itenfrderorues

Al di la del porto-Fernando Pessoa

Aldila

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al di là del porto
c’è solo l’ampio mare..
Mare eterno assorto
nel suo mormorare..
Come è amaro stare
qui, amore mio..
Guardo il mare ondeggiare
e un leggero timore
prende in me il colore
di voler avere
una cosa migliore
di quanto sia vivere...

Pessoa Fernando Pessoa

Al tramonto-Dario Bilotti

 

Il sole scende, lentamente, cambia colore man mano che s'avvicina al mare,

quasi irato per il prossimo suo spegnersi nell'immensità.

Tonalità di rosso, di arancio, di rosa e di giallo esplodono come in uno spettacolo di fuochi artificiali.

Nuvole scure e rade scindono la luce in raggi dritti come fusi che si espandono per ogni dove,

illuminando il cielo e riflettendo sullasuperficie fino ai nostri occhi.

Il cielo stellato si impadronisce prepotentemente della volta celeste,

scacciando la luce sino a renderla una sottile striscia sull'orizzonte.

Le ombre delle sovrastrutture poco alla volta scompaiono inghiottite dal buio.

Lo sciabordio ci allieta e immaginiamo l'incedere senza sosta né paura dell'ignoto.

Gli animi si quietano e la pace interiore prende il sopravvento.

E noi che viviamo il mare ci sentiamo abbracciati dai nostri pensati lontani affetti.

Quale appagamento migliore

Dario Bilotti

Amala

Amala

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amala, non perché è tua moglie, ma perché l'hai scelta tu.
Amala, anche se spesso la vorresti diversa.
Amala, quando ha "mal di testa".
Amala quando urla.
Amala quando sta zitta e piange di nascosto.
Amala quando è stanca.
Amala quando è allegra e canta le canzoni che non ti piacciono.
Amala quando ti seduce.
Amala quando indossa una gonna sexy e le scarpe col tacco.
Amala quando sta sul divano in felpa e calzettoni.
Amala quando ti sfugge.
Amala e non chiamarla "mamma".
E' la mamma dei vostri figli, non la tua.
Amala quando è felice.
Amala quando è disperata, e si guarda le rughe e i capelli in disordine.
Amala quando litigate.
Amala quando dorme e tu la guardi senza toccarla.
Amala sempre.
Amala quando sbatti la porta e te ne vai, sull'ennesimo litigio.
Amala tutti i giorni.
Amala senza riserve, senza limiti, senza paura.
Amala con fiducia.
Amala.
Corteggiala, anche se "ormai state insieme da una vita",
falla sentire unica e tua.
Non vergognarti di amarla, sostenerla ,aiutarla negli obblighi
e nella fatica di vivere.
Invitala a cena, al cinema, a un concerto.
Compra un biglietto per uno spettacolo che le piace e portala a vederlo.
Sorprendila, e lei ti sorprenderà.
Amala, perché sei un UOMO, non un maschio.

Cuore Romagnolo-Facebook

 

Amore Geloso-Bruno Sportelli

Amore Geloso

Com'è lontano il mare
com'è vicino il mare
quel mare che mi ha lasciato partire
accompagnandomi con la sua marea
verso terre da conoscere
straniere e senza porto.
Com'è lontano il mare
com'è vicino il mare
che aspetta la risacca
per vestirmi delle sue lacrime di gioia
in attesa del ritorno.
Com'è lontano il mare
com'è vicino il mare
quel mare di anima e cuore
che gelosamente
porto nel tempo con me
per amarlo ancora di più

Bruno Sportelli viso

 

 Bruno Sportelli

Buon Natale, fratello di mare! - Enzo Arena

tramonto

Il Natale è vicino e mi piace dedicare, anche a nome di tutti noi vecchi marinai ormai non più in servizio, un pensiero ai nostri colleghi più giovani che continuano a “batter l’onda”.
Sappiamo il subbuglio di emozioni in certi giorni particolari. Sappiamo, perché anche noi in passato le abbiamo provate.
Il dovere ci chiamava e noi rispondevamo, così come i nostri colleghi più giovani continuano a rispondere.
“Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti. Benedici nella cadente notte il riposo del popolo, benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare! Benedici!”

Buon Natale, fratello di mare!

