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Otranto, il Faro di Punta Palascìa apre al pubblico

Apulia Stories restituisce gli spazi alla comunità regalando esperienze a contatto con la natura

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LECCE - Riapre domani al pubblico, sabato 21, il Faro di Punta Palascìa a cura di Apulia Stories, l’associazione di promozione sociale di Cursi che ne gestirà gli spazi. Alle 19 l'evento sarà inaugurato con “Silenzio, suoni e visioni” una performance tra fotografia e musica con il fotografo Mattia Morelli e il sound designer Giovanni Corvaglia, anche direttore de “Il giardino dei suoni”. Inoltre, a chi vorrà intervenire è dedicata una speciale degustazione a cura del Mercatino del Gusto.

Il luogo diventerà uno spazio multiforme, in cui prenderà vita un bookshop con una selezione attentissima di libri e volumi pubblicati dalle case editrici locali con particolare attenzione alla storia del territorio dal punto di vista architettonico, naturalistico e artistico. Ci sarà anche un punto ristoro con snack e bevande.

L'associazione Apulia Stories, che fa capo a Elisa Mele e Alessandro Conoci, è impegnata sul territorio locale e nazionale nell’organizzazione di eventi e rassegne culturali, mostre e quanto concerne la valorizzazione e promozione del patrimonio naturale, architettonico e umano. Il fine è raccontare la Puglia attraverso delle esperienze emotive

FONTE: Logo Lagazzettadel mezzogiorno

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Nasce KĒTOS: a Taranto il centro euromediterraneo del mare e dei cetacei

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Finalmente Kētos è realtà: un museo interattivo, un’aula multimediale, un laboratorio in cui la ricerca incontra il pubblico e uno spazio per condividere la cultura del mare.

Hai presente Palazzo Amati in Città Vecchia, Isola di Taranto?  Grazie al contributo di Fondazione con il sud e con il patrocinio del Comune di Taranto, Palazzo Amati ospiterà il progetto Kētos: il prossimo 22 luglio, avremo in città un Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei.

Il progetto nasce in seno ad un’azione di progettazione partecipata avviata dal “Manifesto della Città Vecchia e del Mare”, sin dal 2014 per favorire la rigenerazione urbana, sociale e culturale dell’intero quartiere.

La riqualificazione di palazzo Amati, contenitore di particolare pregio storico artistico, propone al suo interno il “Centro Euromediterraneo del mare e dei cetacei – Ketos”, che rappresenterà il punto di riferimento territoriale per avviare la rigenerazione urbana, sociale, culturale della Città Vecchia guardando alla valorizzazione dell’abitato come simbiotico rispetto alla risorsa mare.

Il Centro è dotato di un’area multimediale e attrattiva caratterizzata da elevata innovazione tecnologica, con scopi divulgativi e didattici, di un’area di offerta servizi turistici legati al mare e all’osservazione dei cetacei, di spazi di innovazione per favorire l’incontro tra artigiani digitali e artigiani del Centro Storico, di uno sportello di consulenza per lo sviluppo di start-up nel settore, di una mediateca dedicata alla risorsa mare.

Le attività favoriranno un processo di osmosi con il comparto monumentale, storico e culturale della Città Vecchia, con i residenti, affinché gli stessi diventino custodi del luogo e con l’intera città; le attività saranno altresì dirette all’inclusione sociale dei giovani residenti inoccupati.

Tale proposta intende valorizzare la forza aggregante dei beni comuni come fattore di coesione sociale, attraverso il contributo del terzo settore e del volontariato nel territorio, l’interazione del pubblico e privato sociale e il potenziamento delle opportunità di sviluppo locale e del senso di identità e di appartenenza dei cittadini.

