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Due sottomarini di nuova generazione per la Marina italiana

Fincantieri firma il contratto da 1,35 miliardi di euro, comprensivo del relativo supporto logistico.

L'ad Bono: "Compiremo un salto tecnologico"

nuovi sottomarini

Sottomarino - Fincantieri

AGI - Fincantieri, uno dei primi gruppi cantieristici al mondo e operatore di riferimento nella navalmeccanica militare, oggi firmerà in qualità di prime contractor con Occar (Organisation Conjointe de Cooperation en matiere d'Armement, l'Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti), il contratto per la costruzione di 2 sottomarini di nuova generazione con l'opzione per ulteriori 2 unità, nell'ambito del programma di acquisizione U212nfs (Near Future Submarine) della Marina Militare italiana. Il valore complessivo del contratto per i primi due battelli, comprensivo del relativo supporto logistico, e' di 1,35 miliardi di euro.

 Il progetto - spiega una nota - è un'evoluzione del programma U212A, condotto in collaborazione con i tedeschi di thyssenkrupp Marine Systems, che ha portato alla realizzazione di 4 sottomarini per l'Italia - 'Todaro', 'Scire'', 'Venuti' e 'Romei', consegnati da Fincantieri tra il 2006 e il 2017 - e di 6 per la Germania. Secondo le analisi più accreditate, questi battelli a propulsione air independent, per il loro contenuto tecnologico, hanno spostato gli equilibri dal dopoguerra tra unità nucleari e convenzionali.

Il programma U212nfs, che prevede le prime due consegne nel 2027 e nel 2029, risponde alla necessità di garantire adeguate capacità di sorveglianza e di controllo degli spazi subacquei, considerati i complessi scenari operativi che caratterizzeranno il futuro delle operazioni nel settore underwater e l'approssimarsi del termine della vita operativa delle 4 unità della classe 'Sauro' attualmente in servizio. Servirà inoltre a preservare e incrementare lo strategico e innovativo know-how industriale maturato da Fincantieri e a consolidare il vantaggio tecnologico conseguito dall'azienda e dalla filiera, perche' sarà potenziata la presenza a bordo di componentistica sviluppata dall'industria nazionale.

I compiti che i nostri sottomarini svolgono quotidianamente a favore della collettività sono molteplici - prosegue la nota - soddisfacendo le istanze del Governo e delle più importanti alleanze alle quali il Paese partecipa, Nato e Ue: alle missioni prettamente militari, si vanno ad aggiungere quelle inerenti la libertà di navigazione, l'antipirateria, la sicurezza delle vie di approvvigionamento energetico (in virtù delle risorse dei fondali e delle infrastrutture subacquee presenti), il rispetto del diritto internazionale, la lotta al terrorismo, la tutela delle frontiere esterne, la salvaguardia delle infrastrutture marittime, incluse quelle vitali off-shore e subacquee, e non ultimo il controllo della presenza di cetacei.

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Sottomarino - Fincantieri

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri, ha commentato: "Siamo orgogliosi che il riconoscimento delle nostre capacità da parte della Marina e del partner tedesco abbia portato a un'evoluzione dei rapporti tale da garantirci da un lato il ruolo di design authority, dall'altro quello di prime contractor. Rispetto ai sottomarini della classe precedente - ha spiegato - compiremo un autentico salto tecnologico, a partire dalla progettazione e dal sistema di combattimento, sviluppato insieme a Leonardo e del quale abbiamo in carico l'integrazione a bordo. Ciò consentirà all'Italia di restare nella ristrettissima cerchia dei Paesi capaci di costruire unità cosi' sofisticate". Bono ha continuato: "Ancora una volta un qualificato indotto, composto da piccole e medie imprese del settore, sarà trainato dalle nostre attività, concorrendo a generare un notevole contributo in termini di Pil, occupazione e progresso nel campo della ricerca e sviluppo". 

FONTE: Logo AGI

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Tutte le ultime mire militari di Fincantieri

Fissata per venerdì prossimo la firma del contratto per i sommergibili della Marina tra Fincantieri e Occar. Nel frattempo, la Grecia sta valutando l’acquisto di quattro fregate Fremm progettate dal costruttore navale di Trieste.

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Fincantieri è prossima alla chiusura del contratto per la costruzione di quattro sommergibili U212 NFS (Near Future Submarine)  della Marina Militare.

