Il senso della vita

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Le pagine bianche di un libro ad indicare che spetta ad ognuno di noi completarle con le pagine delle propria vita.

La nostra vita è solo ed esclusivamente nelle nostre mani e tocca a noi fare di tutto per costruirla "pagina per pagina".

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Il Vento

il vento 

 

Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

knots luxury blu

IL Saluto alla Bandiera-Enzo Arena

Bandiera saluto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quel gesto di portarsi la mano alla fronte per salutare militarmente la bandiera ogni volta che salivo o scendevo la passerella della Nave o Sommergibile dove ero imbarcato, poteva sembrare un gesto tanto abituale ed istintivo che veniva fatto meccanicamente.
Invece no. Quel gesto che ripetevo anche decine di volte in un solo giorno, era un gesto che sentivo dentro, era un gesto che mi dava il piacere di essere ossequioso nei confronti di un simbolo così grande che riusciva a darmi orgoglio.
Mi soffermavo spesso a guardare con piacere anche tutti i colleghi che, come me, compivano quel gesto con amore e rispetto.
Al suono del fischio che accompagnava “l’alza o l’ammaina bandiera” interrompevo qualsiasi cosa stessi facendo e, a capo scoperto, sull’attenti e con lo sguardo fisso sulla bandiera che lentamente saliva o scendeva lungo l’asta, seguivo con i brividi, così come facevano tutti i colleghi.
Solo dopo che la bandiera aveva concluso il suo percorso ed il fischio o la tromba lo avevano segnalato, riprendeva il normale scorrere della vita nel nostro mondo.
Grande il potere di quel simbolo! Per qualche minuto, tutti i giorni, alle 8 del mattino ed al tramonto, la bandiera fermava lo scorrere della vita.
Adesso, in campagna elettorale, si parla d’altro. Della bandiera e della patria solo pochi ne parlano e molti si portano dietro la bandiera nei vari cortei senza provare alcun sentimento.

IL Saluto alla Bandiera.

Ti salutavo cento volte al giorno
mentre salivo o scendevo passerella.
Guardavo in alto e tu sempre presente.
Io sull’attenti e tu sempre più bella.

Eri il buongiorno, il buon vento,
il “buon tutto” e… anche in mare,
al tramonto con fischio e con onori:
sere lontane e colme di preghiere.

Il tuo lento salire lungo l’asta,
il mio sentir la pella accapponare.
Cara bandiera, ti prego, resta in alto!
Continua tanti cuori a far sperare!

Ti vedo meno, ti vedo bistrattata.
Ti vedo offesa, ferita e con stampella,
Ma resta lì! Stai sempre a sventolare.
Cara bandiera, sei sempre la più bella!

Enzo Arena1 Enzo Arena

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S. Barbara-Enzo Arena

SANTA BARBARA 4

Santa Barbara.

Giorno speciale oggi
…e rose rosse.
Per quella Santa
che tanto ci appartiene.
Che si ricorda,
si prega e si festeggia,
In “pompa magna”,
come si conviene.

E col pensiero ritorno
ad altri tempi.
A burle sulle navi
a non finire.
Comandava la ciurma
a santa Barbara.
Erano i capi
quel giorno ad ubbidire.

Per la mia Santa
anche oggi c’è una rosa.
Per tanti anni
mi ha fatto compagnia.
Resta nel cuore,
assisto alla sua festa,
ma sulla nave
quella Santa era più mia.

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La mia divisa-Enzo Arena

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Cari colleghi/amici non più in servizio attivo, credo di interpretare la nostalgia e le sensazioni che ognuno di noi prova quando, a volte per caso a volte volutamente, si imbatte nell'armadio che conserva la nostra divisa o in un casseto nel quale è conservato un distintivo, un berretto, due stellette, oppure la scarpe bianche che ci fanno venire in mente i modi più svariati e bizzarri per pulirle. Ricordate?

La mia divisa

La mia divisa
si sente trascurata,
dentro un armadio
adesso a riposare.
Io me la guardo
e lei comincia a dire.
Io me l'ascolto
e lei mi tocca il cuore.

Ricordi?....berretto,
stellette ed eri fiero.
Ero con te
in ogni posto andavi.
Ero blu, ero bianca,
ero "di bordo".
Ero il tuo orgoglio
quando mi indossavi.

Cara divisa,
non cambio la mia pelle.
Non sei mai stata
un semplice vestito.
Cucita addosso
ed anche dentro il cuore.
Tu lo sai bene
che non ti ho mai tradito!

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Mare di notte-Enzo Arena

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Cari amici, scusate se vi ricordo anche momenti “poco piacevoli” della pur sempre bella vita del mare.
Vi sarà sicuramente capitato di dover affrontare in mare aperto una notte completamente buia, quando tutto intorno era nero e il tempo minacciava burrasca. Il mare non si vedeva ma si sentiva, il nostromo rizzava tutto quello che c’era da rizzare perché, come si soleva dire: “Questa notte si ballerà”.
Vi ricordate in che stato d’animo si affrontava la notte?

Mare di notte.

C’è del buio tutto intorno.
Non c’è luna
o alcun bagliore.
Non c’è un faro
in lontananza
che mi possa confortare.

Questa notte non lo vedo,
ma lo sento
borbottare.
Questa notte non è calmo.
E’ nervoso
il nostro mare.

La mia nave come mamma,
trepidante e
in muta attesa.
Solca, scricchiola
e poi balla.
Si prepara alla contesa.

E’ nervoso il nostro mare.
E’ una notte
in mare aperto.
C’è del buio
tutto intorno
e il mio cuore è stretto stretto.

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Il fischio del nostromo-Enzo Arena

Fischio Nostromo

Un simpatico Presidente della Repubblica, amante delle FF.AA ed in particolare della Marina Militare che ora non è più tra noi, rispose un giorno, con spirito da vero marinaio al nostromo che si era allenato poco e non aveva avuto il fiato per rendergli appieno gli onori con il fischio. All’ordine del Comandante: “Otto alla Banda”, impartito quando il Presidente si accingeva a salire la passerella, il Nostromo aveva avuto fiato solo per 7 fischi invece che 8.
Il Nostromo sentì il dovere di scusarsi e…sentite cosa rispose il Presidente.

Il fischio del nostromo


Otto alla banda…urlò il Comandante,
ma il nostromo non era assai allenato,
perché quel fischio si usa raramente,
non ce la fece. Non gli bastò il fiato.


Andò in crisi e volle poi scusarsi,
dal Presidente corse costernato.
Ne ho fatti meno di quanti ne dovevo.
Un po’ più corto quel fischio mi è venuto!


Con un sorriso rispose il Presidente,
caro Nostromo… perché?... quanti ne ha fatti?
Non ho contato quanti erano i suoi fischi.
Dovrò pur scendere… veniamo dunque a patti.


Mio Presidente, rispose il buon Nostromo,
ne ho fatti sette con tutto il fiato fuori.
Non si preoccupi, si alleni e …quando scendo,
me ne fa nove così saremo pari.

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