Il senso della vita

https://lh5.googleusercontent.com/-J5reUnA52Gs/UpCpAAY6dPI/AAAAAAADQyY/hViSmjcsB0I/w600-h405-no/95c84c1d4cc4320d5432dd40cf68f7e5.gif                    

Le pagine bianche di un libro ad indicare che spetta ad ognuno di noi completarle con le pagine delle propria vita.

La nostra vita è solo ed esclusivamente nelle nostre mani e tocca a noi fare di tutto per costruirla "pagina per pagina".

itenfrderorues
Il Vento

il vento 

 

Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

knots luxury blu

La nave “ ‘mbriaca e felice”-Enzo Arena

Scia

Se volgi lo sguardo a poppa, mentre sei in navigazione, ti accorgi se il timoniere è un bravo timoniere o no.
Guarda la scia che la nave lascia e, se la scia è bella dritta, vuol dire che al timone c’è un bravo nocchiere, se invece la scia è a forma di esse, come un serpente, vuol dire che il timoniere, o non è bravo o non ha tanta voglia di stare al timone.
Si vede proprio, specie se il mare è calmo, un lungo serpentone a poppa. Lungo, tanto lungo che col mare calmo può arrivare ad essere lungo centinaia di metri.
Il nocchiere Lo Vacco, per tutti “Compari Lo Vacco”, aveva il record dei serpenti, non perché non fosse bravo…Quando ne aveva voglia era bravissimo, ma perché proprio a lui, di stare al timone non “ci ‘ntiressava propriu”.
A volte andava fuori rotta anche più di 10 gradi e poi, quando l’ufficiale di guardia gli diceva: “Lo Vacco, stai in rotta”! Sfoggiava il suo sorriso e con calma ritornava in rotta.

Guarda a poppa, Lo Vacco! Guarda che serpente che stai lasciando!
Ma, comandante! Non è più bello accussi?! Voli dire che a navi è cuntenta…felice!
Fammi capire, Lo Vacco!
Lei u sapi Comandanti, che quando il cane è contento muove a coda?
Si, ma che c’entra il cane!
C’entra, c’entra. Lei deve immaginare che il cane cammina muovendo la coda perché è contento e la coda è come se lasciasse una scia nell’aria.
E’ vero che se la immagina a forma di esse o serpente come la scia che lascia la nave quando al timone ci sono io?
Se il cane non è contento cammina normale senza moviri a cuda ed ecco che la scia è diritta. Perciò è meghhiu la scia a serpente.
Ah, così dici , ‘mpari Lo Vacco? Allora sai che ti dico io?
Immagina un ubriaco che cammina per la strada ed immagina che, come la coda del cane lascia una scia. Quello ubriaco lascia la scia a serpente, mentre uno normale lascia la scia dritta. E’ vero?
Allora sapi che facemu, Comandanti? “Non pi mia e non pi tia” (voleva dire veniamo ad un compromesso)…dicemu che la nostra nave, quando ci sono io al timone, è “ ‘mbriaca e felice”.

Quello che invece interessava proprio a Compari Lo Vacco, era di fare la sveglia.
Si, proprio la sveglia!
Gli piaceva quando l’ Ufficiale di guardia in plancia gli diveva: “Lo Vacco, sono le quattro meno un quarto, vai a svegliare quelli che devono rilevare”.
Si, alle 4 meno un quarto del mattino, lui era proprio felice di svegliare quelli che dovevano montare di guardia, con un bel sorriso.
Prima gli dava un colpetto sulla spalla, poi ancora più forte se quello non si svegliava e poi scuoteva tutta la branda. Appena il malcapitato apriva gli occhi, lui spalancava il suo sorriso e diceva: “Sveglia, che devi montare di guardia”!
Fin qui tutto normale ma la cosa che invece non era normale era il suo sorriso.
Compari Lo Vacco, purtroppo per lui, era brutto…molto brutto. Avete presente l’attore Franco Franchi quando faceva le facciazze? Avete presente alcune maschere di carnevale? Ecco, ‘mpari Lo Vacco era così, e quando sorrideva ancora peggio.
Ma a lui non importava di essere brutto, non se ne rendeva conto, non capiva perché la gente non volesse essere svegliata da lui.
Ma comu?! Io ci do il bongiorno con un sorriso e loro non sono contenti?
Solu u signor Murtatella è cuntento quando lo sveglio. Voli essere svegliato alle 4 del mattino pure quando non semo in navigazione e non deve montare di guardia.
Dice che trova grandi soddisfazione quando sa che l’ho svegliato ma non deve alzarsi.
E’ vero, Lo Vacco. Lo so ma questa e tutta un’altra storia. Il signor Murtatella fa quello che gli pare, ma gli altri, se proprio devi andare tu a svegliarli, li svegli senza il sorriso. Il sorriso non lo vogliono.
Va bene, ma pure lei, Cumannanti, non voli u sorriso si mi capita a mia di svegliarlo?
A me puoi farlo, compari, io lo apprezzo il sorriso, come lo fai tu non lo fa nessuno.

…e compari Lo Vacco si gonfiò il petto con grande soddisfazione.
Il comandanti in seconda, davanti a tutti quelli che stavano in plancia, gli aveva detto che come faceva lui il sorriso, non lo faceva nessuno

‘mpari Lo Vacco
che mi stai a guardare
con quel sorriso
sognante e trasandato,
non mi crucciar,
non farmi disperare.
Stai bene in rotta,
che mi son scocciato.

