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Celebrazioni per il ’54 con i Bersaglieri e la portaerei Cavour

Il programma delle cerimonie fra il 26 ottobre e il 5 novembre: all’Ottavo Reggimento la cittadinanza onoraria di Paola Bolis

Portaerei CavourCi sarà la mostra di vetture d’epoca del periodo del Gma. L’Ottavo Reggimento bersaglieri riceverà la cittadinanza onoraria. Rivivranno i “giorni americani”. E dal mare arriverà per la prima volta a Trieste la portaerei Cavour, nave ammiraglia della Marina militare. Prendono forma le celebrazioni del 60.o anniversario di quel 26 ottobre 1954 che segnò il ritorno di Trieste all’Italia, alle quali si legherà il 5 novembre (data decisa dalla Marina Militare e dal ministro stesso) la cerimonia di consegna del vessillo di combattimento alla fregata Virgilio Fasan, all’attracco nelle giornate dedicate alle Forze armate (e al ricordo della fine della Grande guerra). Il «programma di massima» - predisposto dal Comune in accordo con Marina Militare, Capitaneria di Porto ed Esercito - è delineato in una delibera portata in giunta dal sindaco Cosolini, mentre già in Prefettura si è tenuta una prima riunione organizzativa. Si partirà il 25 ottobre: in Sala Tripcovich in collaborazione con l’Associazione italo-americana la proiezione del documentario “I nostri giorni americani” e musica made in Usa anni ’40 e ’50 con la Shipyard Jazz Town Orchestra; nel foyer mostra della collezione Simic, che metterà in vetrina in largo Santos vetture del Gma. Il momento centrale del 26 ottobre, anniversario dell’ingresso delle truppe italiane, sarà nella sala del Consiglio comunale riunito in sessione straordinaria, dove all’Ottavo bersaglieri - di cui facevano parte i reparti che per primi giunsero in città nel ’54 - sarà conferita la cittadinanza onoraria. Il documento di giunta riporta anche, nell’occasione, una lectio magistralis di Claudio Magris. Dal quale però non è giunta conferma: «Gli avevo prospettato la cosa ma ha dovuto declinare per un sovraccarico di impegni», spiega Cosolini. Alle 10 e alle 17 l’alzabandiera e l’ammainabandiera, uno sportello per l’annullo filatelico e una staffetta commemorativa (coorganizzata da Comune e Associazione Atletica) che giungerà in piazza Unità portando un maxitricolore. Di lì a qualche giorno - probabilmente il 2 o il 3 novembre, fa sapere da Roma la Marina militare; ma la data è da confermare - giungerà la Cavour. Con i suoi oltre 240 metri di lunghezza e i 1200 uomini d’equipaggio, l’Ammiraglia - annuncia la delibera del Comune, che riporta anche i 22.204 euro di spesa complessiva per le celebrazioni - potrà essere visitata dal pubblico e si fermerà in città almeno fino al 5 novembre. Data in cui al Molo Bersaglieri (nel Magazzino 42 della Marittima in caso di maltempo) sarà allestita una tribuna coperta da qualche centinaio di posti a sedere: la città donerà il vessillo di combattimento alla Fasan, «seconda unità italiana del programma Fregate europee multimissione recentemente impiegata con la Aliseo nell’operazione Mare Nostrum». La cerimonia si svolgerà presenti «le massime autorità nazionali e cittadine», così come la presenza di «un’alta carica dello Stato» è stata richiesta per il Consiglio comunale del 26 ottobre. Troppo presto, annota il prefetto Francesca Adelaide Garufi, per sapere quale rappresentante di governo arriverà da Roma, e in che data: «Ancora c’è del tempo, si definirà». La delibera ricorda come il Comune voglia farsi promotore delle iniziative che commemoreranno eventi «di portata storica per la città e il paese intero». E cita la mozione di Franco Bandelli e Alessia Rosolen, votata in estate a larghissima maggioranza dal Consiglio, che impegnava sindaco e giunta a convocare appunto la seduta straordinaria, a conferire la cittadinanza onoraria all’8.o Bersaglieri e a intitolare una via o apporre una targa per il 12 giugno 1945, «fine dell’occupazione jugoslava» e «fine della seconda guerra mondiale per Trieste». Ci sarà infine anche la targa, la cui collocazione - precisa la delibera - è stata però spostata al 12 giugno 2015, «in concomitanza con le celebrazioni del 70.o della fine dell’occupazione jugoslava».

Liberamente tratto da Il Piccolo

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