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Il Vento

il vento 

 

La nave “ ‘mbriaca e felice”-Enzo Arena

Scia

Se volgi lo sguardo a poppa, mentre sei in navigazione, ti accorgi se il timoniere è un bravo timoniere o no.
Guarda la scia che la nave lascia e, se la scia è bella dritta, vuol dire che al timone c’è un bravo nocchiere, se invece la scia è a forma di esse, come un serpente, vuol dire che il timoniere, o non è bravo o non ha tanta voglia di stare al timone.
Si vede proprio, specie se il mare è calmo, un lungo serpentone a poppa. Lungo, tanto lungo che col mare calmo può arrivare ad essere lungo centinaia di metri.
Il nocchiere Lo Vacco, per tutti “Compari Lo Vacco”, aveva il record dei serpenti, non perché non fosse bravo…Quando ne aveva voglia era bravissimo, ma perché proprio a lui, di stare al timone non “ci ‘ntiressava propriu”.
A volte andava fuori rotta anche più di 10 gradi e poi, quando l’ufficiale di guardia gli diceva: “Lo Vacco, stai in rotta”! Sfoggiava il suo sorriso e con calma ritornava in rotta.

Guarda a poppa, Lo Vacco! Guarda che serpente che stai lasciando!
Ma, comandante! Non è più bello accussi?! Voli dire che a navi è cuntenta…felice!
Fammi capire, Lo Vacco!
Lei u sapi Comandanti, che quando il cane è contento muove a coda?
Si, ma che c’entra il cane!
C’entra, c’entra. Lei deve immaginare che il cane cammina muovendo la coda perché è contento e la coda è come se lasciasse una scia nell’aria.
E’ vero che se la immagina a forma di esse o serpente come la scia che lascia la nave quando al timone ci sono io?
Se il cane non è contento cammina normale senza moviri a cuda ed ecco che la scia è diritta. Perciò è meghhiu la scia a serpente.
Ah, così dici , ‘mpari Lo Vacco? Allora sai che ti dico io?
Immagina un ubriaco che cammina per la strada ed immagina che, come la coda del cane lascia una scia. Quello ubriaco lascia la scia a serpente, mentre uno normale lascia la scia dritta. E’ vero?
Allora sapi che facemu, Comandanti? “Non pi mia e non pi tia” (voleva dire veniamo ad un compromesso)…dicemu che la nostra nave, quando ci sono io al timone, è “ ‘mbriaca e felice”.

Quello che invece interessava proprio a Compari Lo Vacco, era di fare la sveglia.
Si, proprio la sveglia!
Gli piaceva quando l’ Ufficiale di guardia in plancia gli diveva: “Lo Vacco, sono le quattro meno un quarto, vai a svegliare quelli che devono rilevare”.
Si, alle 4 meno un quarto del mattino, lui era proprio felice di svegliare quelli che dovevano montare di guardia, con un bel sorriso.
Prima gli dava un colpetto sulla spalla, poi ancora più forte se quello non si svegliava e poi scuoteva tutta la branda. Appena il malcapitato apriva gli occhi, lui spalancava il suo sorriso e diceva: “Sveglia, che devi montare di guardia”!
Fin qui tutto normale ma la cosa che invece non era normale era il suo sorriso.
Compari Lo Vacco, purtroppo per lui, era brutto…molto brutto. Avete presente l’attore Franco Franchi quando faceva le facciazze? Avete presente alcune maschere di carnevale? Ecco, ‘mpari Lo Vacco era così, e quando sorrideva ancora peggio.
Ma a lui non importava di essere brutto, non se ne rendeva conto, non capiva perché la gente non volesse essere svegliata da lui.
Ma comu?! Io ci do il bongiorno con un sorriso e loro non sono contenti?
Solu u signor Murtatella è cuntento quando lo sveglio. Voli essere svegliato alle 4 del mattino pure quando non semo in navigazione e non deve montare di guardia.
Dice che trova grandi soddisfazione quando sa che l’ho svegliato ma non deve alzarsi.
E’ vero, Lo Vacco. Lo so ma questa e tutta un’altra storia. Il signor Murtatella fa quello che gli pare, ma gli altri, se proprio devi andare tu a svegliarli, li svegli senza il sorriso. Il sorriso non lo vogliono.
Va bene, ma pure lei, Cumannanti, non voli u sorriso si mi capita a mia di svegliarlo?
A me puoi farlo, compari, io lo apprezzo il sorriso, come lo fai tu non lo fa nessuno.

…e compari Lo Vacco si gonfiò il petto con grande soddisfazione.
Il comandanti in seconda, davanti a tutti quelli che stavano in plancia, gli aveva detto che come faceva lui il sorriso, non lo faceva nessuno

‘mpari Lo Vacco
che mi stai a guardare
con quel sorriso
sognante e trasandato,
non mi crucciar,
non farmi disperare.
Stai bene in rotta,
che mi son scocciato.

Così il secondo,
diceva al timoniere,
che andava a navigar
come un serpente.
Vedi, Lo Vacco?
Non posso sopportare,
che a mio compari
non gliene importi niente!

Vedi Lo Cascio al timone
e la sua scia?
Sembra argentea spada
in mezzo al mare.
Ed anche gli altri,
con mano come piuma
conducono
la nave e il suo solcare.

E lui, il Lo Vacco,
per nulla preoccupato.
Come colui che sa
di essere qualcuno.
“Con me la nave,
solca il mare allegra,
e il mio sorriso
non te lo fa nessuno”.

Enzo Arena Enzo Arena

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