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Il Vento

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Poesie del mare

La scelta di inserire una sezione dedicata alle poesie del mare era d'obbligo.

Se guardate nel web, basta digitare "poesie" che si è sommersi da articoli e riferimenti che riconducono a pubblicazioni di poesie. Da sempre l'editoria ha preso in seria considerazione questo argomento. E proprio sull'argomento poesie, che esiste un settore specifico, le poesie del mare, appunto. Sono tantissime credetemi! Tra l'altro, anche l'Ufficio Storico della Marina Militare, non poteva esimersi dal pubblicare un volume di poesie dedicate al mare. Da questo volume (a cura di Rodolfo Francesconi ) e da tanti altri spunti personali e del web vi propongo alcune delle, a mio parere, più belle poesie del mare. Naturalmente aspetto anche vostre proposte, come previsto dalla mia mission. Fatevi avanti, sia via mail che con i social collegati al sito.

knots luxury blu

La licenza-Enzo Arena

Licenza

 

 

 

 

 

 

Vi ricordate, cari amici e colleghi, le sensazioni di quando si aveva la licenza in tasca?
Vi ricordate il tempo che intercorreva tra la firma della licenza ed il momento in cui saremmo saliti su di un treno?
“Liceza Ordinaria” o “Licenza Breve”, quel foglietto firmato già in tasca, aveva un potere enorme sulle nostre emotività.

La licenza.

Ce l’ho fatta!
Evviva, l’ha firmata!
Giorni quattro
con viaggio anche compreso.
Mi sento libero,
leggero come piuma.
Mi sento vela,
mongolfiera senza peso.

Ce l’ho in tasca
e ogni tanto l’accarezzo.
La prendo in mano
e non smetto di sognare.
Me la rileggo,
la bacio, la ribacio
e me lastringo
forte forte al cuore.

Lo zaino è pronto
da qualche settimana.
C’è dentro un sogno
di libero partire.
C’è anche un fiore
per te che sei lontana,
e la promessa
che sto per arrivare.

Salterò su un treno
anche a vapore.
Conterò la strada
all’incontrario.
Intanto conto le ore
per quel treno,
con i miei occhi,
appesi a un calendario. 

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La mia scuola-Enzo Arena

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Ricordo come fosse ieri quel mio ultimo giorno di scuola.
Col magone in gola scrissi questa poesia dedicata al Nautico di Messina. La mia vecchia scuola sempre nella mia mente.
Non so se la poesia riesce a trasmette le sensazioni che provavo.
Guardavo cosa mi lasciavo alle spalle: gli insegnanti tutti maestri di discipline e di vita, i compagni di scuola, la goliardia, la spensieratezza.
Guardavo anche a cosa andavo incontro: la voglia di partire, l’istinto del marinaio, la curiosità per una nuova vita.

La mia scuola.

Uscir di là
e poi guardarla ancora.
Un passo lento
che si allontana,
un battito forte
del cuore che rimane.

Quanti amici!
Quanta adolescenza!
Quanti ricordi!
Quanti cari volti!
Vorresti fermarti,
tornare indietro.
Non puoi
ormai sei uomo!

C’è il magone
che trattieni a stento.
Ma c’è il marinaio
che ti porti dentro,
e c’è una nave
in un porto che ti aspetta.

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Il profumo del mare-Enzo Arena

Profumo Mare

Il profumo del mare

Mi manca il profumo del mare,
l’odore di un posto lontano,
mi accorgo che il tempo è passato
e non voglio esser preso per mano.

Ora sto sulla riva seduto,
avvolto nei vecchi pensieri.
Da solo, aspettando il tramonto,
e sono lo stesso di ieri.

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Il sacchetto-Enzo Arena

Rientro in porto. Il Sacchetto.
Al rientro in porto dopo una missione, una parte da protagonista ce l’ha il “sacchetto”.
Questa lunga sagola all’estremità della quale è legata una piccola sfera di piombo, tanto piccola da stare dentro il pugno di una mano, viene lanciata da bordo verso la banchina ed è il primo collegamento con la terraferma. Al sacchetto viene poi legato un cavo che verrà collegato alla bitta.
L’incontro tra cavo e bitta mi è sempre apparso come un incontro tra due amanti alla presenza di sguardi che seguono il percorso del cavo in acqua che va verso la bitta.
In effetti avviene che, dopo che al sacchetto che è arrivato a terra viene legato il cavo e da terra cominciano a tirare, il cavo viene seguito nel suo percorso verso la bitta dagli sguardi impazienti e felici dei marinai che aspettano il momento in cui il cavo incontra la bitta. Quello è un momento molto importante.

sacchetto lanciasagola

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sacchetto.
E ritorna a volare sopra il mare
una palla di piombo con cordame.
E ritorna quel lancio di una cima
alla ricerca ancora di un legame.
E un cavo che scorre come biscia
verso una bitta tra sguardi innamorati,
accompagnato da cuori nell’attesa.
Un altro incontro tra amanti separati.
Frastuono dentro e palpito anelante;
strano frastuono senza alcun rumore.
Questo è il rientro! E’ il cuore marinaio
che batte forte senza far vedere.
Ti accoglie un porto, ti è cara la banchina.
La passerella adesso è sistemata.
Saluti la bandiera e intanto scendi.
Missione fatta e un Dio l’ha accompagnata.
Abbracci il mondo e baci anche la terra,
per qualche giorno starai senza il tuo mare.
Tutto è più bello adesso che ti vedo.
Sei tu in banchina!...Ti corro ad abbracciare!

Enzo Arena1 

 Enzo Arena

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Dolce galletta - Enzo Arena

Gallette1

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi ricordate, cari amici, le burrasche in mare?
Vi ricordate quante volte abbiamo sognato che un porto fosse “a portata di mano”?
Vi ricordate le gallette? La galletta se la merita proprio una poesia.

Dolce galletta.

Dolce galletta mia,
anzi salata.
Sola compagna
delle notti in mare,
quando improvvisa
mi infuria la burrasca
e la mia nave
riprende il lamentare.
Tutto è diverso
ora giù in cucina,
non c’è nessuno
in quadrato a chiacchierare.
Penso alla calma,
si stava meglio prima;
sbatte una porta
ed urla questo mare.
Non sogno boshi,
montagne o stelle alpine,
ma un mare calmo
dove navigare.
Sogno di un porto,
un fiore senza spine.
Scusa galletta mia
…vado a raccare.

Enzo Arena1 

 Enzo Arena

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