“La firma è fissata per venerdì prossimo (26 febbraio), come ha confermato al Sole 24 Ore l’agenzia Occar (Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti) che siglerà con il suo direttore, l’ammiraglio Matteo Bisceglia, il contratto con il big della cantieristica e che agisce per conto dello Stato italiano con il Segretariato generale della difesa quale mandante”, scrive oggi Celestina Dominelli sul quotidiano diretto da Fabio Tamburini.

Già a metà dicembre la commessa era nota, secondo un avviso pubblicato il 9 dicembre sulla banca dati ufficiale delle gare dell’Ue  in base al quale il ministero della Difesa italiano aveva notificato il contratto a Fincantieri. Il valore complessivo della commessa è di 2,3 miliardi. La prima tranche avrà un valore di 1,35 miliardi e riguarderà la costruzione dei primi due sommergibili.

Attesa inoltre per venerdì la call di Fincantieri per la comunicazione dei risultati economici e finanziari del gruppo al 31 dicembre 2020.

Nel frattempo, il 19 febbraio il quotidiano greco Kathimerini ha riferito che la Grecia sta valutando una proposta di Fincantieri e Leonardo per la fornitura di quattro fregate multimissione Fremm.

Tutti i dettagli.

IL CONTRATTO PER I SOTTOMARINI U212 NFS

Come si diceva, l’ufficializzazione del contratto per Fincantieri è arrivata a metà dicembre in chiave europea e sotto il cappello dell’Occar (l’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti), attraverso un avviso pubblicato dal ministero della Difesa italiano sulla banca dati delle gare Ue.

Il contratto notificato a Fincantieri ha un valore di 1,35 miliardi di euro per la costruzione dei primi due U212 Nfs (Near Future Submarine), prevedendo un totale di quattro sommergibili per la Marina militare italiana, in affiancamento alle quattro unità già in servizio realizzate dal gruppo guidato da Giuseppe Bono su licenza della tedesca ThyssenKrupp Marine Systems.

IL VALORE DELLA COMMESSA

Il valore complessivo della commessa è di 2,3 miliardi di euro.

Della prima tranche dal valore di 1,35 miliardi di euro, “806 milioni arrivano dalla manovra 2018 e 544 milioni dal Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”, istituito nel 2017, rifinanziato successivamente e noto anche come “fondone”, aveva specificato in precedenza il Sole 24 Ore.

IL PROGRAMMA U212

Si tratta dunque dell’ultimo tassello al percorso cominciato con il doppio via libera parlamentare allo schema di decreto ministeriale contenente l’approvazione del programma pluriennale per lo sviluppo, l’acquisizione e il sostegno tecnico-logistico decennale dei primi due sommergibili U212 derivanti dalla classe Todaro, al quale sono poi seguiti il parere di congruità della Corte dei conti e le due convenzioni ministeriali che hanno garantito la copertura finanziaria di tutti i programmi delle forze armate.

TUTTE LE OPPORTUNITÀ CON IL PROGRAMMA U212A

La prima e la seconda serie di battelli U212A — sottolinea il Sole 24 Ore — hanno quindi consentito a Fincantieri di sviluppare un network di collegamenti industriali a livello internazionale che ha contribuito a farla diventare un polo cantieristico di eccellenza anche per il design, la costruzione e il supporto in vita dei sommergibili. Senza contare che la realizzazione delle quattro unità ha rappresentato altresì una vetrina importante per diverse realtà nazionali coinvolte nello sviluppo di sistemistica subacquea all’avanguardia (su tutti, Avio, Calzoni e Leonardo), ma anche per una lunga lista di filiere tecnologiche al seguito di Fincantieri, l’autorità di progetto italiana (design authority), con una serie consistente di piccole e medie imprese dell’indotto”.

VENDITA FREGATE FREMM ALLA GRECIA IN VISTA?

Ma la chiusura del contratto per i nuovi sommergibili della Marina non sarebbe l’unico recente successo del gruppo cantieristico di Trieste.

Lo scorso fine settimana si è palesata per Fincantieri l’opportunità della vendita delle fregate Fremm alla Marina della Grecia che intende rinnovare la propria flotta.

Secondo Kathimerini infatti, Atene sta valutando una proposta di Fincantieri e Leonardo per la fornitura di quattro fregate multimissione Fremm. Tali unità costituiscono “la spina dorsale della Marina Militare Italiana” che ne possiede 8 destinate a diventare 10 a programma completato, puntualizza il quotidiano greco.

