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Il Vento

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Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

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Io porto al mare-Paolo Volponi

Paolo volponi

 

 

 

 

 

 

 

Io porto al mare

queste mie ansie mattutine.

Cammino davanti ai fiumi

e sento le anatre

destarsi nei canneti.

La nebbia lievitata

è mare

che sale ad incontrarmi

cosi che trovo conchiglie

fra le ginestre

e sabbia

per la mia impronta.

Sull’ultima spiaggia

giacciono le allodole

che traversarono.

S’alzano dalle spume

con acutissimo pianto

e tutto è mare.

                                   Paolo Volponi
( tratto dal volume “ Poesie del mare “ edito dall’Ufficio Storico della Marina Militare)

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Il richiamo-Giorgio Zanchi

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Un lampo!

Un’illuminazione!

Un fuoco d’artificio

che vanifica il buio della notte!

Ed ecco che la stilografica

si muove

e scrive, scrive

obbedendo agli impulsi del pensiero,

al torrente di idee

che mi ha svegliato.

Cena troppo pesante?

No, sto bene.

Preoccupazioni antiche

mai sopite? Forse,

ma sono abituato.

La cattiva coscienza?

No, sono tranquillo

con me stesso.

Allora, cosa sarà stato?

Ecco ci sono.

E’ stato l’urlo del nautofono

Che mi ha chiamato in plancia,

nella nebbia, nella notte,

diretto all’ingresso di un porto

nascosto nei vapori.

E’ il segnale sonoro che mi pilota

Dentro le dighe

che riparano il porto

dall’impeto del mare,

che offrono rifugio

alla mia nave

ed al mio riposo.

Ascolto lungamente, nei ricordi …

Finché il sonno ritorna

e mentre la sirena

ulula nella nebbia

per gli altri marinai

diretti in porto,

sento gli occhi bruciare,

abbandono la penna,

mi distendo nel buio

e ritorno a sognare:

ho lasciato l’approdo,

sono di nuovo in mare,

circondato d’azzurro,

e molto più felice

che all’ormeggio.

Com.te Giorgio Zanchi

            ( Dal volumetto “ Acqua Marina “ Edizioni Supernova )



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Gente di Mare-Giorgio Zanchi

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Io sono nato

in riva al mare.

Sono cresciuto,

ho giocato, ho studiato

e avanti agli occhi

avevo il moto alterno

delle onde del mare.

Ho navigato, ho

comandato navi

sopra l’azzurro

mutevole del mare,

ed ho trasmesso ai

miei giovani allievi

l’amore per il mare.

Anche i miei nonni,

anche mio padre

ed i miei zii

erano marinai

e mia moglie,

i miei figli

sono nati sul mare.

Tutta la nostra vita scorre

pervasa della natura salsa,

della cultura antica

della gente di mare

Com.te Giorgio Zanchi  

 ( Tratto dal volumetto “ Acqua Marina “ Edizioni Supernova )

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Gabbiani-Vincenzo Cardarelli

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 Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.


Vincenzo Cardarelli

                    

Tratto dal volume “Poesie del mare” edito dall’Ufficio Storico della Marina Militare, a cura di Rodolfo Francesconi

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