itenfrderorues
Il Vento

il vento 

 

Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

knots luxury blu

Il pigro-Pablo Neruda

Eolie mondello4

La mia casa ha mare e terra,
la mia donna ha grandi occhi
color nocciola selvatica,
quando si fa notte il mare
si veste di bianco e di verde,
e la luna tra le schiume
sogna come una sposa marina.
Non voglio cambiare pianeta.

Neruda Pablo Neruda

Tratto da Bellezze Eoliane 
dell'amico Luciano Mondello 

Stampa

Piccola rosa-Pablo Neruda

Eolie mondello5

Piccola rosa,
rosa piccina,
a volte, minuta e nuda,
sembra che tu mi stia in una mano,
che possa rinchiuderti in essa e portarti alla bocca,
ma d'improvviso i miei piedi toccano i tuoi piedi e la mia bocca le tue labbra,
sei cresciuta, le tue spalle salgono come due colline,
i tuoi seni si muovono sul mio petto,
il mio braccio riesce appena a circondare la sottile linea di luna nuova che ha la tua cintura:
nell'amore come acqua di mare ti sei scatenata: misuro appena gli occhi più ampi del cielo e mi chino sulla tua bocca per baciare la terra.

Neruda Pablo Neruda

Tratto da Bellezze Eoliane 
dell'amico Luciano Mondello 

Stampa

L'alba di oggi-Franco Arminio

Eolie mondello66

Curarsi con la bocca,
con gli occhi,
curarsi con il cielo,
accordare il cuore
con le foglie
con le formiche.
Curarsi
con la preghiera,
leggendo poesie,
curarsi col sole,
col vento,
prendere la medicina
dell’alba
lo sciroppo della lingua.
Tornare agli occhi,
allo sguardo,
il tuo sguardo salvavita.


Franco arminio Franco Arminio

Tratto da Bellezze Eoliane 
dell'amico Luciano Mondello

 

Stampa

Cos'è il mare - José Saramago

Mondello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cos’è il mare? Distanza smisurata
di larghi movimenti e di maree,
come un corpo assopito che respira?
O questo che da sotto ci raggiunge,
battito blu su spiaggia scintillante,
dove l’acqua si fa aerea spuma?
L’amore è forse la scossa che percorre
turgide vene nel rossor del sangue
e tende i nervi come fosse lama?
O forse questo gesto indefinibile
che il mio corpo trasporta verso il tuo
quanto il tempo ritorna al suo principio?
Come il mare, l’amore è pace e guerra,
ardente agitazione, calma profonda,
lieve sfiorar di pelle, unghia che segna.

 saramago José Saramago 

(foto di Luciano Mondello)

Stampa

Il Sauro - Enzo Arena

Nazario Sauro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo so che pare più leggenda che storia, lo so che non tutti credono quando si racconta che anche una nave ha un’anima, ma certi momenti bisogna viverli perché questo si possa percepire. Tempo addietro gli equipaggi del Sommergibile Sauro, ora in pensione al Museo Navale di Genova, siamo andati a far visita al nostro vecchio e grande compagno di tante avventure.
Era come tornare a casa nostra dopo tanto tempo e ritrovarci l’animo in subbuglio.
Si, perché come un papà ed una mamma, il Sauro ci aveva fatto vivere insieme per tanto tempo dentro di se.
Le sensazioni che abbiamo provato non è facile descriverle.
Ognuno di noi, già uomo maturo, ha pianto cercando di non far vedere all’altro che stava piangendo.
Nell’abbracciarci però, sapevamo ognuno quello che l’altro provava.
Quando si vive sott’acqua insieme per tanto tempo, si va in simbiosi.
Il Sauro era lì, vivo, con un cuore pulsante e sembrava che ci aspettasse.


Il Sauro.

Già risentiva
il rumore di quei passi,
anima in pena,
in attesa con tormento.
Conosceva il respiro,
le ansie ed i timori
di chi per anni
aveva tenuto dentro.
Qualche branda
in disordine lasciata ,
qualche foto sbiadita
e qualche storia.
Ha tanto atteso
quell’anima di acciaio!
Non è riuscito
a cancellare la memoria!


Bentornati ragazzi,
vi aspettavo!
Mi sembra un secolo…
ma dove siete stati?
Dai!... non importa,
adesso siete qui
e quel che conta
è che siete tornati!


E noi in silenzio…
ad ognuno i suoi pensieri,
come dei figli
che tornano alla casa.
Prima fanciulli
poi uomini maturi.
Fuori c’è il mondo
ma qui è un’altra cosa!


Pecorelle smarrite
al loro ovile.
Dove c’è ancora
odore di fatica.
Dove una lacrima
tenuta dentro a stento
non ce l’ha fatta
e all’ultimo è scappata.

Enzo Arena1 Enzo Arena

Stampa

Ti piace l'articolo? Condividilo

Facebook TwitterPinterest

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.