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Testato con successo dall’US Navy il LCAC di nuova generazione

Il mezzo da sbarco di nuova generazione, Ship to Shore Connector (SSC), Landing Craft, Air Cushion (LCAC), ha completato con successo i test di interoperabilità con il bacino allagabile della USS Carter Hall (LSD 50) ed ha dimostrato che il mezzo è un altro passo avanti verso l’integrazione della flotta.

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Gli LCAC sono costruiti con configurazioni, dimensioni e distanze simili all’LCAC legacy, garantendo la compatibilità con le navi anfibie dotate di bacini allagabili.

Il test di prova, una collaborazione tra PEO Ships, USS Carter Hall, Naval Surface Warfare Center Panama City Divisioned altre parti interessate, è stato il culmine di mesi di preparazione. 

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Il test ha anche un significato storico, poiché Panama City, in Florida, è la sede del Centro di eccellenza per veicoli a cuscino d’aria della Marinacon le prime operazioni sul ponte in assoluto che furono eseguite al largo di Panama City nel 1985 tra il capostipite LCAC 01 e la USS Whidbey Island (LSD 41).

Con la recente consegna dell’LCAC 103 e il suo trasferimento a NSWC Panama City, il programma è attualmente in produzione in serie sugli LCAC 104 – 116. La consegna di altre quattro imbarcazioni è prevista per la fine dell’anno solare. 

In quanto una delle più grandi organizzazioni di acquisizione del Dipartimento della Difesa, PEO Ships è responsabile dello sviluppo e dell’approvvigionamento di tutti i cacciatorpediniere, le navi anfibie, le navi di supporto e per missioni speciali, ed ogni genere di imbarcazione.

Attualmente, l’US Navy gestisce una linea di LCAC formata da 72 unità più un esemplare di prova. I LCAC sono indispensabili nella strategia di guerra anfibia del Pentagono, poiché a lunga distanza dal punto di sbarco,trasferiscono a forte velocità dalle navi alle spiagge e nell’entroterra, laddove le condizioni del terreno lo consentano, uomini e mezzi del USMC, permettendo alle navi da sbarco di rimanere ben al di fuori dalla possibile reazione delle difese costiere e, giocando sul fattore velocità mettono in crisi i dispositivi difensivi.

Fonte e foto U.S. Naval Sea Systems Command

FONTE:Logo osservatoriodifesa

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