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Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

il vento

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

Umile poesia del marinaio - Barbara Lo Presti

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Umile poesia del marinaio

Sempre e ovunque

proteggi noi Marinai,

Santa Barbara.

Giorno e sera il tricolore

sventola nel cielo blu,

vento in poppa per la rotta!

Ecco il sole sorgere a est:

leviamo l'ancora Marinai,

si salpa verso l'avventura,

le onde la nostra forza,

le stelle la nostra rotta.

Quando la tempesta arriverà la paura non sopraggiungerà,

perché Santa Barbara lassù

ci proteggerà

e la nave non affonderà.

Rimanendo fedeli a noi stessi

navighiamo sempre avanti

verso un orizzonte ancora da esplorare.

Le nostre gesta

saranno la mappa

che guiderà altri cuori intrepidi

in questo viaggio senza fine.

Siamo gente di mare

e non abbiamo paura,

siamo figli del mare

e non abbiamo paura,

nel cuore della nave

teniamo la Santa Barbara

nei nostri cuori,

teniamo Te,

nostra protettrice.

Sempre e ovunque

proteggi noi marinai,

Santa Barbara.

Barbara Lo Presti

Pubblicata dalla Presidenza nazionale Marinai d'Italia

Poesie del mare, Umile poesia del marinaio - Barbara Lo Presti

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Favola in poesia-Il Mare e la Bora

Tempesta poesia


La bora e il mare un giorno litigarono.
“Io trascino i vascelli” disse il vento.
“Senza di me non sono” disse il mare,
Tu menti!” urlò la bora “Sei bugiarda!
gridava il mare;
e anche gli altri Elementi si divisero:
il fuoco diede ragione alla bora,
la terra al mare, la sabbia a nessuno,
gli scogli a entrambi, e le Sirene tacquero.
Poi ecco! un mattino Dio chiamò l’Inverno:
“Va’ e nel mio nome poni fine a questa
contesa!” disse; e l’Inverno ubbidì, ei
soffiò dall’Alpe una burrasca fredda:
il ciel si fece grigio, il gelo urlò
dappertutto, la bocca delle vette
liberò la valanga in odio al Sole.
Tutto gelò: la bora diventò
neve, il mare fu ghiaccio, aspra la terra,
il fuoco si lamentava e si spense,
impararono dentro l’acque gelide
a pattinare le Sirene fredde ,
gli scogli erano colmi di ghiacciai,
la sabbia un freddo tremendo soffriva.
Perché non ti ho ascoltata?” disse il mare,
“Avevi ragione!” disse la bora:
oramai non ci sono più i vascelli,
non c’è più il mare, non c’è più la bora,
ma tutto è ghiaccio. Ora stridono i denti.

Grazie all'amico Giovanni Angelone

 

Poesie del mare, Favola in poesia-Il Mare e la Bora

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Dove finisce il mare? - José María Hinojosa

dovefinisce

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?
Le barche galleggiano.
o prendono il volo?
Si è perso l’orizzonte,
nel gioco mimetico
del cielo e dell’acqua.
Si è fuso il movimento,
in un solo colore
azzurro, un azzurro calmo.
Si fondono i colori;
si ferma il movimento.
Un solo colore resta;
non c’è sopravvento.

Josemaria poeta José María Hinojosa (a Luis Buñuel), Poeta spagnolo

(foto di Luciano Mondello)

 

Poesie del mare, Luciano Mondello, Bellezze eoliane, Dove finisce il mare? - José María Hinojosa

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La poesia è un'isola - Derek Walcott

bellezze eoliane part

per Margaret

Nominarle soltanto è la prosa
Dei diaristi, è rendervi famose
Per lettori che come turisti lodano
I letti e le spiagge come uguali;
Ma le isole possono esistere solo
Se lì abbiamo amato. Cerco,
Come il clima cerca il suo stile, di scrivere
Versi asciutti come sabbia, limpidi come il sole,
Freddi come l’onda arricciata, ordinari
Come un bicchiere d’acqua isolana;
Eppure, come un diarista, assaporo
Le loro stanze infestate di sale
(Il tuo corpo che agita il mare increspato
Di lenzuola sgualcite), i cui specchi smarriscono
Le nostre immagini rannicchiate nel sonno,
Come parole che l’amore sperava di usare
Cancellare con le pagine della risacca.

Quindi, come un diarista che scriva nella sabbia,
Annoto la pace che hai donato
A certe isole, scendendo
Scale strette per accendere le lampade
Contro i rumori dell’onda notturna, proteggendo
Una lanterna incerta con la mano,
O soltanto pulendo il pesce per la cena,
Cipolle, carangidi, parghi e pane;
E su ogni bacio il gusto aspro del mare,
E come alla luce della luna eri attenta
A studiare più di tutto l’ostinata pazienza
Dell’onda benché sembri uno spreco.

