itenfrderorues

La Marina mostra i muscoli

La Marina mostra i muscoli

Esercitazione MM

Paolo Mauri

18 Giugno 2020

La Squadra Navale delle nostra Marina Militare torna in mare, in questi giorni, per importanti esercitazioni che la vedono impegnata in due settori: a sud nello Ionio, e nel Mar Ligure, nelle acque antistanti il porto e arsenale di La Spezia.

In dettaglio dal porto di Taranto è uscita la seconda divisione navale agli ordini dell’ammiraglio Paolo Pezzuti (che tra gli altri comandi tra cui quello dell’operazione Mare Sicuro è stato comandante anche del Comsubin), composta da diverse unità tra cui spiccano la portaerei Cavour, i cacciatorpediniere Andrea Doria e Francesco Mimbelli e la nave da supporto logistico Etna, con a bordo gli allievi della scuola navale militare Morosini di Venezia.

 L’esercitazione, come riportato in un comunicato stampa della Marina Militare, “mira ad addestrare gli equipaggi alle principali tipologie di operazioni in mare nei contesti antiaereo, antinave e antisommergibile. Le attività sono impostate secondo una logica “a difficoltà crescente”, con lo scopo di mettere il personale alla prova in un ambiente complesso e realistico, consolidando e incrementando così le capacità, sia sul piano individuale sia a livello di equipaggi”.

Cambiando scacchiere e passando a quello settentrionale, nel Mar Ligure un gruppo di unità agli ordini dell’ammiraglio Silvio Vratogna, già al comando dell’operazione Mare Sicuro e anche comandante delle Forze di Contromisure Mine, si sta esercitando nell’individuazione e neutralizzazione di ordigni subacquei. Il gruppo è costituito dai cacciamine Alghero, Rimini e Termoli.

Le manovre, che hanno previsto operazioni aeree anche di velivoli ad ala fissa della Marina Militare, gli AV-8B Harrier II e tiri di artiglieria, si concluderanno domani, venerdì 19 giugno. Ad accompagnare le nostre unità navali sono giunte due navi della Marina francese in rientro da una lunga attività nell’Oceano Indiano, a cui ha partecipato anche un elicottero della Marina italiana imbarcato per l’occasione sulla nave anfibia Mistral (L9013).

Questa serie di importanti esercitazioni non è l’unica attività che vede coinvolte unità navali della nostra Marina Militare: una delle operazioni principali attualmente in atto, denominata Irini, si sta svolgendo al largo delle coste libiche per vigilare sull’embargo di armi dirette e provenienti dalla Libia e contribuire a prevenirne il traffico, senza dimenticare la già citata operazione Mare Sicuro che dal 2015 prevede il dispiegamento di un dispositivo aeronavale per garantire attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti.

Attualmente, come si legge sempre nel comunicato ufficiale della Marina, ci sono 10 unità navali tra vascelli di superficie e subacquei che vedono oltre 1300 marinai coinvolti, compresi gli equipaggi dell’Aviazione Navale ed i reparti della brigata marina San Marco.

Un dispositivo aeronavale complesso che però, se si vuole che sia mantenuto in efficienza, dovrà essere implementato anche e soprattutto a fronte della recente cessione di due delle nuovissime fregate tipo Fremm all’Egitto. Questo tipo di unità, che è stata pensata per avere una vocazione multiruolo che però può, in corso d’opera, diventare più antisom, costituisce la spina dorsale della nostra flotta: ne erano previste 10, modernissime, al punto che gli Stati Uniti hanno recentemente deciso di utilizzarne il progetto per le loro FFG(X), ed ora ne resteranno solo otto operative, con la speranza che le due cedute alla Marina egiziana vengano al più presto rimpiazzate da altrettante nuove di zecca.

Le operazioni come quest’ultima che ha visto l’uscita in mare di due gruppi distinti di unità navali, di cui uno con la partecipazione di un partner e alleato come la Francia, sono diventate molto importanti a causa del mutato scenario politico globale che vede ancora una volta il Mediterraneo al centro non solo degli interessi dei Paesi dello “scacchiere meridionale” dell’Europa, ma anche di quelli di potenze ben lontane da questo mare, come la Russia ma anche la Cina che sta penetrando lentamente ma con costanza nel Vecchio Continente grazie alla politica della Nuova Via della Seta. Il lavoro svolto dalla Marina Militare, ovvero assicurare la sicurezza delle rotte commerciali e garantire la sovranità del Paese ed i suoi interessi, è diventato cruciale in un contesto non solo limitato alle acque nazionali, ma in quello che è stato definito “Mediterraneo allargato” proprio per via del rinascere della politica navale di potenze che si credevano (ingenuamente) fuori gioco come la Russia o lontane geograficamente come la Cina, senza dimenticare di guardare alle mosse delle “potenze regionali emergenti” come la Turchia.

Ecco perché diventa fondamentale che l’Italia recuperi non solo una “politica navale”, quindi con più investimenti nel settore, ma anche una “cultura navale”.

Tornando a questa ultima esercitazione, in mare si è vista anche la portaerei Cavour, che è rientrata in linea della flotta dopo importanti lavori di adeguamento che le permetteranno di operare con i nuovi F-35B della Marina Militare. I velivoli del tipo Stovl (Short Take Off Vertical Landing) richiedono infatti il rafforzamento della superficie del ponte di volo per poter resistere alle altissime temperature generate dal potente motore durante le fasi di decollo e atterraggio, nonché la nave ha bisogno di essere adattata a ricevere tutti gli strumenti – anche informatici – per poter acquisire la piena capacità operativa (Foc – Full Operational Capability) con i nuovi velivoli stealth di quinta generazione.

Pertanto nave Cavour, nel secondo semestre di quest’anno, farà rotta per gli Stati Uniti sia per qualificare il ponte di volo agli standard Joint Strike Fighter e così poter imbarcare i primi velivoli F-35B italiani della Marina, sia per certificare che i sistemi informatici, elettronici e logistici di bordo possano supportare efficacemente ed autonomamente le operazioni con i cacciabombardieri stealth.

FONTE: Logo insedeover

FacebookTwitterRSS FeedPinterest Pin It

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.