In questa notte
Santa di Natale,
tra il nostro mare
che sempre ti circonda,
tu sei lontano
dalle care genti.
Chiama il dovere
e resti a “batter l’onda”.
Sappiamo cosa c’è
dentro al tuo cuore.
I tuoi pensieri
noi tutti conosciamo.
C’è il tuo orgoglio,
il tuo onore, il tuo paese,
e vai per mare.
Continui a star lontano.
A testa alta,
con calma o con tempesta,
non abbandoni
perché tu sei speciale.
Siamo con te,
fratello Marinaio.
Siamo sempre con te,
specie a Natale.

Enzo Arena1 Enzo Arena 

 

Buona notte alla luna - Enzo Arena

Luna sulmare

 

 

 

 

 

 

 

 Quante notti in mare aperto con la luce della luna!
Il sole e la luna che si alleano per sconfiggere il buio.
I colori tenui del tramonto.
Il sole che lentamente sparisce sotto l’orizzonte e lascia il suo posto alla luna che sorge e non permette al buio di avere il sopravvento.
Il marinaio osserva il grande spettacolo.
Sa che la notte non sarà buia, pensa alle “care genti” lontane e, in cuor suo, augura la buona notte alla luna ed al suo amore.
Sono tutti questi gli ingredienti per una “buona notte”.
Un bel pensiero prima di dormire.

Buona notte alla luna.

Era sera ormai matura
e sei apparsa come incanto
mentre assorto e un po’ stranito,
aspettavo il mio tramonto.

Hai rubato, non lo nego,
il mio sguardo dal mio mare.
Dal tramonto hai prelevato
per intero il tuo sorriso.

Mentre stavi ancora in fasce
mi son fatto poi cullare.
Ho sentito una carezza
ed un palpito improvviso.

Ninnananna d’altri tempi,
nenia piena di calore.
Penso a te che sei lontana.
buona notte…caro amore.

Enzo Arena1 Enzo Arena 

Canzone - Cecilia Meireles

Canzone

Canzone

"Misi il mio sogno in un’imbarcazione
e l’imbarcazione in mare;
– dopo, separai il mare con le mani,
per far naufragare il mio sogno.
Le mie mani ancora sono bagnate
del blu delle onde dischiuse,
e che il colore che scorre dalle mie dita
colori le sabbie deserte.
Il vento sta arrivando da lontano,
la notte si curva per il freddo;
sotto l’acqua va morendo
il mio sogno, dentro un’imbarcazione…
Piangerò quanto sarà necessario
per far ingrossare il mare,
e arrivare in fondo la mia imbarcazione
e il mio sogno far sparire.
Dopo, tutto sarà perfetto:
spiaggia rasa, acque ordinate,
i miei occhi aridi come roccia
e le mie mani infrante."

Cecilia Meireles cecilia meireles

Foto di Luciano Mondello

Chi muore (Ode alla Vita)-Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...

pablo neruda PABLO NERUDA

Come i delfini-Enzo Arena

Dedicata agli amici e colleghi di mare e delle sue profondità.
Potrebbe sembrare che noi marinai , non viviamo molti giorni della nostra vita in quanto in mezzo al mare o sott'acqua. In particolare sott'acqua a qualche centinaio di metri, chiusi in un tubo d'acciaio, siamo stati esclusi dal mondo per giorni e giorni.
Quei giorni, all'apparenza non vissuti, sono stati i giorni della condivisione di sensazioni, del massimo altruismo, della massima fiducia nell'altro e sono stati giorni di rapporti che soltanto tra amici fraterni si hanno sulla terraferma.
Nel nostro stemma c'è il Delfino.
Come il Delfino non è mai solo ma è parte di un gruppo, ogni Sommergibilista è legato agli altri e lo rimane per sempre.

delfini

Come i Delfini

.Quando passavo
giorni in immersione,
sotto quel mare
il tempo si fermava.
Dentro un acciaio,
nel volto di ciascuno,
c'era la vita
che l'altro si aspettava.
Non c'eravamo
al mondo e al suo rumore,
stavamo solo
in mente ai nostri cari.
"Quota duecento"
e tutto si placava,
il mondo andava
e noi eravamo fuori.
Là sotto il mare
ad ascoltar delfini,
i nostri giorni
non son stati vani.
Senza clamori
di un mondo contagiato,
a conoscenza
di valori umani.
Ecco perché
mi torna spesso in mente
quella famiglia
per me particolare.
"Vieni a vedere"...
si torna in superficie.
Come Delfini
ci ha uniti il nostro mare!

