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Trabucchi del Gargano

I Trabucchi del Gargano… musei a cielo aperto

Dal blog degli amici dell'Eco B&B Pizzicato di Vico del Gargano

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un articolo molto interessante sui Trabucchi del Gargano. Esperienza che io ho vissuto in prima persona e che consiglio di fare a chi è "di passaggio" dalle parti di Vieste o Peschici. Fermarsi a mangiare su un trabucco e magari farsi raccontare la loro storia mentre vi gustate il panorama mozzafiato del mare di fronte è una sensazione unica. Provare per credere!

Alla scoperta dei trabucchi, suggestivi anche in autunno

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Gabriele D’annunzio li definì “strane macchine da pesca tutte composte da tavole e travi simili a dei ragni colossali”, l’architetto americano Bernard Rudofsky “architetture senza architetto”.
Entrambe le definizioni esprimono bene quello che sono i trabucchi: ragni giganti simili a palafitte che, pur non essendo stati progettati da architetti o ingegneri, da secoli sfidano le tempeste ed assolvono la loro funzione.
Questi marchingegni si usavano per pescare e venivano costruiti principalmente con il legno dei pini d’Aleppo, alberi molto diffusi nei boschi dell’Adriatico, particolarmente resistenti alla salsedine ed al Maestrale, che sul Gargano soffia spesso.

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Anche se sembrano “fragili”, i trabucchi sono ben ancorati sulla roccia e resistono alle intemperie.
E’ per questo che ancora oggi la costa garganica è disseminata di trabucchi, uno dei più antichi è quello di San Francesco, ma ce ne sono molti altri come, ad esempio, quello di San Nicola, quello di Monte Pucci e quello di Manaccora.
Alcuni trabucchi sono diventati dei ristoranti, molto caratteristici, dove si può gustare il pesce dopo averlo pescato. È un’esperienza indimenticabile assistere alla “calata” dell’enorme rete che intrappola decine di cefali e mormore fresche, che vengono cucinati all’istante e gustati di fronte al mare.
Questo avviene a punta Manaccora, vicino Peschici, dove Elia Ranieri prepara un ottimo piatto locale “u ciambott”, sorta di zuppa fatta con pane secco e pesci a pezzi, con pomodoro fresco. Si può mangiare anche sul trabucco di Mimì (a Punta San Nicola) e a Monte Pucci, tra le alte falesie di calcare bianco.
Ad oggi sono ben quattordici i trabucchi funzionanti sulla costa tra Vieste e Peschici, che vengono preservati anche grazie all’Associazione I Trabucchi del Gargano, formata dai trabuccolanti del territorio e patrocinata dall’ente del Parco nazionale del Gargano.

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Qui trovate la mappa completa di tutti i trabucchi presenti sulla costa del Gargano

(fonte Parco Nazionale del Gargano).

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E queste sono alcune foto fatte da me al Trabucco di Monte Pucci

FONTE: logotrabucchi

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