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Marina militare, dalla Bei 220 milioni per costruire tre navi oceanografiche

Oceanografiche

di Gerardo Pelosi
19 Ottobre 2020

Sarà perfezionato oggi il contratto di progetto tra Difesa e Bei che prevede un prestito da 220 milioni di euro per la costruzione di tre navi oceanografiche che la Marina Militare utilizzerà per compiti essenzialmente civili. Si tratta del primo contratto del genere tra Bei e Difesa e rappresenta una sorta di test in vista dell'utilizzo di una parte (circa 12,5 miliardi di euro) di fondi tra sovvenzioni e prestiti che il nostro Paese potrà utilizzare per i programmi della Difesa una volta che verrà approvato anche dal Parlamento europeo il Recovery Fund.

Il progetto prevede la costruzione di una nave grande e due più piccole che saranno utilizzate dall'Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana di Genova. Sostituiranno quelle attualmente in esercizio (Magnaghi, Aretusa e Galatea), che hanno raggiunto o raggiungeranno a breve la fine della loro vita operativa. Le tre navi svolgeranno attività prevalentemente a favore della collettività: ricerca sul clima in ambiente marino e sicurezza della navigazione grazie all'opera di mappatura dei fondali necessaria per la produzione delle carte nautiche ufficiali delle acque italiane. Le unità, una volta ultimate, verranno affidate al Comando della Squadriglia Navi Idrografiche e Esperienze (Comsquaidro) e contribuiranno a effettuare i rilievi che permettono l'aggiornamento della cartografia ufficiale dello Stato a garanzia della sicurezza della navigazione e a incrementare la conoscenza dell'ambiente marino. Delle tre navi, la più grande verrà utilizzata soprattutto per la ricerca idrografica e oceanografica nel Mediterraneo e negli oceani, ma anche nelle regioni artiche ed antartiche. Le due più piccole saranno destinate a operare essenzialmente nel mar Mediterraneo. La costruzione delle tre unità avverrà nel periodo 2021-2027.

La firma del contratto è avvenuta già il 30 luglio scorso ma oggi verrà perfezionata l’operazione nella sede della Bei con un ulteriore dettaglionbtenico che verrà discusso dal vicepresidente della Bei Dario Scannapieco con l'ammiraglio ispettore Capo Massimo Guma su delega del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Il progetto sostiene in modo significativo gli obiettivi primari di innovazione e l'azione per il clima della Bei e contribuisce al raggiungimento di obiettivi che rientrano nelle politiche europee. I dati oceanografici che saranno raccolti dalle navi rappresentano infatti una componente importante dei modelli climatici che contribuiscono alla comprensione del climate change e sono alla base delle decisioni in merito alle azioni globali da adottare per ridurne gli effetti. Sotto il punto di vista finanziario, l'operazione prevede un contratto di prestito tra la Bei e il Mef e un “contratto di progetto” tra la Bei e la Difesa. La durata del finanziamento sarà di 25 anni, in linea con la vita economica delle navi. Per lo Stato italiano utilizzare i prestiti della Bei avrà un duplice vantaggio: durate più lunghe e tassi molto bassi, visto che la Bei raccoglie risorse sui mercati internazionali con l'emissione di obbligazioni tripla A.

L'accordo rappresenta il primo passo per future collaborazioni finalizzate al sostegno dei programmi di innovazione della Difesa. Sotto la guida del Capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, l'attività dual use della Marina militare ha subito un importante sviluppo come testimoniano i risultati dell'ultima campagna di nave Alliance con a bordo geologi e oceanografi dell'Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste che hanno svolto ricerche nel campo ambientale a largo delle isole Svalbard.

FONTE: Logo sole24ore

 

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