambito del programma Legge Navale per potenziare fra le diverse capacità, quelle di sorveglianza, scoperta, tracciamento ed ingaggio di bersagli balistici.

Integrate sotto l’egida del Centro di Programmazione della Marina Militare o MARICENPROG, responsabile dello sviluppo, mantenimento e aggiornamento dei sistemi di commando e controllo delle unità navali della Marina Militare, tali modifiche hanno consentito, secondo quanto risulterebbe ad AD di scoprire e tracciare i bersagli rappresentanti i missili balistici tattici lanciati nel corso dell’esercitazione e di scambiare tali informazioni su network dedicati nonché ricevere informazioni sul tracciamento di tali bersagli per consentire al proprio sistema radar e missilistico di gestire un’eventuale sequenza d’ingaggio reale.

Secondo quanto risulterebbe ad AD, grazie alle modifiche provvisorie, il sistema radar sarebbe stato in grado di scoprire e tracciare i bersagli sia nella fase ascendente che discendente, fornendo la ‘stima’ dei punti d’impatto e di lancio del sistema missilistico balistico, e superando ogni aspettativa sia dell’industria che della stessa Difesa.

Secondo quanto dichiarato da Leonardo, in occasione dell’esercitazione Formidable Shield 2019, il radar MFRA della fregata Bergamini, “ha confermato e consolidato la capacità di rilevare e seguire minacce balistiche operando in uno scenario che ha contemporaneamente presentato sia missili balistici che minacce convenzionali supersoniche. L’MFRA ha inoltre operato sia come radar che allerta di un sistema di difesa internazionale, che come radar che supporta l’ingaggio e la neutralizzazione di un missile balistico”.

7 Bersaglio Kratos similante missile balistico Kratos 002Secondo quanto risulterebbe ad AD, anche in occasione di quest’ultima esercitazione, il sistema radar ed il sistema di comando e controllo sono stati aggiornati allo standard provvisorio in termini di hardware e software già utilizzato durante la precedente edizione 2017 e basato su release software aggiornate sfruttando le lezioni apprese con le precedenti attività.

In particolare, riferisce sempre Leonardo “nella prova in cui si sono testate le capacità di allerta, il radar di Leonardo ha rivelato il lancio della minaccia balistica e stimato ed inviato alle altre nazioni partecipanti, mediante il CMS SADOC 3, e su rete NATO, sia il punto di impatto previsto sia tutte le informazioni relative al target ingaggiato dal radar.

La conoscenza del punto di impatto e dei dati cinematici di un target balistico e la loro precisione è di vitale importanza per consentire al sistema di difesa internazionale di fronteggiare tali minacce in maniera più efficiente, rendendo possibile la messa in allerta della zona di impatto e la scelta della contromisura più efficace”.

Leonardo non ha divulgato ulteriori informazioni, ma è verosimile che il software finora validato, le modifiche al radar ed al sistema di comando e controllo consentano ad un’altra piattaforma d’ingaggiare il bersaglio rappresentato da un missile balistico con le informazioni fornite dal complesso sistema radar e comando, controllo e comunicazioni fornito dal gruppo italiano.

Ciò in attesa dello sviluppo della nuova munizione Aster 30 Block 1 NT da parte di MBDA e validazione del completo sistema BMD, interamente realizzato in Europa. “L’operazione, riuscita perfettamente”, continua Leonardo, “consentirà alla Marina Militare italiana di ribadire il ruolo di primo piano in operazioni internazionali”.

KRONOS vessel 002 360x245Un’attività coronata da successo, che permetterà di affinare le capacità di lotta antibalistica della Marina Militare in vista della loro validazione sia sulle nuove unità tipo PPA che sui futuri caccia lanciamissili nonché in supporto al programma d’ammodernamento dei caccia per la difesa aerea classe Doria (Orizzonte), che rientra fra le attività destinate ad essere sviluppate dalla nuova joint-venture fra Fincantieri e Naval Group, oltre ad un potenziale aggiornamento delle unità FREMM già dotate del radar MFRA.

“Durante l’esercitazione”, continua il comunicato stampa di Leonardo, “l’MFRA ha distintamente evidenziato che le sue capacità multifunzionali consentono di svolgere più missioni operative: dalla capacità di designazione alla sorveglianza aerea e la difesa missilistica.

