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Dario Bilotti

Al tramonto-Dario Bilotti

 

Il sole scende, lentamente, cambia colore man mano che s'avvicina al mare,

quasi irato per il prossimo suo spegnersi nell'immensità.

Tonalità di rosso, di arancio, di rosa e di giallo esplodono come in uno spettacolo di fuochi artificiali.

Nuvole scure e rade scindono la luce in raggi dritti come fusi che si espandono per ogni dove,

illuminando il cielo e riflettendo sullasuperficie fino ai nostri occhi.

Il cielo stellato si impadronisce prepotentemente della volta celeste,

scacciando la luce sino a renderla una sottile striscia sull'orizzonte.

Le ombre delle sovrastrutture poco alla volta scompaiono inghiottite dal buio.

Lo sciabordio ci allieta e immaginiamo l'incedere senza sosta né paura dell'ignoto.

Gli animi si quietano e la pace interiore prende il sopravvento.

E noi che viviamo il mare ci sentiamo abbracciati dai nostri pensati lontani affetti.

Quale appagamento migliore

Dario Bilotti

Italia 150-Dario Bilotti

Dario viso

 

 

 

 

 Viaggiare, solcare acque ignote, conoscere genti e con loro mescolare carne e sentimenti.
E poi giudicare, pensare, ammettere: bello però.... , certo che.... , da noi invece.... .
E dalle terre che furono nostre..... "notturno italiano".
La mente corre veloce a casa, al campanile, al dialetto, al luogo" dove il si suona" e la nostalgia mi prende l'anima,mi violenta perché ho dimenticato,........forse
Pregusto la gioia del ritorno con apprensione perché so che, una volta giunto, il mio bisogno di apprendere mi spingerà a ripartire.
Non mi volto indietro, serbo il ricordo non il rimpianto, di quanto lascio qui e di quanto ho conosciuto e conoscerò altrove, sono un essere diviso tra radici e i mille tentacoli dell'apprendimento.
I tramonti sono tutti uguali, ovunque mi trovo e ovunque mi troverò;
l'alba è sempre diversa perché è l'inizio di un nuovo mio giorno.
Il Creato è meraviglioso e amo, riamato, il prossimo a me sconosciuto
Ma, Patria mia, non hai eguali

Dario Bilotti ( per gentile concessione )

Mi manca-Dario Bilotti

Dario viso

 

 

 

 

Ripenso ora ai momenti passati in tua compagnia, amico mio.
Al nostro primo incontro.
Dialetto diverso ma la stessa espressione di stupore se non di spavento, provenienti da tutta Italia ci siamo trovati, giovani incoscienti ma determinati, ad iniziare un cammino comune, fatto, ma non lo sapevamo, di impegno, sudore, stanchezza e paura.
Terrorizzati dai primi insuccessi scolastici, poi seguiti dagli esiti favorevoli dei primi esami; dalle scolte nelle camerate al lavaggio gamelle; dalle punizioni collettive al conseguente nascente legame tanto da iniziare a chiamarci fratelli.
Al superamento di barriere campanilistiche e caratteriali.
Alle lacrime versate o al pianto strozzato in gola per qualcosa a cui non eravamo abituati.
A pensare su cosa ci proponesse il futuro senza averne la più pallida idea.

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