itenfrderorues

I palombari nella XXXIII spedizione italiana in Antartide

Logo nuovo Notiziario Marina

Nella base italiana Mario Zucchelli nel mare di Ross stanno continuando le attività di ricerca iniziate lo scorso ottobre nell’ambito della XXXIII spedizione italiana in Antartide

15 dicembre 2017
Giampaolo Trucco

Nella base italiana Mario Zucchelli nel mare di Ross stanno continuando le attività di ricerca iniziate lo scorso ottobre nell’ambito della XXXIII spedizione italiana in Antartide.
Cinquanta progetti di ricerca su ecosistemi e climi e numerosi ricercatori nazionali ed internazionali sono supportati nelle proprie attività da un nutrito numero di militari delle Forze Armate italiane in relazione ai propri compiti d’istituto.

In particolare si è appena conclusa la prima fase delle attività subacquee condotte dal team di operatori subacquei interforze guidati dai Palombari della Marina Militare ai quali l’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA  ha affidato il coordinamento di tutte le immersioni svolte durante le spedizioni italiane come anche la gestione e conduzione della camera di decompressione presente nella base Mario Zucchelli predisposta per fornire soccorso in caso di necessità.

Durante tale attività sono state condotte 24 immersioni sotto il ghiaccio a favore di molti progetti di ricerca scientifica, per un totale di 1.240 minuti d’immersione alla profondità massima di 30 metri. Il team di subacquei, costituito da due palombari, un incursore di Comsubin e un Incursore del 9° Reggimento d'Assalto "Col Moschin", si è immerso per effettuare dei campionamenti sulla fauna marina (molluschi, artropodi, ricci, stelle marine, ecc.), acquisire dei sedimenti del fondo e posizionare diverse attrezzature scientifiche per l’acquisizione di dati ambientali e biologici per conto di molte Università ed Enti di ricerca.
Le attività subacquee svolte sotto il ghiaccio, assimilabili ad immersioni in ambiente confinato, benché affascinanti possono risultare molto pericolose, serve quindi competenza professionale e materiali subacquei realizzati appositamente per consentire al subacqueo di operare anche a temperature dell’acqua inferiori allo zero.

La scelta effettuata dall’ENEA di assegnare agli uomini del Gruppo Operativo Subacquei di Comsubin la gestione delle immersioni in Antartide si fonda appunto sull’esperienza ultracentenaria dei Palombari nell’ambito delle attività subacquee militari, che consente loro oggi di operare fino a 1.500 metri di profondità, in qualsiasi scenario operativo.

Per questo motivo gli operatori subacquei delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato sono formati al Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Nei prossimi giorni, a seguito della rottura del pack, inizierà una nuova fase d’immersione che impegnerà gli operatori della Marina e dell’Esercito in attività subacquee “in libera”, svolte in maniera più tradizionale, attraverso il supporto di un battello pneumatico.

FONTE: Logo Notiziario online

  • Spedizione_antartideXXXIII
  • Spedizione_antartideXXXIII1
  • Spedizione_antartideXXXIII10
  • Spedizione_antartideXXXIII11
  • Spedizione_antartideXXXIII12
  • Spedizione_antartideXXXIII13
  • Spedizione_antartideXXXIII14
  • Spedizione_antartideXXXIII2
  • Spedizione_antartideXXXIII3
  • Spedizione_antartideXXXIII4
  • Spedizione_antartideXXXIII5
  • Spedizione_antartideXXXIII6
  • Spedizione_antartideXXXIII7
  • Spedizione_antartideXXXIII8
  • Spedizione_antartideXXXIII9

Inizia l'era "Zumwalt": prove in mare per la più potente nave da guerra mai realizzata dall'uomo

(di Franco Iacch)
12/11/15

1211151 zumwaltLa nave da guerra più pontente del mondo mai realizzata, la capofila della classe "Zumwalt", inizierà le prove in mare il prossimo sette dicembre. La conferma arriva dalla US Navy e dalla General Dynamics Bath Iron Works.I test in mare dureranno sette giorni. Successivamente, la Zumwalt ritornerà a Portland, nel Maine. Una seconda serie di prove in mare si svolgeranno entro i primi sei mesi del 2016. Subito dopo si procederà con l'ispezione della Marina. Se quest'ultima dovesse concludersi senza inconvenienti, inizieranno le prove di accettazione in mare. Superata anche questa fase, il più grande e potente cacciatorpediniere multiruolo della Marina degli Stati Uniti mai costruito, entrerà in servizio.

