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“Documenti della Nato ceduti ai militari di Mosca in cambio di 5mila euro”: ufficiale della Marina italiana fermato per spionaggio. L’ambasciatore russo convocato dalla Farnesina

I carabinieri del Ros li hanno fermati immediatamente dopo la cessione di documentazione classificata. È stata l'Aisi a innescare l'indagine: il servizio segreto ha ricevuto un input sui rapporti tra i due qualche mese fa da quel momento sono scattate le procedure per i controlli dei movimenti dei due. La Farnesina convoca l'ambasciatore russo ed espelle i due funzionari. Mosca: pronti a rispondere

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Una vicenda nebulosa spiegata solo con un breve comunicato. Certo è che l’affaire che vede coinvolti un cittadino italiano, ufficiale della Marina, e un cittadino russo, ufficiale accreditato all’ambasciata di Mosca a Roma, rischia di diventare un caso diplomatico dagli esiti imprevedibili. I due uomini sono stati fermati dagli militari del Ros, il gruppo operativo speciale dei carabinieri, in quello che viene definito incontro clandestino. Beccati subito dopo la cessione di documentazione classificata della Nato. Che tipo di documenti? Carte sui sistemi di telecomunicazione militare. Materiale classificato, alle quali – secondo quanto si apprende da fonti qualificate – il capitano di fregata avrebbe avuto accesso in quanto era in servizio allo Stato maggiore della Difesa. In cambio il militare ha intascato 5mila euro che gli sono stati allungati da un ufficiale delle Forze Armate russe in servizio all’ambasciata della Capitale. Il cittadino russo, protetto dalla guarentigie diplomatiche, è in consegna all’ambasciata. Il cittadino italiano è in stato di fermo per spionaggio e rivelazione di segreto.

C’era un’inchiesta più ampia, si è trattato di una soffiata? Gli unici dati al momento disponibili sono mere informazioni di cronaca. I due sono stati bloccati nella serata di ieri dai carabinieri del Ros, sotto la direzione della Procura di Roma. Ma in passato c’erano già stati alcuni incontri secondo quanto apprende il fattoquotidiano.it. L’operazione, condotta dall’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna nell’ambito di una prolungata attività informativa con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa, ha riguardato i due militari che avrebbero organizzato vari incontri nelle settimane precedenti. È stata l’Aisi a innescare l’indagine: il servizio segreto ha ricevuto un input sui rapporti tra i due qualche mese fa da quel momento sono scattate le procedure per i controlli dei movimenti. L’ufficiale italiano avrebbe ceduto, tra i dossier riservati, anche documenti Nato, quindi inerenti la sicurezza di altri paesi oltre l’Italia. Al momento è attesa la convalida del fermo del cittadino italiano, richiesta dal pm titolare dell’indagine Gianfederica Dito, e sulla vicenda anche la Procura militare ha ovviamente aperto un fascicolo per rivelazione di segreti militari a scopo di spionaggio e procacciamento di notizie segrete, a scopo di spionaggio. L’interrogatorio di di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari potrebbe tenersi già domani: a quanto si apprende al momento il militare italiano è difeso d’ufficio. Solo dopo la convalida del fermo si potranno conoscere più dettagli.

Intanto la Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al ministero questa mattina – su istruzioni del ministro Luigi Di Maio – l’ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov. Dall’altra parte arriva il riscontro positivo dei fatti: “Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell’ufficio dell’Addetto Militare e sono in corso le verifiche delle circostanze dell’accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell’accaduto. In ogni caso – dicono dall’ambasciata all’Adnkronos – ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l’Italia”. Il ministro, Luigi Di Maio, ha annunciato l’espulsione di due funzionari russi: “In occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda”. Il Cremlino, da parte sua, ha inviato un comunicato per dire che la Russia spera che i legami con l’Italia possano essere “preservati” nonostante la vicenda di Roma. Il ministero degli Esteri russo, inoltre, ha fatto sapere: “Ci dispiace per l’espulsione da Roma di due dipendenti dell’ambasciata russa. Stiamo approfondendo le circostanze di questa decisione. Faremo un ulteriore annuncio sui nostri possibili passi in relazione a questa misura, non adeguata al livello delle relazioni bilaterali, saranno annunciati in seguito”. Sulla vicenda si schiera anche il Regno Unito, con il ministro degli Esteri Domic Raab che esprime “solidarietà” all’Italia e alle azioni intraprese “contro le attività maligne e destabilizzanti della Russia che puntano a danneggiare il nostro alleato nella Nato”

FONTE: Logo Fattoquotidiano

 

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