A Brindisi anche le navi più grandi della Marina Militare: firmato il protocollo

Intesa tra Autorità di sistema portuale, Ministero delle Infrastrutture e Marina, che potrà utilizzare un tratto di banchina di circa 500 metri nell'area di Capobianco. "Due anni per realizzare cassa di colmata e banchine"

La firma del protocollo

La firma del protocollo

Gianluca Greco  09 settembre 2023 

BRINDISI - Anche la portaerei Trieste, la più grande unità di assalto anfibio italiana, troverà accoglienza. La presenza della Marina Militare nel porto di Brindisi si rinforzerà in modo significativo grazie al protocollo tra ministero della Difesa, Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale e ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (tramite la Capitaneria di porto di Brindisi) che oggi pomeriggio (sabato 9 settembre) è stato sottoscritto a bordo di nave Garibaldi, la più grande unità della Marina Militare dopo nave Trieste, presso la banchina del piazzale di Sant’Apollinare, nel porto interno. L’accordo prevede la ridefinizione di alcune aree di demanio marittimo in consegna alla Marina Militare in ambito portuale. Si tratta della colmata di Capobianco.

Il documento è stato firmato dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, dal comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, capitano di Vascello Luigi Amitrano, e dal comandane logistico della Marina Militare, ammiraglio Salvatore Vitiello. Ha partecipato all’evento anche il sindaco Giuseppe Marchionna.

Dopo firma

Da sinistra l'ammiraglio Vitiello, Ugo Patroni Griffi, il sindaco Marchionna e il capitano di vascello Amitrano

Colmata e banchine entro due anni

In virtù di tale protocollo, la Marina Militare potrà utilizzare una porzione di banchina non inferiore ai 300 metri (si parla di circa 500 metri) della realizzanda nuova colmata tra il Pontile Petrolchimico e Costa Morena Est del porto esterno di Brindisi. Qui potranno ormeggiare navi militari di nuova generazione, caratterizzate da maggiori prestazioni operative che nel contempo impongono una capacità di supporto logistico superiore, con sensibili ricadute sul piano economico e della coesione sociale nel territorio. La Marina Militare amplierà quindi la propria presenza dalla stazione navale nel Seno di Levante a un’area del porto esterno.

Stando al cronoprogramma fornito da Patroni Griffi, i lavori per la realizzazione della vasca di colmata, per un valore pari a circa 80 milioni di euro, saranno appaltati a breve e saranno ultimati nel giro di un anno. Occorrerà poi un altro anno per la realizzazione delle banchine.

L’opera non avrà solo una destinazione militare. “Servirà alla Marina militare – afferma Patroni Griffi - per gli scopi che saranno necessari ma la gran parte sarà disponibile per le iniziativi economiche (dalla cantieristica a tutta unna serie di attività che richiedono spazi)”. L’area versa da anni in totale stato di degrado e abbandono. Una volta messa a nuovo “sarà fruibile – assicura Patroni Griffi – anche per i cittadini e sarà un grande attrattore paesaggistico, economico e militare”.  Il presidente dell’ente portuale spiega che il valore dell’opera per la collettività sarà pari a circa 200 milioni e garantirà un’occasione di lavoro per “centinaia e centinaia di lavoratori”.

I ricorsi

Un paio di ricorsi contro il progetto sono stati presentati da quello che Patroni Griffi definisce il “consorzio del no porto, che ha contestato ogni cosa in questo porto” e da Versalis. Su quest’ultimo versante, il presidente dell’Autorità di sistema portuale riferisce che l’opera, sulla base delle prove nautiche effettuate, “non intralcia lo sviluppo della società”. “Anche due navi di stazza più grande – afferma Patroni Griffi – potranno ormeggiare”. La questione sarà risolta con un documento in cui “chiuderemo – afferma Patroni Griffi – ogni contestazione”. 

Altre opere portuali

Oltre alla cassa di colmata ci sono altre opere portuali in rampa di lancio. “Entro questo anno – sostiene ancora Patroni Griffi – andremo a gara per riqualificare tutto il seno di Ponente”. Il costo dell’opera è di circa 16 milioni: “Il valore per la collettività – chiarisce Patroni Griffi – sarà di circa 60 milioni di euro”. 