SULLA SCIA DEL PROGETTO CON LA US NAVY

Il giornale greco ha ricordato inoltre che “la Fremm di Fincantieri è stata selezionata come progetto di piattaforma dalla US Navy per la sua fregata di nuova generazione nota come FFG (X)” (classe Constellation) e che due Fremm sono state recentemente acquisite dall’Egitto”. (Qui l’approfondimento di Start sulla prima fregata Fremm consegnata all’Egitto).

L’ITALIA CON FINCANTIERI SFIDA LA FRANCIA

Pertanto Kathimerini sostiene che la Marina Greca sia interessata ad acquisire in tempi rapidi due fregate già in servizio in Italia come “soluzione intermedia” in attesa dell’ingresso in servizio delle unità di nuova costruzione citando quali soluzioni intermedie fregate Fremm o classe Maestrale.

“In attesa di conferme e precisazioni la notizia si presta a diverse valutazioni” ha commentato Gianandrea Gaiani, direttore di AnalisiDifesa. “Innanzitutto l’interesse per le fregate di Fincantieri rischia di togliere alla Francia il monopolio europeo delle nuove forniture militari alla Grecia, favorite anche dalla netta presa di posizione di Parigi al fianco di Atene e contro l’espansionismo turco nel Mediterraneo”.

“Un’ eventuale affermazione delle navi di Fincantieri in Grecia costituirebbe un nuovo successo della cantieristica militare italiana a spese di quella francese dopo il mega-contratto per la flotta del Qatar e la fornitura di due Fremm all’Egitto” ha evidenziato Gaiani.

FONTE: LogoStartMag

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I 90 anni dell''Amerigo Vespucci' della Marina, la 'nave più bella del mondo'

Il comandante Bacchi: "Questa nave è un simbolo nazionale"

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La nave 'Amerigo Vespucci'

Roma, 18 feb. (Adnkronos) -

La regina delle nostre navi compie 90 anni. L'Amerigo Vespucci, l'unità più antica della Marina Militare Italiana, considerata 'la nave più bella del mondo', si appresta a festeggiare il suo compleanno. Era infatti il 22 febbraio del 1931 quando fu varata, a Castellammare di Stabia. "Un percorso di oltre 800mila miglia, ne abbiamo fatta tanta di strada, o meglio, di acqua da quel giorno", dice all'Adnkronos il capitano di vascello Gianfranco Bacchi, comandante dell'Amerigo Vespucci. "Abbiamo navigato tutti i mari del mondo, battezzato migliaia di allievi ufficiali dell'Accademia Navale di Livorno. Io sono il 122esimo comandante. E ci sono state migliaia di figure di professionisti a bordo. Di gente su questa meravigliosa nave ne è passata, con orgoglio".

 Nave addestrativa, nave da rappresentanza, nave simbolo della nostra Marina. "Il Vespucci racchiude queste tre vesti. Come formazione è il battesimo del mare per i giovani - spiega Bacchi- Si entra da ragazzi sul Vespucci e si esce da uomini. Per quanto riguarda la rappresentanza, questa nave ad ora non toccherà i porti per l'emergenza sanitaria in corso. Ma questo non ci impedirà di rimanere sempre vicini al nostro Paese come lo scorso anno. In che modo? Con passaggi suggestivi nei posti più frequentati e conosciuti della costa, illuminando con fierezza il tricolore sui nostri tre alberi, facendoci così sentire vicini al nostro Paese in un momento delicato come questo". Un simbolo, quello rappresentato dall'Amerigo Vespucci, che unisce tutto il paese. "Ci penso spesso a questo - racconta il comandante - Questa nave è un simbolo nazionale, non solo per la Marina".

"Gli italiani si inorgogliscono quando il tricolore viene portato in giro per il mondo - aggiunge Bacchi - alla gente piace riconoscersi in qualcosa, soprattutto nei momenti più duri. Come nella religione, magari non avendo mai pregato prima, arriva quel giorno in cui lo fai per un determinato motivo. Come quando la Nazionale vince i Mondiali. Mi sveglio ogni mattina, vedo il mio equipaggio e mi rendo conto che tiene al Vespucci come tiene alla sua famiglia. La nostra nave è un filo conduttore che non si trova facilmente".

"La pandemia anche su di noi ha avuto un effetto traumatico - spiega il comandante del 'Vespucci' - Lo scorso anno eravamo pronti, a metà marzo, per effettuare il giro del mondo. Poi stiamo stati bloccati mentre eravamo in partenza e ci siamo dovuti reinventare una realtà che era già pianificata: le Olimpiadi di Tokyo e attraversare il Pacifico sono rimasti obiettivi in sospeso. E allora abbiamo affrontato un lungo periodo di navigazione di due mesi, come nave covid free, senza sosta, cercando di ottenere il massimo da quella che abbiamo preso come un'opportunità, sia dal punto di vista formativo che della rappresentanza".