 Enzo Arena1 Enzo Arena

Cos'è il mare - Bruno Sportelli

Il mare che invita
il sole che ti spinge alle spalle
la sabbia finissima è un tappeto che scotta
ma che ti porta dove trovi un immenso piacere.
E’ solamente un posto dove ritrovi
la voglia di vivere con l’allegria che ti manca.
Quell’ acqua limpida dove camminarci dentro
è un invito alla lunga passeggiata tra il refrigerio e la beatitudine,
e non è mai profonda.
Bambini che sembrano padroni del mondo
tanto è l’allegria che infondono
e giocano tra questa magnifica sabbia
e ombrelloni che fan fatica a stendersi per mancanza di spazio.
Nascosto tra rocce corrose dalla salsedine
che disegnano due mani aperte come un invito ad amarlo
vedi la bellezza del creato.
Che bel panorama si apre agli occhi
e resti incantato per quel senso di pudore che invade
nel non volerlo sporcare ,toccare,avere
ma l’amore per questo mare è troppo forte e mi tuffo
con tutta l’anima
con la gioia di un bambino.
Quando poi inizia il calar del sole resto incantato
perchè in lontananza si rinnova quella splendida magia
del tramonto e su questo pezzo di mare è incantevole,
inventa magie di colori che porterai dentro al cuore
se solo hai un’anima.
Tra schizzi di mare ,onde che ti bagnano,bambini che giocano con la sabbia
adulti sdraiati che rilassano il loro stanco corpo,
grida,canzoni,e
l’allegria ti invade nella pelle ed è gratis.
Ecco cos'è il MARE

Bruno Sportelli viso

 

Bruno Sportelli

Dolce galletta - Enzo Arena

Gallette1

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi ricordate, cari amici, le burrasche in mare?
Vi ricordate quante volte abbiamo sognato che un porto fosse “a portata di mano”?
Vi ricordate le gallette? La galletta se la merita proprio una poesia.

Dolce galletta.

Dolce galletta mia,
anzi salata.
Sola compagna
delle notti in mare,
quando improvvisa
mi infuria la burrasca
e la mia nave
riprende il lamentare.
Tutto è diverso
ora giù in cucina,
non c’è nessuno
in quadrato a chiacchierare.
Penso alla calma,
si stava meglio prima;
sbatte una porta
ed urla questo mare.
Non sogno boshi,
montagne o stelle alpine,
ma un mare calmo
dove navigare.
Sogno di un porto,
un fiore senza spine.
Scusa galletta mia
…vado a raccare.

Enzo Arena1 

 Enzo Arena

Dove hanno origine le onde-Clelia Capozzi

le onde

''Dove hanno origine le onde,
si placheranno un giorno per sempre?
Il rumore delle onde
sulla riva del mare
è un canto di pace per l'anima..
Quando vuoi riconciliare te stessa col mondo
o restare da sola a pensare.
Il luogo perfetto
è la riva del mare
dove le onde cullano i pensieri,
li sciolgono nei ricordi
e sommergono i timori per il futuro.
L'onda che s'infrange
e la risacca che raschia la riva,
sono l'orologio del presente
che aiuta a dimenticare il passato
ed affrontare il futuro
con rinnovata certezza.
Il Mare è come l'uomo; immobile e presente,
le onde, come vicende della vita,
esse s'infrangono e si ritirano
libere ed indipendenti,
per tornare ad infrangersi e ritirarsi
in un moto senza fine,
solo apparentemente legate una all'altra.
Il passato è passato
e non dispensa insegnamenti per il presente
e tantomeno per il futuro...
Ciò che conta è il presente''.
Sempre.. Clelia.......

Di Clelia Capozzi, tratta da Facebook!

E non dimenticarti mai del mare- Giuseppe Conte

Lettera mare

(Lettera al figlio che non abbiamo mai avuto)

