La vera storia dello sbarco in Sicilia

sbarco gela

 

Sulla spiaggia di Trappeto (Trapani), fino a pochi giorni fa, sorgeva “la Cupola”, un piccolo bunker costiero semidiroccato, costruito nei primi anni ’40, al quale la popolazione locale era molto affezionata. Faceva ormai parte del paesaggio, ma il tetto si era inclinato e, invece di procedere a un possibile restauro, le autorità hanno deciso di mandare uno scavatore per rimuoverlo. La notizia, divulgata dal giornale locale Il Vespro, ha suscitato ovunque indignazione e dispiacere, per “l’ennesimo intervento che distrugge pezzi della nostra storia, cancella i ricordi, le immagini, i momenti”.  

Il recente episodio evoca in modo simbolico un’altra drastica rimozione, quella della vera storia dello sbarco angloamericano in Sicilia, di solito tramandato dalla storiografia tradizionale come una sorta di “passeggiata”, avvenuta tra festose distribuzioni di chewing gum e cioccolato da parte dei soldati alleati. 

 LaCupola

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Davide Cervia, l'amarezza di Marisa Gentile: Rimasti soli a combattere questa impari battaglia

La moglie del GE rapito a Velletri nel 1990 torna a parlare, sui social, con un intervento molto sentito e amareggiato. Cita Giovanni Falcone e constata come la sua famiglia sia rimasta sola nel silenzio intorno alla ricerca della verità per le sorti di Davide Cervia.

di Marisa Gentile

Marisa Gentile CerviaVELLETRI - "Si muore quando si è lasciati soli, diceva Giovani Falcone. E noi siamo rimasti soli. Soli a combattere questa impari battaglia. Chiunque, nel tempo, si sia avvicinato alla nostra vicenda, in un modo o in un altro è stato "bloccato"; alcuni sconsigliati, altri pressati, altri minacciati: un elenco lunghissimo di persone piene di buona volontà che hanno impattato contro il muro dei poteri forti che non esitano a stritolarti pur di mantenere il silenzio su atti e circostanze indicibili. Ogni volta la stessa storia.
E noi oggi siamo rimasti SOLI. E quando si rimane soli si è più vulnerabili, si diventa un obiettivo molto semplice da colpire nel silenzio e nell'indifferenza più totale di media e istituzioni. Non è una novità che noi familiari di Davide Cervia non abbiamo MAI avuto il supporto e la protezione di avrebbe dovuto tutelarci, ma non avrei mai pensato di dover arrivare a temere proprio quella parte di stato che avrebbe avuto il compito di proteggerci. Tutto quello che ci rimane siete voi, Amici, che attraverso facebook fate sì che il nostro senso di solitudine non sia assoluto. Ed è proprio a voi che mi rivolgo affinché non facciate mancare la vostra attenzione al caso di Davide e a tutto quello che potrebbe succedere a noi familiari, facile bersaglio per coloro che vorrebbero cancellare definitivamente una storia così imbarazzante per le nostre istituzioni. Siamo in attesa di conoscere la sentenza del procedimento civile intentato da noi familiari nei confronti del Ministero della Difesa e della Giustizia che nel corso degli anni invece di attivarsi per cercare Davide o capire cosa gli fosse accaduto, hanno impegnato risorse ed energie per allontanarci dalla verità. Una mia personale valutazione anche rispetto al ruolo dell'informazione in questa vicenda, che a parte pochissime eccezioni, si è resa complice con il proprio silenzio nel far sì che questo caso venisse definitivamente "insabbiato". Un caro saluto a voi, Amici, e mi raccomando, non ci dimenticate!