Derek Walcott, Isole (da Isole. Poesie scelte 1948-2004, Adelphi, 2009)

subdonnaPer Derek Walcott le isole esistono solo se "lì abbiamo amato".
Per me isola è dove ritrovi la parte più vera di te.
Tutto sommato un’isola è un frammento, qualcosa che si è staccato e che ha vita propria una vita piccola "a misura".
L'isola "contiene " e ha bordi.
Approdare è sempre una gioia, salpare un dolore al petto.
L'isola è nostalgia!
L'isola non è integrata a noi.
Ma cosa cerchiamo nelle isole? Bellezza, poesia ,sogno, un po' di possibile. L'isola come un altro livello di vita.
Quando ci hanno rubato l'amore per noi stessi le isole sono fondamentali per "confinarci" e ritrovarci.
La stanza d'analisi è un'isola, il luogo del "limite" che rende possibile.
E noi analisti che razza di isole  siamo?
Chiudo gli occhi e appare la mia isola: non lontano dalla terra ferma, 45 minuti al massimo di aliscafo , un porto con barche da pesca. Isolani pochi turisti.
Pochi negozi alla moda qualche pescheria e fruttarolo e profumo di pane. Vita vera non venduta al turista.
Vedo un’alternanza di bello e decadenza. Vedo la diffidenza poi l'apertura. Incrocio sguardi e vedo quello che sono senza paura di esserlo.
La solitudine sull'isola diventa uno spazio pieno di emozioni, uno spazio di vita.
L'analista è solo sempre.
walcottL'analista sa che è isola sa che è solo, ma sa anche che non deve allontanarsi troppo dalla terra ferma.
La giusta distanza produce un canale di navigazione dove far scorrere linfa e tener vivo il discorso.
Non morto che ascolta ma vivo che riverbera. Vivo che ama, vivo che pulsa, vivo da paura, vivo da fremito, vivo da occhi bagnati.
Vivo da acqua in bocca dottoressa!
Vivo da spendere km per l'altro. Il nostro non è un prodotto km 0.
Bisogna macinare il tempo e i km dell'inconscio.
Approdare e risalpare.
Acchiappare i nostri brandelli per isole remote e creare vita da arcipelago.
Vicini, accanto l'uno all'altro.
Forse il fine non è integrare ma avvicinare ,avvicinarsi e rimanere isole uniche ma vicine.
Nell'isola analitica si sta accanto uno all'altra evitando di confondersi ognuno al proprio posto.
Qui ? L’ultima spiaggia mi disse la collega.
Essere amati da chi ami è la cosa più normale del mondo ma quando il volto dell'amore non lo hai mai visto continui a cercarlo affannosamente nel mondo.
Non sai chi, cosa cercare, che occhi che naso che bocca ritrovare.
Sulle isole ci si riconosce e ti riconosci non subito pian piano.

E dopo qualche anno ,solo dopo qualche anno, ritrovi tracce di te: Maria.
 
 
Foto di copertina di Luciano Mondello (Bellezze Eoliane)

 

Poesie del mare, Luciano Mondello, Bellezze eoliane, La poesia è un'isola - Derek Walcott

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Amica mia penso a te-Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky

Alicudi
 
Amica mia penso a te
Al tuo color di sole alla tua grazia
La casa è vuota da quando il mio raggio di sole
È andato a tuffarsi in mare
Se vedi i sommergibili
Dì loro che t'amo
Se le nubi s'addensano
Dì loro che t'adoro
Se la mareggiata infuria sugli scogli della riva
Dì agli scogli che sei la mia pietra preziosa
Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli
di sabbia della spiaggia
Digli che sei la sola gemma che amo
Quando vedrai il postino
Digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere
Ti mando mille baci mille carezze
Che ti raggiungeranno come le parole raggiungono
l'antenna del telegrafo senza fili
Se vedi dei feriti
Digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto
al mio cuore
Se a volte pensi pensa che il mio pensiero è sempre
con te
E che t'adoro.
 
Apollinaire  Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky
 
Foto dal Web gentilmente postata da Bellezze eoliane

Poesie del mare, Amica mia penso a te-Wilhelm (Guillaume) Apollinaire de Kostrowitsky

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Non arrenderti mai amico mio, impare a cercare sempre il sole, anche quando sembra che venga la  tempesta ... e lotta!

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