"Ama la libertà, cerca la gioia
e non dimenticarti mai del mare.
Costruisci. Qualunque sia il tuo fine
– qualunque il fine dell’uomo sulla Terra –
tu costruisci, inventa, narra
la tua vita a te stesso
abbi cura della tua anima
solo così saprai che il tuo corpo è sacro,
saprai che è sacro il tuo sesso.
Non lasciare mai che ti avvicinino
i corrotti, gli ipocriti, i sofisti
quelli che dicono che niente vale
che non esiste nessuna verità
che il bene è indistinguibile dal male
che regnano sul mondo l’avidità e la frode
e frodano per avere, accumulare.
Tu ama la libertà, ama la gioia
e non dimenticarti mai del mare.
Ribellati con quanta forza ha il tuo cuore
ribellati all’ingiusto, al sopraffattore
a chi avvelena per il suo profitto il pianeta
a chi affama per il suo profitto le moltitudini
a chi umilia, a chi disprezza
i deboli, gli inermi, la tenerezza.
Ribellati, già la tua giovinezza è ribellione
è questa la tua stagione
sii un’onda tra le altre della mareggiata
credi sempre che la democrazia
è maestrale, fiori di salino, energia.
La tua sola ricchezza, ragazzo, è la vita
che è sempre mortale e infinita.
Rispettala dovunque la vedi
non calpestare mai una primula
non uccidere mai una lucertola
rispetta gli alberi e la loro saggezza
di avere radici buie e di puntare al cielo
rispetta l’acqua che scorre
la medusa pulsante come fatta di velo
il delfino che guizza sulle onde e ti dice
che vivere è soltanto un salto felice.
Prega, se non sai chi e non sai come
prega lo spirito che soffia nelle cose,
meglio del nulla è anche un Dio senza nome.
Sii fragile con chi è fragile,
sii inflessibile con chi è forte
e apri sempre le tue porte
a chi arriva a te da lontano
non aver paura, dagli la mano
come tua madre e io abbiamo saputo fare
figlio che non abbiamo mai avuto
figlio a cui ora è inutile parlare.
Ma tu, chiunque ti abbia generato,
ama la libertà, cerca la gioia
e non dimenticarti mai del mare."

Conte Giuseppe Giuseppe Conte

Grazie a Bellezze Eoliane

E non saremo mai-Abner Rossi

Sul litorale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è domanda che io ti possa fare
se mi rispondi sempre
che sei mare.
Del resto il nostro incontro
è stato vento,
vento che urlava
per strettoie e forre.
Mare che invade coste
e le sommerge,
furia, sudore, corpo a corpo.
Non siamo e non saremo mai
pace e silenzio, ferma calma,
la brezza dolce che accarezza
e passa.
Siamo fatti di carne, tu ed io
quella carne che uccide
e che germoglia.
Di pelle che trema per una carezza,
di scuotimenti improvvisi
e terremoti.
Siamo fatti di carne tu ed io
e di natura che non ha domande.

Abner rossi rid

 

 Abner Rossi

 

FONTE: Bellezze Eoliane

 

Emozioni del mare-Bruno Sportelli

In questo immenso mondo
dove vivere è una fatica per chi nel cuore ha il vuoto
trovo un enorme scrigno ricco di tesori che di invecchiare fa fatica.
Tesori sparsi la dove incontri emozioni che sanno resistere al tempo
sfidando il futuro per non dimenticare il passato
e che è sempre giovane e rinnovativo.
E quando piango in silenzio
scopro davvero chi sono
perché ad ascoltare il mio silenzio
trovo quello scrigno sempre li
a raccogliere le mie lacrime nell'azzurro dell'acqua
per farle diventare cielo.
Lacrime e acqua che si trasformano in onde
onde che non so cosa siano
onde che schizzando su quello scoglio dove scivolano le mie pene
inventano storie da ascoltare quando a raccontarle
è il mare.
Mare che ascolta le parole dei muti,
inventa musica per i sordi,
cammina insieme a chi non ha gambe,
regala bellezza di colori sempre nuovi
a chi non sa vedere,
dà amore a chi il cuore freddo ha......
ti bagna di salsedine con quelle onde da sembrar carezze di un amante
che diventa aggressivo
se li vuoi rubare la purezza dell'esistenza.
Mare che unisce i popoli parlando la stessa lingua a tutti
lasciando quel sentore di possesso ai poveri illusi
che non hanno quel senso di libertà
che è la vita.
Libertà del sole di accendere un nuovo giorno e poi?
E poi c'è il mare.....d'amare.
Mare che ti culla nella notte piena di silenzi
per poi svegliarti tra le coperte azzurro mare
e prendere la strada delle onde bianche
per baciare il cielo e dire
che bella emozione è il mio mare.

Bruno Sportelli viso 

Bruno Sportelli

Ho bisogno del mare perché m’insegna - Pablo Neruda

Neruda eolie poesia

Ho bisogno del mare perché m’insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell’università delle acque.
Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stalattiti
e da una cucchiaiata il dio immenso.
Ciò che m’insegnò prima lo custodisco! È aria,
vento incessante, acqua e arena.
Sembra poca cosa per l’uomo giovane
che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
e tuttavia il battito che saliva
e scendeva al suo abisso,
il freddo dell’azzurro che crepitava,
lo sgretolamento della stella,
il tenero dispiegarsi dell’onda
sperperando neve con schiuma,
il potere quieto, lì, determinato
come un trono di pietra nel profondo,
sostituì il recinto in cui crescevano
ostinata tristezza, oblio accumulato,
e bruscamente cambiò la mia esistenza :
diedi la mia adesione al puro movimento.