FONTE: logo velletrilife

News Marina Militare,, Davide Cervia, Marisa Gentile Cervia

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L’amianto affonda la Marina Militare. E le sue ‘vittime del dovere’

Arsenale Taranto

Ancora morti e ammalati per patologie asbesto correlate all’Arsenale Marina Militare di Taranto, la più importante base navale d’Italia dove si sono svolte gran parte delle manutenzioni su navi e sommergibili coibentate con amianto il pericoloso cancerogeno le cui polveri sono causa di gravi malattie anche mortali“. La denuncia, ancora una volta, arriva dall’associazione ‘Contramianto ed altri rischi onlus‘, da sempre in prima linea in questa battaglia.

Solo nell’ultimo mese sono stati segnalati da Contramianto cinque nuovi casi: “tre decessi per mesotelioma, un operaio carpentiere dell’Arsenale di Taranto e due marinai con servizio a Taranto§; e due asbestosi, riferite entrambe a operai arsenalotti saldatori“. Ad un anno dalla prima audizione di Contramianto in Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’amianto nelle Forze Armate, “sembra ancora inarrestabile ed in crescita il numero dei morti ed ammalati in Marina militare: una fetta consistente di quei decessi dovuti all’amianto ed alle navi militari riguarda la base Marina Militare di Taranto ed il suo Arsenale“, scrive ‘Contramianto’ in una lunga nota.

Ad oggi, sono 206 le patologie asbesto correlate in archivio Contramianto e riferiti a Marina militare e Arsenale di Taranto, delle quali 127 già segnalate da Contramianto alla Procura di Padova che ha competenza nazionale nei procedimenti penali. “Queste nuove evidenze fornite da Contramianto e altri rischi onlus – si legge nella nota dell’associazione – confermano come l’amianto ha ucciso e fatto ammalare non solo i marinai, ma anche centinaia di operai civili negli Arsenali Marina Militare. Questi casi hanno dato vigore alle indagini ancora in corso per accertare eventuali responsabilità dei vertici marina militare per quelle morti e quelle malattie causate dall’amianto anche tra gli operai civili“.

News Marina Militare,, Amianto, Taranto, Corriere di Taranto

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Quest'uomo ed il suo brevetto, potrebbero porre fine alla Monsanto

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Alcuni anni fa, un uomo di nome Paul Stamets, ha fatto una scoperta che a quanto pare ha suscitato da quel momento molta paura in chi tratta i pesticidi. Alcuni dirigenti del settore si sono spinti fino al punto di chiamare la sua scoperta “la tecnologia più dirompente che abbiano mai visto.”

Nel 2006, un brevetto è stato concesso ad un uomo di nome Paul Stamets e, anche se Paul è uno dei micologi più importanti del mondo, il suo brevetto ha ricevuto ben poca attenzione e notorietà mediatica. Perché? Come dichiarato dai dirigenti del settore dei pesticidi, questo brevetto rappresenta “la tecnologia più dirompente che abbiano mai visto.” E quando i dirigenti dicono dirompente, si riferiscono al fatto che la cosa sia dannosa per l’industria dei pesticidi chimici.

PaulStamets

 

Che cosa ha scoperto Paul? Il micologo ha capito come usare le creazioni di madre natura per tenere gli insetti lontani dalle coltivazioni e distruggerli. E ‘quello che viene chiamato pesticida SMART: questi pesticidi infatti forniscono una soluzione sicura e quasi permanente per il controllo di oltre 200.000 specie di insetti, e tutto grazie alla ‘magia’ dei funghi.

Paul ottiene questo risultato utilizzando i funghi entomopatogeni (funghi che distruggono gli insetti), trasformandoli in modo che non producano spore. A sua volta, questo attira gli insetti che poi li mangiano e si trasformano in funghi da ll’interno, uccidendoli!

Tollerare l’uso di pesticidi in agricoltura moderna è negare il fatto che ci siano ormai dimostrazioni che comprovino i suoi effetti negativi contro l’ambiente. Tale ignoranza davvero non può più essere tollerata: ad esempio, si può immaginare un mondo senza api? Gli intrugli chimici della Monsanto, che vengono spruzzati su tutti i campi dagli agricoltori di tutto il mondo, sono responsabili della morte su larga scala delle api. Mentre un numero crescente di paesi sta vietando i prodotti Monsanto, questi sono invece ancora in uso in alcune nazioni che dovrebbero essere a conoscenza dei suoi pericoli.