In particolare, il radar di Leonardo ha dimostrato che è in grado di rilevare autonomamente una minaccia balistica in prossimità del suo punto di impatto, ad una distanza tale da supportare la neutralizzazione della minaccia stessa da parte di futuri sistemi di difesa missilistici”.

Nonostante Leonardo non abbia divulgato ulteriori informazioni, è evidente che tale successo rappresenti un ulteriore importante tassello nello sviluppo delle capacità di scoperta, tracciamento, scambio informazioni ed ingaggio di missili balistici e supersonici e quindi della capacità di difesa contro queste minacce non soltanto a favore della Marina Militare ma anche di quelle Forze Armate come quelle del Qatar che hanno acquistato o intendono dotarsi dei sistemi radar della famiglia Kronos della presente e futura generazione, già venduta soltanto in ambito navale in tutto il mondo in oltre 40 esemplari.

Foto: Marina Militare, NATO, Leonardo e MBDA

FONTE: logo 7

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Riemerge il mitico relitto della Terror, quasi intatto

Terror

Potrebbe svelare i dettagli che portarono alla tragica morte dei 129 marinai salpati nel 1845 dalla Gran Bretagna, per cercare il passaggio a Nord-Ovest

L'Artico canadese lo inghiottì nel 1845. Ora, a distanza di 170 anni, il relitto della Terror, una della navi incaricata di cercare il passaggio a Nord-Ovest, al suo interno, è ancora intatto.

Le immagini inedite

Per sette giorni, gli spazi interni della nave sono stati esplorati in modo sistematico per la prima volta, dal team di archeologia subacquea di Parks Canada, che ha condotto 48 immersioni con il Rov (robot sommergibile telecomandato), riuscendo ad esplorare ben 20 tra cabine e compartimenti del relitto. Secondo quanto riferiscono i ricercatori, dalle esplorazioni sono state ricavate immagini chiare di oltre il 90% del ponte inferiore, dove erano sistemati gli alloggi dell'equipaggio.

Ora, il video inedito del "mitico relitto", che documenta dettagliatamente gli interni, compresi di vasellame e altri oggetti della vita quotidiana, conservati in ottime condizioni, potrebbe aiutare gli studiosi a trovare indizi che spieghino la fine misteriosa della nave.

La storia del relitto

La Terror, una delle due navi dell'esploratore John Franklin, salpò dalla Gran Bretagna nel 1845, diretta a cercare il collegamento tra Atlantico e Pacifico. A bordo delle due navi c'erano in tutto 129 marinai che, sorpresi dal freddo, rimasero bloccati tra i ghiacciai per un anno e mezzo, prima di morire di fame e freddo. I due mezzi erano equipaggiati per affrontare i ghiacciai, con le più avanzate tecnologie dell'epoca: scafo ricoperto di ferro e macchinari a vapore, oltre alle numerose provviste che avrebbero consentito ai marinai di passare fino a 3 anni nell'Artico. In base alle prime ricerche, già effettuate nel 1859 e basate su un messaggio ritrovato sull'isola King William, l'esploratore e altri 23 membri dell'equipaggio morirono l'11 giugno 1847, in circostanze ignote. Gli altri 105 marinai, invece, decisero di percorrere a piedi sul ghiaccio la distanza che li separava dalla terra, ma nessuno di loro arrivo mai a destinazione.

La prima nave era stata trovata nel 2014 e, due anni dopo, venne rinvenuta anche la Terror, situata a 24 metri di profondità, al largo dell'isola King William. La storia delle due navi è al centro della serie televisiva The Terror, che ripercorre proprio la tragedia dei marinai intrappolati tra i ghiacciai.

Le buone condizioni di conservazione del relitto potranno, forse, svelare parte del mistero della Terror. L'anno prossimo, infatti, i ricercatori esploreranno un'area della nave dove erano presenti documenti e strumenti scientifici, con la speranza di trovare qualcosa di utile a ricostruire la vicenda.

"Esplorandola abbiamo avuto l'impressione di una nave abbandonata di recente dal suo equipaggio, in modo frettoloso, con le finestre del tetto non coperte, l'ancora sollevata e l'elica presente", ha raccontato Ryan Harris, direttore del progetto archeologico, come riporta Agi.

 FONTE: Logo IlGiornale

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