Palazzo Amati, da edificio abbandonato diventa una nuova “infrastruttura” che si compone di due macroaree: l’area multimediale, composta da percorsi interattivi con foto e immagini tridimensionali, fino all’accesso alla sala dei delfini con animazioni in 4d e il laboratorio chimico, genetico, ecologico esperienziale; l’area “Officine Amati” e “Manifatture Amati” dedicata alla innovazione tecnologica e produzione digitale.

L’Associazione Jonian Dolphin Conservation, in qualità di Soggetto capofila della partnership costituita da: Associazione “TERRA”, Associazione “Manifesto della Città Vecchia e del Mare”, Associazione “M. Motolese”, SOC. COOP. Teatro C.R.E.S.T., Associazione Comunità “Emmanuel” Onlus è assegnataria del finanziamento relativo al progetto di valorizzazione di Palazzo Amati, concesso da Fondazione con il Sud con il “Bando Storico Artistico e Culturale 2014 – Il Bene torna ad essere comune”.

Il nome Ketos deriva dal greco κῆτος (kētos) e significa cetaceo, balena. Fu introdotto da Aristotele per indicare gli animali acquatici dotati di respirazione polmonare.

Si tratta di una vera svolta per tutto il territorio jonico che da anni attende progetti concreti per il rilancio del turismo.

Si tratta di una vera svolta per tutto il territorio jonico che da anni attende progetti concreti per il rilancio del turismo. Finalmente si sta mettendo un punto fermo alla voglia di Rinascita e di riscatto da parte di una popolazione stanca di essere presa in giro da continue promesse cadute inesorabilmente nel vuoto.

Il progetto è stato ideato da attori seri e concreti della realtà tarantina, li conosciamo bene e spesso anche noi di Made in Taranto vi collaboriamo volentieri.
Non semplici associazioni ma persone concrete, fattive che guardano con concretezza al futuro del territorio.

Appuntamento a lunedì 22 luglio alle 18.00 presso Palazzo Amati per assistere insieme alla realizzazione di questo sogno.

A breve il programma definitivo e dettagliato dell’evento.

FONTE: logo Made in Taranto

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Salento, la grotta della Zinzulusa fa impazzire i social

Uno dei paesaggi più suggestivi, fotografati e ammirati di Puglia.

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Un posto da sogno che anche sui social fa il pieno di scatti, parole, ricordi. Le grotte della 'Zinzulusa' sono uno dei grandi patrimoni naturali della regione, sul litorale salentino, tra Castro e Santa Cesarea Terme. Le stalattiti, quasi appese alle pareti carsiche, danno il nome al luogo ('zinzuli', in dialetto, significa proprio 'stracci') a picco sul mare, in un'unione speciale di bellezze. E dopo un po' di paura, i turisti possono tirare un sospiro di sollievo. I troppi attracchi delle imbarcazioni, non autorizzati e pericolosi, aveva portato la guardia di finanza ad aprile a sequestrare l'area. Ma dopo pochi giorni, è arrivata la concessione della facoltà d'uso da parte della Procura della Repubblica di Lecce. Per la gioia dei tantissimi visitatori che ogni anno vi si recano
di GIANVITO RUTIGLIANO

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FONTE: Logo Repubblica Bari

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Il sole ingoiato dal vulcano, lo spettacolare tramonto sullo Stromboli candidato a Patrimonio Unesco

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Il sole che tramonta sul cratere del vulcano Stromboli, in Sicilia, come se ne venisse ingoiato. Uno spettacolo che toglie il fiato, da vedere almeno una volta nella vita. Così bello da diventare Patrimonio dell'Umanità. O almeno provarci. 

Sembra un dipinto vista la sua bellezza, ma il sole che sembra infilarsi direttamente nella bocca dello Stromboli è reale. Ad ammirarlo d'estate sono in tanti. Oggi, il tramonto di una delle isole più affascinanti e selvagge delle Eolie potrebbe essere candidato a diventare patrimonio Unesco.