Dire che i nuovi metodi debbano essere attuati prima che sia troppo tardi è un eufemismo.

Monsanto attualmente genera un volume di affari pari a 16 miliardi di dollari l’anno (come riportato nel 2014), per cui si può essere certi che non vogliano per nulla al mondo interrompere quel flusso di entrate. Tali redditi danno loro risorse pressoché illimitate e capacità di sopprimere le informazioni che possano danneggiare la loro reputazione. 

FONTE: Logo Attivotv

News varie dal mare, Monsanto, Paul Stamets, Pesticidi

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ANMI e Marina Militare insieme per promuovere la cultura del Mare

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La convenzione triennale mira a promuovere iniziative di comunicazione integrata, alla divulgazione della cultura marinara del Paese e ad incentivare l’arruolamento dei giovani

31 gennaio 2017

Davide Casale e Mario Bruno 

Convenzione ANMI MM2Firmata oggi, nella storica biblioteca di Palazzo Marina a Roma, una convenzione tra la Marina Militare e l'ANMI (Associazione Nazionale Marinai d'Italia) che servirà a sviluppare attività di comunicazione e pubblica informazione congiunte tra le parti sul territorio nazionale.

Il documento è stato sottoscritto dal contrammiraglio Fabio Agostini, Capo Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina, e l'ammiraglio (aus.) Paolo Pagnottella, Presidente nazionale dell'ANMI.

L'ANMI è un'associazione senza fini di lucro, caratterizzata dalla libera unione di coloro che sono appartenutio appartengono alla Marina Militare e che desiderano mantenere vivo lo spirito della vita marinara.

La collaborazione ha tra i suoi obiettivi la promozione di iniziative congiunte nel settore della comunicazione integrata, per l'accrescimento e la diffusione della conoscenza della Forza Armata e dell'Associazione, la divulgazione della cultura e delle tradizioni marinare del Paese, per incentivare l'arruolamento dei giovani nella Marina Militare e favorire iniziative benefiche a vantaggio di istituti, associazioni ed enti no profit giuridicamente riconosciuti.

Nel suo intervento, il contrammiraglio Agostini ha voluto evidenziare come "la comunicazione è anche tramandare i valori e dare il giusto significato a quella che è stata la nostra storia. Siamo lieti di farlo con l'aiuto e il supporto dell'ANMI".

"Questo traguardo – ha proseguito il Capo Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione della Marina - è soltanto un punto d'inizio di una collaborazione che ci terrà molto impegnati".

"Ecco cos'è la nuova ANMI – queste le parole dell'ammiraglio Pagnottella - , un movimento di opinioni che insieme alla Marina, a fianco della Marina, ha l'intenzione di far capire ai giovani, governanti, politici qual è il valore della cultura del mare".

"La cultura non è soltanto ricordi e storia, ma è far capire alla gente che cos'è il mare".

Possono diventare Soci dell'ANMI i cittadini di nazionalità italiana, anche residenti all'estero, che servono o hanno servito la Patria nella Marina Militare o in guerra nella Marina Mercantile, ma anche tutti coloro, senza distinzione di sesso, che dimostrano particolare attaccamento per la Marina e ne condividono valori, etica e stile.

L'Associazione - che conta numerosissime sedi e gruppi in Italia e all'estero -, infatti, accoglie tutti coloro che intendono partecipare a un progetto di vita attiva e propositiva, a una rinnovata "vita di bordo" che consenta  di mantenersi solidali, uniti e proficuamente in servizio, ovunque ciò sia richiesto o realizzabile.

È possibile diventare soci dell'Associazione scaricando la "Domanda di iscrizione".

FONTE: Logo Notiziario online

 

News Marina Militare,, ANMI,, Presidente Nazionale ANMI

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