Gli ultimi 433 milioni di dollari, necessari per il completamento della prima Zumwalt, saranno inseriti nel prossimo bilancio, ma i finanziamenti sono praticamente certi.

La nave da guerra più potente del pianeta

Il costo dell’intero programma è di 23 miliardi dollari. Il costo totale degli appalti per le tre navi è stimato in 13,2 miliardi dollari, circa 4,4 miliardi dollari a battello. La seconda nave, la Michael Monsoor, sarà consegnata nel novembre del prossimo anno, a pochi mesi di ritardo dalla timeline originale. La decisione è stata assunta a causa della complessità del progetto per la classe definita come la più potente del mondo. La terza e ultima nave della classe, laLyndon B. Johnson, sarà consegnata nel dicembre del 2018.

Il più potente cacciatorpediniere multiruolo della Marina degli Stati Uniti mai costruito, è stato pensato, progettato ed armato per la guerra del futuro ad un costo esorbitante: 4,4 miliardi dollari a battello, circa tre volte il costo di un cacciatorpediniere attuale per un costo totale di 13,2 miliardi di dollari per tre navi (sulle 32 previste inizialmente). Dal 2009 al 2015, il costo di ogni singolo battello è aumentato del 34,4%. Sarebbe opportuno rilevare che ogni cosa sulle Zumwalt è unica nel suo genere. Il suo profilo stealth per esempio, dovrebbe renderela invisibile ai radar nemici. Nonostante sia il 40% più grande di un destroyer classe Arleigh Burke, avrebbe una Rcs (Radar Cross-Section) di un peschereccio.

Il cacciatorpediniere Zumwalt reintroduce la campanatura: la larghezza massima della nave è sulla linea di galleggiamento, mentre procedendo verso l’alto lo scafo inizia a restringersi. La sua inusuale carena poi, è stata progettata con tecnologia a penetrazione d'onda o wave-piercing per una velocità massima di 30 nodi (56 km/h). E' stata progettata per riversare una devastante capacità di fuoco anche se colpita gravemente. La classe Zumwalt è armata con ottanta missili da crociera Tomahawk (dislocati su vari pod Vls Mk 57 avanzati, lungo tutta la nave in modo da non perdere la capacità missilistica anche se colpiti), due cannoni Ags da 155 mm, due da 57 mm e batterie di Sea Sparrow evoluti.

Il sistema Gun Advanced o Ags merita un discorso a parte. Spara proiettili-razzo di undici chili, con un margine di errore (Cep) di 50 metri, ad una distanza massima di 154 km. Ogni unità avrà una capacità di 750 proiettili. La canna dell’Ags è raffreddata ad acqua per evitare il surriscaldamento, mentre la cadenza di fuoco è di dieci colpi al minuto per arma. La potenza di fuoco combinata di un paio di torrette conferirebbe ad ogni cacciatorpediniere classe Zumwalt una potenza di fuoco pari a dodici cannoni da campo M198.

1211153 zumwaltLe Zumwalt saranno equipaggiate con sistemi difensivi laser progettati per abbattere droni ed aerei nemici e cannoni elettromagnetici in grado di sparare proiettili a velocità ipersonica. Secondo la Marina USA, la tecnologia laser è stata progettata per eliminare le minacce asimmetriche come droni, piccoli aerei e motoscafi: tutte potenziali minacce per le navi da guerra presenti nel Golfo Persico.

I cannoni elettromagnetici sono già stati testati. I dati della Us Navy parlano di proiettili da tre chili (3,2 kg per l’esattezza) sparati alla velocità di 2,4 km al secondo. I proiettili al tungsteno raggiungono il bersaglio con una velocità pari a sette volte quella del suono, per una potenza superiore (ad un costo nettamente inferiore) ad un missile Tomahawk. Questo armamento conferirà alle Zumwalt il ruolo di “true warfighter game changer”.