“Oggi  - afferma ancora il presidente - si parla di quello che la città può fare riappropriandosi di una parte del demanio. Entro 156 giorni potremo firmare altro documento che permetterà di ricucire il circuito doganale, sostenere le domande degli operatori e dare alla città di Brindisi oltre 5 ettari di territorio sul cui utilizzo deciderà l’amministrazione comunale (il riferimento è all'area ex Pool, ndr)”.  

“Abbiamo preso un porto in cui gli attrattori economici - spiega ancora Patroni Griffi - non stavano tanto bene. Il Seno di Ponente era ammalorato per assenza di manutenzione da tanto tempo e non c’erano idee del futuro. La città correva il rischio che la Marina potesse decidere di trasferirsi in atri porti come quello di Taranto. Noi abbiamo iniziato a lavorare con la Marina militare dando quell’apporto che a loro mancava. Abbiamo distolto i nostri uomini per progettare opere militari. Questo accordo non l'avremmo potuto fare se non avessimo iniziato a ragionare di piano regolatore portuale. Se non avessimo voluto pervicacemente contro tutti e tutti portare avanti l’ida della cassa di colmata, oggi il futuro di Brindisi sarebbe più nero”. 

Le presenze a bordo della nave

Le presenze a bordo della nave

L'ammiraglio Vitiello: "Le opere saranno un moltiplicatore per il territorio"

Il comandante Salvatore Vitiello si definisce “uno stalker” di Patroni Griffi in questi anni. “Vedevo costruire le nuove navi e non vedevo la possibilità – afferma l’ammiraglio – di ormeggiarle". Vi è stato quindi un lungo confronto fra Marina Militare e Autorità di sistema portuale, che “ha compreso quella che era la nostra esigenza e come questa esigenza si sposava nella città di Brindisi”. E l’alto ufficiale assicura che la Marina porterà a Brindisi nave Trieste, nell’ambito di attività legate a quelle della Brigata Marina San Marco, che da sempre alloggia in città. 

“Si arriva a questo risultato - prosegue l’ammiraglio - con la sinergia di tutti e anche con qualche arrabbiatura”. Il riferimento è ai momenti di preoccupazione per l’opposizione alle opere. Queste “consentiranno alle ditte del territorio – prosegue Vitiello – di investire. Saranno un moltiplicatore per il territorio. La Marina militare in Puglia ha investito tantissimo fra Taranto, Grottaglie e Brindisi, che sono il 55 percento della Marina stessa”.

Protocollo Marina Militare capobianco

Il documento

Il ruolo della Capitaneria di porto

Nell’ambito di questo accordo giocherà un ruolo di primo piano anche la Capitaneria di porto di Brindisi. Il capitano di vascello Luigi Amitrano spiega che il potenziamento delle infrastrutture portuali avverrà “non soltanto nell’interesse delle parti contraenti ma anche in termini economici e di coesione sociale per il territorio, al quale sono legate le attività della Marina Militare”.

“I cittadini – prosegue Amitrano – percepiscono la presenza di infrastrutture militari come garanzia in termini di sicurezza. L’Autorità di sistema portuale non poteva non tenere conto di questo fattore. L’Arrivo di unità di nuova generazione contribuisce a rafforzare l’economia del territorio. Di questa intuizione felice e intelligente faccio i complimenti al presidente Patroni Griffi”.

La Capitaneria darà il suo contributo “affinché l’accordo venga attuato nella sua interezza e affinché le aree trasferite garantiscano ormeggio in sicurezza delle unità della Marina Militare. La città di Brindisi abbraccia il mare: un abbraccio naturale che il mare ricambia con la stessa intensità”. “La firma di questo accordo – conclude Amitrano – potenzierà ancora di più questo legame che esiste fra mare e terra e renderà ancora più inscindibile il legame del territorio con la forza armata”.

Marchionna: "Soddisfatti di questo protocollo"

Il sindaco Marchionna si dice “soddisfatto dell’attenzione che la Marina e l’Autorità di sistema portuale hanno riserbato a questa città”. “Stiamo per entrare nel tunnel della decarbonizzazione, a cui si stanno aggiungendo anche altre preoccupazioni rispetto alla filiera chimica. E’ evidente che qui siamo tutti preoccupati per la tenuta occupazionale del porto. Questa giornata di oggi ci consente di poter dire che non solo siamo soddisfatti di questo protocollo ma soprattutto molto fiduciosi per il futuro in questo rinnovato incontro fra la città e la Marina, in cui noi pensiamo di poter confidare ancora a lungo”.

FONTE:BRINDISIREPORT

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