"La navigazione del Mediterraneo occidentale, aver circumnavigato la Sicilia, passare per il Parco della Maddalena, lo Stretto di Messina, il canale di Taranto a vela, partecipare all'inaugurazione del Ponte San Giorgio, sono cose che ti porti dentro, sono simboli di rinascita. Un risultato -osserva- al di sopra delle aspettative".

Nel 2018 il 'Vespucci' ha superato per la prima volta nella sua storia il Circolo Polare Artico, navigando dalle Azzorre fino all’Islanda, il punto più a nord che abbia mai raggiunto. Sono previste altre imprese? "Avevamo previsto il doppiaggio di Capo Horn, la pandemia non ce lo ha permesso. Per ora -conclude- non c'è nulla di programmato, ma le imprese, a volte, vengono da sole...". (di Paolo Signorelli)

© COPYRIGHT ADNKRONOS

FONTE: logo ADN Kronos

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Immsi, a Intermarine il nuovo progetto di navi cacciamine per la Marina italiana

immsi 378143 Intermarine, società parte del gruppo industriale Immsi, la holding a cui fanno capo oltre 40 società operative nei settori immobiliare, industriale e navale, ha siglato il contratto per lo studio della "riduzione del rischio e definizione del progetto di Unità Cacciamine di Nuova Generazione" per la Marina Militare Italiana. Il contratto rientrerà nei programmi di ammodernamento della flotta di navi di Contromisure Mine della Marina Italiana, che prevedono la realizzazione nei prossimi anni di 12 nuove unità destinate a sostituire i quattro cacciamine Classe Lerici e gli 8 cacciamine Classe Gaeta.

Le nuove unità saranno prodotte in due versioni, "Costiera” e “d'Altura”. La prima versione, con lunghezza intorno ai 60 metri, costituirà la naturale evoluzione delle navi attualmente in servizio, e si caratterizzerà non solo per le maggiori dimensioni e prestazioni, ma anche per l’integrazione di diversi sistemi Unmanned (sia di superficie che subacquei), in linea con le nuove tendenze nel settore.

La seconda, con lunghezza intorno agli 80 metri, alla luce del livello capacitivo richiesto rappresenterà un salto generazionale per il quale non sussistono solidi riferimenti progettuali nel panorama nazionale e mondiale, non solo in termini dimensionali ma anche prestazionali, con adozione di nuove soluzioni propulsive e di un ampio ventaglio di veicoli e mezzi autonomi.

Lo studio dovrà identificare la soluzione propulsiva più idonea a equipaggiare le nuove unità, soprattutto la versione “d'Altura”. Sulla base di considerazioni di efficacia, costo e rispetto ambientale la Marina Italiana sceglierà la più idonea per poi sviluppare, in una seconda fase dello studio, il progetto di base, preliminare al futuro programma di produzione. Attualmente, il gruppo Immsi, quotato alla borsa di Milano, scambia in rialzo dell'1,8% a 0,476 euro. 
 
 
 
 

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Finalmente parte il progetto di restauro della mitragliera dello Scirè

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“La vogliamo salvare la mitragliera dello Sciré?” in un nostro articolo di agosto così titolavamo segnalando le disastrose condizioni conservative in cui versa un cimelio importante della nostra storia militare. Pare di sì, finalmente. Ci sono voluti appena dieci anni e ed ettogrammi di ruggine, ma qualcosa si è sbloccato.

Parliamo della mitragliera antiaerea Breda Modello 31 da 13,2 mm del leggendario sommergibile Scirè, la prima nave italiana a ricevere la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la famosa “Impresa di Alessandria”. L’arma fu smontata dal relitto nel 1984, dopo una pietosa spedizione del Comsubin che recuperò, a 35 m di profondità, oltre ai resti di 42 nostri marinai, anche alcune parti dello scafo che oggi sono conservate, rigorosamente al chiuso e perfettamente restaurate, all’interno del Sacrario delle Bandiere a Roma, presso il Vittoriano. Questo per dare un’idea dell’importanza del cimelio.