A bordo troveranno spazio due elicotteri Sh-60/ Seahawk (Lamps Mk III) per l’anti-submarine warfare e tre Mq-8 Fire Scout, elicotteri non-pilotati sviluppati per la ricognizione armata. Le dimensioni della nave e la centrale elettrica in grado di produrre 78 megawatt di energia elettrica - sufficiente per alimentare 78 mila abitazioni - ne fanno una piattaforma ideale per le armi del futuro come il cannone elettromagnetico. Le navi da quindicimila tonnellate hanno un margine di crescita del 10%, pari ad ulteriori 1500 tonnellate di tecnologia futura da implementare nel sistema senza alterare le prestazioni del battello.

Il grado di automazione raggiunto infine, sarebbe così elevato che per condurre la nave basterà un equipaggio di 158 membri, la metà di quelli richiesti per l’attuale generazione di cacciatorpediniere (una vita operativa di 35 anni potrebbe far risparmiare ai contribuenti 280 milioni dollari per nave).

Le Zumwalt rappresentano il punto di rottura tra il passato ed i nuovi scenari da guerra del futuro. Così come per l'F-22, unico caccia al mondo per cui è stato coniato il termine “Dominio” aereo, anche le Zumwalt si fregiano di tale appellativo. Il suo futuro armamento elettromagnetico dovrebbe metterla in grado di imporre il "dominio" su qualunque mare e contro qualsiasi nemico.

Il nome di battaglia delle Zumwalt è Silver Bullet, "proiettile d’argento".

1211152 zumwalt 0

(foto: Bath Iron Works / US Navy)

FONTE: Logo difesaonline

Toti: viaggio dentro al ''sottomarino silenzioso''

A dieci anni dal trasporto eccezionale del sottomarino Enrico Toti da Cremona a Milano e la sua sistemazione all'interno del Museo della Scienza e della Tecnologia, il museo ha voluto celebrare la ricorrenza con un raduno di oltre 100 sommergibilisti che si alternarono a bordo del Toti nel suo periodo di attività (dal 1968 al 1999) e con moltissime iniziative per il pubblico e in particolare per le famiglie. Il comandante del Toti, Sirio Pianigiani, che fu al comando del Toti tra il 1974 e il 1976 ci ha spiegato come era la vita a bordo del sottomarino ai tempi della Guerra fredda

a cura di Lucia Tironi
Riprese di Fabio Lesmo
Montaggio di Mario Femiani

FOTO
FONTE: Logo Rep.it

Nel 1962 una portaerei USA incrociò l'Amerigo Vespucci e compì un gesto entrato nella storia

Logo Curioctopus Grande

Il noto veliero della Marina Militare Italiana denominato Amerigo Vespucci, varato nel 1931 come nave scuola per l'addestramento degli allievi ufficiali, nel 1962 incontrò nel Mar Mediterraneo la portaerei statunitense USS Independence (CV-62) - una delle tre portaerei della Classe Forrestal che diedero una svolta alla progettazione di navi da guerra.
L'incontro, immortalato in uno scatto divenuto famoso, fu all'epoca (ed è ancora oggi) motivo di grande orgoglio per la M.M.I. e per l'Italia intera.

Quando le due imbarcazioni si incontrarono, la USS Independence inviò un segnale luminoso e chiese al veliero di identificarsi.

Incontro Vespucci Portaerei

L'Amerigo Vespucci rivelò la propria identità e, in risposta, dalla porterei giunse il messaggio: "Siete la nave più bella del mondo!".

vecchiafoto Vespucci

Il rispetto nei confronti della "nave più bella del mondo" non viene mostrato unicamente attraverso le parole.

Vespucci3

Secondo il codice di navigazione i transatlantici devono ricevere sempre la precedenza da parte di imbarcazioni di dimensioni più piccole...

Vespucci4

... ma la USS International (e come lei molte altre navi) decise di spegnere i motori e cedere il passo al veliero italiano, in segno di rispetto e di apprezzamento nei confronti dell'eccellenza ingegneristica e tecnica a suo fondamento.

Vespucci5

Fra i motti storici dell'Amerigo Vespucci ricordiamo: "Per la Patria e per il Re" (1931) - "Saldi nella furia dei venti e degli eventi"(1946) - "Non chi comincia, ma quel che persevera" (1978).

Vespucci6

Di seguito troverete un video in cui la Marina Militare presenta, in tutta la sua bellezza, il veliero Amerigo Vespucci:

Guarda il Video:

FONTE: logo 9 s

FacebookTwitterRSS FeedPinterest Pin It

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.