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L’amianto affonda la Marina Militare. E le sue ‘vittime del dovere’

Arsenale Taranto

Ancora morti e ammalati per patologie asbesto correlate all’Arsenale Marina Militare di Taranto, la più importante base navale d’Italia dove si sono svolte gran parte delle manutenzioni su navi e sommergibili coibentate con amianto il pericoloso cancerogeno le cui polveri sono causa di gravi malattie anche mortali“. La denuncia, ancora una volta, arriva dall’associazione ‘Contramianto ed altri rischi onlus‘, da sempre in prima linea in questa battaglia.

Solo nell’ultimo mese sono stati segnalati da Contramianto cinque nuovi casi: “tre decessi per mesotelioma, un operaio carpentiere dell’Arsenale di Taranto e due marinai con servizio a Taranto§; e due asbestosi, riferite entrambe a operai arsenalotti saldatori“. Ad un anno dalla prima audizione di Contramianto in Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’amianto nelle Forze Armate, “sembra ancora inarrestabile ed in crescita il numero dei morti ed ammalati in Marina militare: una fetta consistente di quei decessi dovuti all’amianto ed alle navi militari riguarda la base Marina Militare di Taranto ed il suo Arsenale“, scrive ‘Contramianto’ in una lunga nota.

Ad oggi, sono 206 le patologie asbesto correlate in archivio Contramianto e riferiti a Marina militare e Arsenale di Taranto, delle quali 127 già segnalate da Contramianto alla Procura di Padova che ha competenza nazionale nei procedimenti penali. “Queste nuove evidenze fornite da Contramianto e altri rischi onlus – si legge nella nota dell’associazione – confermano come l’amianto ha ucciso e fatto ammalare non solo i marinai, ma anche centinaia di operai civili negli Arsenali Marina Militare. Questi casi hanno dato vigore alle indagini ancora in corso per accertare eventuali responsabilità dei vertici marina militare per quelle morti e quelle malattie causate dall’amianto anche tra gli operai civili“.

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