La mitragliera fu portata a Pistoia perché, come scrive il sito www.reportpistoia.com, che ha denunciato più volte, lodevolmente, l’emergenza. “La regione dello Scirè, zona montuosa e semidesertica vicino al confine con l'Eritrea, fu teatro di un'aspra battaglia tra l'esercito italiano di Badoglio e le truppe abissine di Haile Selassie nel marzo 1936, durante la campagna d'Etiopia, e vide tra i suoi protagonisti il generale pistoiese Ezio Babbini, al comando del IV Corpo d'Armata. Nella vittoria italiana si distinsero inoltre gli uomini dell'83° reggimento fanteria con sede a Pistoia, e tra i caduti vi fu anche il caporale maggiore pistoiese Giovanni Marini, Medaglia d'Oro alla memoria, al quale è stata dedicata una lapide all'interno della Caserma di Pistoia”.

Oggi per fortuna qualcosa si è mosso e Libero – anche informato dall’ex dipendente Oto Melara Giulio Cozzani - è stato il quotidiano nazionale che più si è occupato della questione citandola in vari articoli.

In un altro paese, il degrado in cui è stata lasciata per decenni una simile “reliquia” avrebbe scatenato furiose proteste da parte dell’opinione pubblica. Come se i tedeschi lasciassero arrugginire all’aperto la mitragliatrice del Fokker di Manfred von Richtofen, il Barone rosso.

Viceversa, basti notare la cura e il rispetto con cui i Britannici mantengono le armi del Museo dell’Operazione Dynamo di Dunkerque, che, tra l’altro, custodisce la memoria di una ritirata, nemmeno di una vittoria.

Da noi, piuttosto, siccome vige dal dopoguerra una mentalità pacifistoide e “disarmista” ai limiti dell’anti-italianità, unita a una mancanza di cultura storica gravissima ed endemica, un simile caso ha sollevato polemiche solamente a livello locale o su autorevoli riviste di settore come Armi e Tiro.

A prendere finalmente in mano la situazione, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI) che spiega: “Già conoscevo la questione, come tutti i pistoiesi, del resto. All’ inizio del mio mandato avevo avuto incontri con l’Associazione Marinai d’Italia, sez. di Pistoia e Pescia, e anche con il Polo museale che gestisce la Fortezza S. Barbara per un restauro del cimelio e la sua copertura. Il Comune ha dato la disponibilità a cofinanziare e l’Associazione Marinai ha coinvolto altri soggetti tra cui il Rotary  Club di Pistoia-Montecatini. Il problema non è tanto il finanziamento – servirebbero 35.000 euro per restauro e copertura – quanto l’iter burocratico che tuttavia è finalmente partito. Comunque, per chi volesse contribuire economicamente, soprattutto per valorizzare la nuova esposizione della mitragliera con cartellonistica e altri mezzi, si può rivolgere alla nostra sezione dell’Associazione Marinai d’Italia”.

Lo Scirè è qualcosa di più di una reliquia militare o della testimonianza del valore di un singolo soldato; è il simbolo di un’Italia che non molla la quale, con scarsi mezzi, genio inventivo, pervicacia e coraggio oltre le possibilità umane riusciva ad ottenere risultati strabilianti.

Questo sommergibile era stato adattato per trasportare i famosi “Maiali”, i Siluri a lenta corsa che, come noto, venivano guidati da due operatori muniti di respiratori subacquei fin sotto le navi nemiche per applicare sulla loro chiglia una carica esplosiva.

Vennero impiegati dalla X Flottiglia MAS della Regia Marina italiana durante la Seconda guerra mondiale per azioni di sabotaggio contro navi nemiche, spesso ancorate in porti militarmente difesi.

Fin dal 1940, lo Scirè fu impegnato contro le cacciatorpediniere inglesi ormeggiate nella base di Gibilterra, ma dovette far fronte a una serie di imprevisti e malfunzionamenti che fecero fallire varie missioni. Nel corso di una di queste operazioni, il Tenente di Vascello Gino Birindelli fu fatto prigioniero dagli inglesi e trascorse tre anni in prigionia prima di essere rilasciato e poi decorato con Medaglia d’Oro.

Tuttavia, il sistema d’arma poteva funzionare: era solo questione di applicare migliorie tecniche, continuare l’addestramento e insistere, insistere, insistere.

Nel settembre ’41 arrivano i primi successi con un incrociatore e una nave cisterna britannici affondati/danneggiati gravemente, ma la missione più famosa fu condotta in dicembre contro la base di Alessandria d’Egitto quando i Maiali riuscirono a penetrare nel porto, sorpassando mine e recinzioni subacquee e a far saltare in aria due corazzate, la Valiant e la Queen Elizabeth e altre due navi inglesi.  