Così il secondo,
diceva al timoniere,
che andava a navigar
come un serpente.
Vedi, Lo Vacco?
Non posso sopportare,
che a mio compari
non gliene importi niente!

Vedi Lo Cascio al timone
e la sua scia?
Sembra argentea spada
in mezzo al mare.
Ed anche gli altri,
con mano come piuma
conducono
la nave e il suo solcare.

E lui, il Lo Vacco,
per nulla preoccupato.
Come colui che sa
di essere qualcuno.
“Con me la nave,
solca il mare allegra,
e il mio sorriso
non te lo fa nessuno”.

Enzo Arena Enzo Arena

Stampa

La licenza-Enzo Arena

Licenza

 

 

 

 

 

 

Vi ricordate, cari amici e colleghi, le sensazioni di quando si aveva la licenza in tasca?
Vi ricordate il tempo che intercorreva tra la firma della licenza ed il momento in cui saremmo saliti su di un treno?
“Liceza Ordinaria” o “Licenza Breve”, quel foglietto firmato già in tasca, aveva un potere enorme sulle nostre emotività.

La licenza.

Ce l’ho fatta!
Evviva, l’ha firmata!
Giorni quattro
con viaggio anche compreso.
Mi sento libero,
leggero come piuma.
Mi sento vela,
mongolfiera senza peso.

Ce l’ho in tasca
e ogni tanto l’accarezzo.
La prendo in mano
e non smetto di sognare.
Me la rileggo,
la bacio, la ribacio
e me lastringo
forte forte al cuore.

Lo zaino è pronto
da qualche settimana.
C’è dentro un sogno
di libero partire.
C’è anche un fiore
per te che sei lontana,
e la promessa
che sto per arrivare.

Salterò su un treno
anche a vapore.
Conterò la strada
all’incontrario.
Intanto conto le ore
per quel treno,
con i miei occhi,
appesi a un calendario. 

Enzo Arena1 Enzo Arena

Stampa

La mia scuola-Enzo Arena

Scuolecemm

Ricordo come fosse ieri quel mio ultimo giorno di scuola.
Col magone in gola scrissi questa poesia dedicata al Nautico di Messina. La mia vecchia scuola sempre nella mia mente.
Non so se la poesia riesce a trasmette le sensazioni che provavo.
Guardavo cosa mi lasciavo alle spalle: gli insegnanti tutti maestri di discipline e di vita, i compagni di scuola, la goliardia, la spensieratezza.
Guardavo anche a cosa andavo incontro: la voglia di partire, l’istinto del marinaio, la curiosità per una nuova vita.

La mia scuola.

Uscir di là
e poi guardarla ancora.
Un passo lento
che si allontana,
un battito forte
del cuore che rimane.

Quanti amici!
Quanta adolescenza!
Quanti ricordi!
Quanti cari volti!
Vorresti fermarti,
tornare indietro.
Non puoi
ormai sei uomo!

C’è il magone
che trattieni a stento.
Ma c’è il marinaio
che ti porti dentro,
e c’è una nave
in un porto che ti aspetta.

Enzo Arena1 Enzo Arena

Stampa

Il profumo del mare-Enzo Arena

Profumo Mare

Il profumo del mare

Mi manca il profumo del mare,
l’odore di un posto lontano,
mi accorgo che il tempo è passato
e non voglio esser preso per mano.

Ora sto sulla riva seduto,
avvolto nei vecchi pensieri.
Da solo, aspettando il tramonto,
e sono lo stesso di ieri.

Enzo Arena1 Enzo Arena

Stampa

Il sacchetto-Enzo Arena

Rientro in porto. Il Sacchetto.
Al rientro in porto dopo una missione, una parte da protagonista ce l’ha il “sacchetto”.
Questa lunga sagola all’estremità della quale è legata una piccola sfera di piombo, tanto piccola da stare dentro il pugno di una mano, viene lanciata da bordo verso la banchina ed è il primo collegamento con la terraferma. Al sacchetto viene poi legato un cavo che verrà collegato alla bitta.
L’incontro tra cavo e bitta mi è sempre apparso come un incontro tra due amanti alla presenza di sguardi che seguono il percorso del cavo in acqua che va verso la bitta.
In effetti avviene che, dopo che al sacchetto che è arrivato a terra viene legato il cavo e da terra cominciano a tirare, il cavo viene seguito nel suo percorso verso la bitta dagli sguardi impazienti e felici dei marinai che aspettano il momento in cui il cavo incontra la bitta. Quello è un momento molto importante.

sacchetto lanciasagola

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sacchetto.
E ritorna a volare sopra il mare
una palla di piombo con cordame.
E ritorna quel lancio di una cima
alla ricerca ancora di un legame.
E un cavo che scorre come biscia
verso una bitta tra sguardi innamorati,
accompagnato da cuori nell’attesa.
Un altro incontro tra amanti separati.
Frastuono dentro e palpito anelante;
strano frastuono senza alcun rumore.
Questo è il rientro! E’ il cuore marinaio
che batte forte senza far vedere.
Ti accoglie un porto, ti è cara la banchina.
La passerella adesso è sistemata.
Saluti la bandiera e intanto scendi.
Missione fatta e un Dio l’ha accompagnata.
Abbracci il mondo e baci anche la terra,
per qualche giorno starai senza il tuo mare.
Tutto è più bello adesso che ti vedo.
Sei tu in banchina!...Ti corro ad abbracciare!

Enzo Arena1 

 Enzo Arena

Stampa

FacebookTwitterRSS Feed
Pin It

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.