I tramonti sono suggestivi e romantici ovunque, lo sanno anche i bambini, ma questo ha qualcosa di davvero speciale. Al calar della sera, d'estate, il cielo si tinge di tonalità calde, di arancio e rosso, che sembrano esser dipinte direttamente dalle spettacolari eruzioni di lava del vulcano.

Sullo sfondo color fuoco, il sole sembra essere ingoiato dallo Stromboli. Uno spettacolo unico che si può ammirare solo da poche località siciliane e calabresi, dalla Costa degli dei, da Pizzo Calabro a Zambrone, da Tropea e da pochi borghi dell’entroterra orientati sul Tirreno.

Da qui l'idea di un comitato di giovani calabresi, Calabria Network Mediterraneo, di proporre la candidatura del tramonto sullo Stromboli a patrimonio mondiale Unesco dell'Umanità.

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I requisiti richiesti ci sono tutti: unicità, universalità e insostituibilità. Inoltre, il fenomeno soddisfa il VII Criterio della Convenzione sul patrimonio dell’Umanità del 1972 in base al quale sono riconoscibili

"fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale".

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Le Eolie sono già Patrimonio Unesco dal 2000 come riserva della biosfera. Nelle 7 isole, sono presenti due vulcani attivi, Vulcano e Stromboli. Quest'ultimo regala spesso spettacolari eruzioni, mediamente ne avviene una ogni ora. Dalla sua sciara del Fuoco, visibile solo dal mare, scivolano giù costantemente detriti e ceneri.

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Foto: Francesca Mancuso

Uno spettacolo nello spettacolo!

FONTE: logo greenme

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Jeff, il marine musicista stregato dalla Maddalena

Ex militare nella base Usa, dopo che è stata smantellata è rimasto nell’isola Insegnante di musica e inglese, dirige la banda filarmonica Giuseppe Garibaldi.

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LA MADDALENA. La sua è una storia d’amore che sa di note jazz e di mare. Racconta di un colpo di fulmine che dalla Florida lo ha portato in Sardegna. E tutto perché lei, così piccola rispetto al mondo extra large da cui arrivava ma unica, gli ha strappato il cuore al primo sguardo. William Jefferson jr Edes, per tutti Jeff, è un ex militare della Marina americana. Un marine musicista. Quando la base Usa è stata smantellata, è rimasto alla Maddalena. Stregato da quello scoglio scolpito dal vento e colorato di tutte le sfumature di azzurro che aveva visto per la prima volta nel 1996. La divisa è appesa nell’armadio dei ricordi. Oggi le uniche armi che Jeff usa sono note e pentagramma. Gli strumenti con cui dà lezioni di musica e felicità ai giovani maddalenini.

Musica e Marina. Del marine versione armadio, sguardo di ghiaccio e lineamenti da battaglia, Jeff non ha proprio nulla. Più un artista new age che un soldato. A colpire è l’espressione felice. I suoi occhi ridono prima ancora della bocca. Nato a Jackson, metropoli della Florida da 800mila abitanti 47 anni fa, da bambino gira il mondo con mamma e papà, militare della Marina americana. Vita da gitani in divisa. Mai più di due anni nello stesso posto. Germania, Messico, Colorado, Texas. Nonni contadini, bisnonna indiana, Jeff capisce subito che la strada della sua vita è fatta di note e spiritualità. Si laurea in musica e nel 1998 si arruola in Marina. Ma lo spirito patriottico ha poco a che vedere con la sua scelta. «Solitamente gli americani si arruolano per pagarsi l’università che da noi costa 20-30mila euro all’anno – spiega – . Io mi ero già laureato grazie a delle borse di studio. Entrai in Marina per sfizio, per vedere il mondo. Mi mandarono a Napoli, dove prestavo servizio come militare con la specialità di musicista e il grado di maresciallo di seconda classe. Suonavo per l’unica banda che rappresenta l’America in Europa. Ho girato tutti i paesi europei e le ambasciate. Ho suonato per i cambi di comando musica militare, classica, di marcia, pop nelle feste».