pablo neruda Pablo Neruda

Suggerita da: Bellezze Eoliane - Luciano Mondello

I marinai- Amm. Franco Spagnoli

marinai

Noi marinai non siamo come voi,
Noi siamo della nave e la nave è di noi.
Che ne sai, sulla terra,
di quest'onda immensa orlata di frangenti,
che corre inesorabile all'incontro sollevando la prua come un fuscelloe la fa ricadere nel gran gorgo e poi scroscia sui fianchi all'avanzare.
Che ne sai tu di quello che si sente
di notte in una plancia
dove non v'è altra luce
di quella dei quadranti
con cifre azzurre per i nostri occhi attenti.
dove non v'è altro suono
che l'aritmia dei conta giri
e il nostro calmo respirare.
Mentre i binocoli delle vedette scrutano dalle alette l'orizzonte.
Che ne sai tu delle stelle che sono come un manto che dall'alto ci avvolge come un immenso altare dove si può pregare.
Noi consapevoli ad ogni istante
che ognuno ha gli altri accanto
e che se pure potremmo
perire tutti insieme ogni momento
Ognuno e sempre pronto a soccorrere l'altro
a rischio di se stesso.
Che ne sai. sulla terra, del legame profondo che unisce i marinai di tutto il mondo. Noi che parliamo un linguaggio diverso che non sa i confini di razze e di paesi,
Noi che abbiamo nel cuore il sapore di ciò che voi solo con le parole tentate di chiamare liberta.

Amm. Franco Spagnoli

"Scritta quando giovane ufficiale di rotta sul C.T. Ardimentoso ero in navigazione di guerra"

Il canto del marinaio-Franco Paolucci

Eolie2

 

 

 

 

 

 

 

 

Siamo tutti velisti solitari
con l'Anima che tende sempre al volo
come la prora della barca a vela
che in parte è immersa
greve e prigioniera
nel "Mare della vita",
ma in gran parte
alta s'eleva al Cielo
e a lui sospira.
(da.Il canto del marinaio di Franco Paolucci)

Il fischio del nostromo-Enzo Arena

Fischio Nostromo

Un simpatico Presidente della Repubblica, amante delle FF.AA ed in particolare della Marina Militare che ora non è più tra noi, rispose un giorno, con spirito da vero marinaio al nostromo che si era allenato poco e non aveva avuto il fiato per rendergli appieno gli onori con il fischio. All’ordine del Comandante: “Otto alla Banda”, impartito quando il Presidente si accingeva a salire la passerella, il Nostromo aveva avuto fiato solo per 7 fischi invece che 8.
Il Nostromo sentì il dovere di scusarsi e…sentite cosa rispose il Presidente.

Il fischio del nostromo


Otto alla banda…urlò il Comandante,
ma il nostromo non era assai allenato,
perché quel fischio si usa raramente,
non ce la fece. Non gli bastò il fiato.


Andò in crisi e volle poi scusarsi,
dal Presidente corse costernato.
Ne ho fatti meno di quanti ne dovevo.
Un po’ più corto quel fischio mi è venuto!


Con un sorriso rispose il Presidente,
caro Nostromo… perché?... quanti ne ha fatti?
Non ho contato quanti erano i suoi fischi.
Dovrò pur scendere… veniamo dunque a patti.


Mio Presidente, rispose il buon Nostromo,
ne ho fatti sette con tutto il fiato fuori.
Non si preoccupi, si alleni e …quando scendo,
me ne fa nove così saremo pari.

Enzo Arena1 Enzo Arena

Il mare dalla finestra-Anonimo

Finestra sul mare

 

 

 

 

 

 

 Qui dalla mia finestra io vedo il mare la dove mare non c'è.
E all'orizzonte le barche solcare adagio le onde.
Vedo bambini giocare accarezzati dal vento.
Ed io tra di loro mi vedo bambino per un momento.
Sento una brezza leggera sfiorare appena la pelle.
Poi, con un soffio improvviso, rapire i miei pensieri
come granelli di sabbia misti alla schiuma ed il sale
che un'onda dopo l'altra il mare porta via.
Sì, io dalla mia finestra vedo il mare anche se il mare non c'è.
Vedo gabbiani volare nell'immenso azzurro che c'è.
E quando il giorno si spegne e il sole s'appresta a dormire
sono i miei pensieri a volare nell'immenso azzurro che c'è.


"Anonimo"

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