I nemici se la legarono al dito e quando nel ’42 lo Scirè, sotto il comando del Capitano di Corvetta Bruno Zelik si diresse verso il porto di Haifa, un’altra base britannica oggi nel territorio di Israele, gli tesero un’imboscata intercettando le comunicazioni condotto con il codice tedesco “Enigma”. Ne abbiamo scritto qui: citando anche un recente e  importante studio dello storico e subacqueo Fabio Ruberti.

Danneggiandolo con le bombe di profondità, gli inglesi ostrinsero lo Scirè a salire in superficie dove poi fu finito a cannonate. Infine, con un’ultima passata di bombe uccisero anche i pochi sopravvissuti rimasti vivi all’interno dello scafo. Fu una vera esecuzione, ma non tale da scalfire una delle pagine più gloriose della storia marinara di tutto il mondo.

FONTE: logo libero

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Concorsi Forze Armate al via dal 22 febbraio: le linee guida del Ministero della Difesa

I concorsi pubblici per le Forze Armate riprendono dal 22 febbraio: ma per partecipare servirà sottoporsi al tampone.

Concorsi

Si sbloccano i concorsi pubblici, compresi quelli per il reclutamento nelle Forze Armate e di Polizia.

Dal 22 febbraio 2021 riprendono le prove e gli accertamenti concorsuali, ma inevitabilmente - vista l’emergenza sanitaria ancora in corso - è stato necessario prendere qualche accorgimento ulteriore così da tutelare la salute dei candidati e di tutti gli operatori.

Nell’attesa che riprenda la pubblicazione dei bandi di concorso per le Forze Armate e di Polizia attesi per il 2021, possono almeno riprendere tutte le procedure avviate nei mesi scorsi. Le prove scritte, o anche semplici accertamenti, riprendono ufficialmente dal 22 febbraio e per l’occasione il Ministero della Difesa ha pubblicato un comunicato con tutte le istruzioni per i candidati.

Vediamo quindi quali sono le nuove misure di prevenzione nei concorsi per il personale militare di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri.

Concorsi Forze Armate: le novità dal 22 febbraio 2021

Nonostante la crisi sanitaria ancora in corso, possono finalmente riprendere le procedure per l’assunzione di nuovo personale nei corpi delle Forze Armate. Già dal 15 febbraio, infatti, verrà meno lo stop dei concorsi pubblici imposto causa Covid.

Solo la settimana dopo, ossia da lunedì 22 febbraio, riprendono le convocazioni per lo svolgimento di ciascuna prova o accertamento concorsuale per le selezioni bandite nel 2020 dai vari comparti delle Forze Armate.

Dal prossimo lunedì, però, i candidati dovranno attenersi ad una nuova serie di regole che si vanno ad aggiungere a quelle già adottate con il Decreto Interministeriale del 6 luglio 2020, recante “Prescrizioni tecniche per lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli e alle qualifiche delle Forze armate, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, volte a prevenire possibili fenomeni di diffusione del contagio da Covid-19”.

Oltre all’obbligo di mascherina, quindi, per tutte le prove e accertamenti che si terranno nelle prossime settimane bisognerà attenersi alle seguenti regole:
  • d’ora in avanti per prendere parte ad una prova o ad un accertamento bisognerà dimostrare la propria negatività al Covid. Per questo motivo, prima di presentarsi alle prove bisogna effettuare un test rapido antigenico di ultima generazione, o molecolare. A tal proposito, si chiede a tutti i concorrenti di produrre il referto relativo al test antigenico o molecolare mediante tampone oro-rino-faringeo per la ricerca di SARS-Cov-2 con esito negativo, purché questo sia stato eseguito da una struttura pubblica o accreditata entro le 72 ore precedenti alla data di svolgimento delle prove o del gruppo di fasi selettive che si svolgono in successione;
  • ai concorrenti viene fatta presente l’importanza di una moderazione vocale durante prove e accertamenti. Bisognerà evitare i volumi alti e i toni concitati, così da diminuire il rischio del cosiddetto effetto droplet (limitando, quindi, la possibilità di goccioline nell’aria).

Queste le due novità annunciate dal Ministero della Difesa che andranno ad interessare i concorsi pubblici per le Forze Armate, con la speranza che questi accorgimenti servano ad evitare un nuovo stop per le procedure.

FONTE: Logo Money

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