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La battaglia di “Mezzo giugno”

Sotto il segno di Antares” una delle azioni di superficie più note della storia della Marina Militare

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16 giugno 2022 Stefano Febbraro

Giugno 1942: la Regia Marina è da mesi impegnata nel contrasto ai convogli britannici diretti a Malta.

Per poter rifornire la base strategica britannica di Malta,  ormai è allo stremo, la Royal Navy appronta due convogli  che contemporaneamente sarebbero dovuti convergere sull'isola, rispettivamente una da Gibilterra (operazione Harpoon) e l'altro da Alessandria d'Egitto (operazione Vigorous).

L'operazione Vigorous prevede il più consistente dei due convogli, scortato tuttavia, da soli incrociatori leggeri e cacciatorpediniere, in quanto la flotta da battaglia inglese nel Mediterraneo orientale era stata eliminata in un sol colpo a seguito della “Notte di Alessandria".

Partito l'11 giugno, il convoglio viene sottoposto ad un duro ed incessante attacco aereo, che fa colare a picco 3 cacciatorpediniere e 2 piroscafi, mentre un sommergibile tedesco affonda un incrociatore. Durante gli attacchi aerei, i ricognitori segnalano l'uscita in mare della flotta italiana da Taranto, diretta a tagliare la rotta del convoglio. Per evitare ulteriori perdite, gli inglesi decidono quindi di far rientrare le navi ad Alessandria rinunciando a rifornire Malta da levante.

La contemporanea operazione Harpoon, prevede un convoglio meno numeroso, con una forte protezione di navi da guerra rafforzata da un'ulteriore scorta pesante fino all'imboccatura del canale di Sicilia; ciò perché l'alto comando britannico ritiene che la Marina italiana impieghi nel canale solo forze leggere, facilmente contrastabili dall'incrociatore inglese HMS Cairo e dai cacciatorpediniere della scorta ravvicinata. Appena usciti da Gibilterra, gli agenti del Servizio Informazioni Segrete della Marina operanti nella zona informano Supermarina di predisporre le contromisure per contrastare il convoglio.

Sommergibili e Motosiluranti vengono posti nel canale di Sicilia, in agguato tra la Sardegna e Capo Bon mentre viene chiesta la cooperazione della Regia Aeronautica e della X Luftflotte germanica di stanza in Sicilia.

Già il 14 giugno il convoglio britannico è oggetto dei primi attacchi delle forze aeree dell'Asse, che gli infliggono ingenti danni.

Lo stesso giorno sotto il cielo della “Costellazione dello Scorpione" e “sotto il segno di Antares", salpa da Palermo la VII Divisione Navale italiana agli ordini dell'ammiraglio Alberto Da Zara destinata ad operare direttamente contro le forze di superficie nemiche.

Nel frattempo, dopo che la scorta pesante ha invertito la rotta, il convoglio inglese prosegue la sua marcia protetto da un incrociatore antiaereo e da 9 cacciatorpediniere.

Alle 5:30 del 15 giugno, nelle acque a sud di Pantelleria, gli inglesi, vengono intercettati dalla VII Divisione Navale che, senza indugio né esitazione, mette la prora addosso al nemico e “accostando decisamente a dritta" su ordine dell'ammiraglio Da Zara, alle 5:38 apre il fuoco con il Montecuccoli e l'Eugenio di Savoia sulle navi in avanguardia della squadra inglese.

Mentre cerca di riorganizzarsi la flotta britannica, inizia a subire anche gli attacchi aerei dei velivoli dell'Asse. Da Zara si destreggia tra le cortine fumogene stese dall'avversario a copertura delle unità che man mano vengono colpite. Nella concitazione delle manovre, è un inferno; l'ammiraglio, non appena vede un varco attraverso il fumo e ha campo di tiro libero sui mercantili inglesi, attacca. Un'offensiva devastante per gli inglesi, un “capolavoro professionale" per Da Zara.

E' una delle azioni di superficie più note della storia della Marina italiana, nonché lo scontro diurno durante il quale avviene il maggior scambio di colpi tra inglesi ed italiani nel corso della seconda guerra mondiale. Durante la battaglia, la VII Divisione Navale comandata da Da Zara procura danni e perdite al convoglio avversario tali da suggellare la completa vittoria della Marina nella serie di scontri passata alla storia come la “battaglia di mezzo giugno".

 

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