Amore predestinato. Nel 1998, nella base americana con radici maddalenine a Santo Stefano dal 1972, c’è un cambio di comandante. La banda della sesta flotta di Napoli viene chiamata per accompagnare l’evento. È lì che suona Jeff. «Quest’isola era nel mio destino – dice –. Il giorno dopo la cerimonia ci lasciarono un giorno libero e me ne andai in giro per l’isola. Cominciai a camminare fino a quando mi ritrovai a Tegge, davanti alla spiaggia. Era una giornata pazzesca, il mare sembrava olio. Mi stavo preparando per andare via e dissi tra me e me: sarebbe davvero bello vivere in questo posto». Nel 1999 si conclude il primo ciclo in Marina di Jeff. In America, dopo i primi quattro anni la riconferma di altri quattro è garantita. A patto che i militari accettino la destinazione. «Mi volevano mandare a Okinawa – ricorda l’ex marine –. Non accettai e tornai in America per tre mesi. Ma volevo ritornare in Europa. Presentai la domanda per insegnare musica nelle scuole americane all’estero. E mi destinarono alla Maddalena».

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Musica e felicità. Jeff viene mandato come insegnante di ruolo alla scuola della Trinita. Lì sorgeva il villaggio a stelle e strisce. Un piccolo pezzo di America incastonato tra graniti e macchia mediterranea. Lì vivevano le famiglie dei marines e i loro figli studiavano nella scuola pubblica americana. «Insegnavo musica a 800, mille bambini all’anno – ricorda Jeff –. Un’ora al giorno tutti i giorni. Sono stati otto anni bellissimi della mia vita, sia a livello umano che professionale».

Io resto qui. Quando nel 2007 la Marina americana va via Jeff resta alla Maddalena. Viene assunto dalla Marina italiana per insegnare inglese ai militari. E il suo destino si incrocia con il simbolo della Marina italiana nel mondo, il Vespucci. «Serviva un insegnante madrelingua per fare lezioni a bordo – racconta –. Accettai subito. Per quattro estati, ancora una volta grazie alla Marina ma questa volta italiana, mi ritrovai a girare il mondo. Durante l’inverno insegnavo a Mariscuola».

Euroamericano. Jeff si sente un americano dal cuore europeo. «In America parlo sempre delle cose belle che ci sono in Europa. Come la sanità e l’università. Io ho una mentalità europea. In America ogni anno per frequentare l’università si pagano 20-30mila euro e la sanità decide per te quali esami devi fare. Qui è molto meglio. Dell’America mi manca la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto anche nella scelta di restare a vivere alla Maddalena. I miei familiari vengono spesso nell’isola e a volte vado io a trovarli. Dell’America mi mancano i supermercati aperti a tutte le ore. In Italia il mondo è pensato per le coppie. Uno dei due, marito o moglie, va a fare la spesa. Io che sono single devo fare tutto da solo. Ma quando io sono libero, i market sono in chiusura e devo fare tutto di fretta. Oppure quando non lavoro, ad esempio nel primo pomeriggio, i negozi sono chiusi. Ma io amo l’Europa, l’Italia e La Maddalena per me è il posto più bello del mondo».

Musica e felicità. Jeff oggi dirige l’associazione bandistica Filarmonica Giuseppe Garibaldi. Polistrumentista, allievo del Conservatorio a Rovigo, sogna un grande concerto con le altre bande della Maddalena. È poi responsabile di alcuni progetti di insegnamento dell’inglese con la musica nelle scuole della Gallura. «La musica e in generale la cultura sono lo strumento per conoscere il mondo. Senza la musica io non avrei potuto viaggiare, fare tutte le esperienze della mia vita. Grazie a lei ho conosciuto tanti popoli, tante culture, tanti mondi. Conoscere le diversità è un arricchimento».

FONTE: Logo nuovasardegna sassari

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