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Soldini e Maserati, la sfida continua con un trimarano Multi70

Multi701

Maserati rinnova l’impegno come main sponsor e rafforza così il legame con Giovanni Soldini e il suo Team iniziato nel 2013. Verrà affiancata anche in questa nuova stagione da UnipolSai Assicurazioni come sponsor del progetto. Fanno parte della squadra anche Ermenegildo Zegna, fornitore ufficiale dell’abbigliamento e Boero Bartolomeo per smalti e vernici per lo scafo.

Dopo i successi ottenuti nello scorso triennio con il monoscafo VOR70, Maserati Multi70 costituisce un rilancio del progetto agonistico, attraverso una tipologia di imbarcazione che rappresenta la nuova frontiera della vela: è una barca tecnologicamente innovativa, in grado di superare i 40 nodi di velocità.

“Dopo tre anni di soddisfazioni con Maserati VOR70 – dichiara Giovanni Soldini – nei quali abbiamo percorso almeno 100.000 miglia e abbiamo navigato nei cinque continenti ottenendo importanti risultati sportivi, è il momento di affrontare nuove avventure. Sono contento di intraprendere questa sfida con un multiscafo, Maserati Multi70. Da aprile abbiamo iniziato a conoscere la nuova barca facendo dei test in Bretagna. Non vedo l’ora di salirci a bordo.”

Multi70 Edmond de Rothschild è stato varato nel 2011. La grande innovazione tecnologica è frutto del lavoro svolto nel 2014 e nel 2015 dal centro studi di Team Gitana.

La sfida è supportata da Maserati, main sponsor che dà il nome alla barca e da UnipolSai Assicurazioni in qualità di sponsor. I fornitori ufficiali della sfida sono Ermenegildo Zegna per l’abbigliamento e Boero Bartolomeo S.p.A. che fornisce smalti e vernici per lo scafo.

FONTE: Sito Ufficiale Soldini/Maserati

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In comunione con l’oceano

Un marinaio che insegue ancora la parte mistica del mare. Intervista con Giovanni Soldini, l'uomo che, da un ventennio, è la Vela.

Di Vincenzo Latronico

Sono pochi i momenti della storia dello sport che sconfinano dalla disciplina e si fissano nella memoria collettiva come qualcosa di epico, significativo anche per i non appassionati come l’allunaggio dell’Apollo 11 è significativo anche per i non astrofisici. Nella memoria dei miei genitori, per dire, un evento del genere è la vittoria di Abebe Bikila a piedi nudi alla maratona di Roma del 1960. Nella mia è il salvataggio di Isabelle Autissier da parte di Giovanni Soldini, nel febbraio del 1999.

La Autissier aveva fatto naufragio durante la Around Alone, giro del mondo in solitaria in quattro tappe. Soldini, in vantaggio, aveva deviato per soccorrerla perché chiunque altro ci avrebbe messo troppo. Cerco oggi le coordinate su Google, che sarebbe stato inventato sette mesi dopo, ed è tutto blu; per trovare la terra devo portare la mappa al massimo dell’ingrandimento, e vedo che è a metà strada fra Cile e Nuova Zelanda, a 2000 miglia da entrambe, più a sud di Capo Horn. L’ultimo punto-nave della Autissier dava un quadrato di venti chilometri per venti dove trovare lo scafo ribaltato nella tempesta, peggio che un ago nel pagliaio; Soldini ci riesce quasi subito e filma il momento dell’avvistamento in un video che è diventato leggendario. «L’ho beccata, l’ho beccata!», grida fuori campo, con una voce esaltata da ragazzino milanese. In realtà aveva 32 anni, e stava per vincere il suo primo giro del mondo in solitaria su 60 piedi. Col 50 lo aveva già fatto.

Quando lo incontro a Milano invece Giovanni Soldini di anni ne ha 49. Ha navigato in solitaria per il grosso della sua vita, vincendo praticamente tutte le regate di lunga percorrenza di rilevanza mondiale. Da tre anni compete sul 70 piedi Maserati con un equipaggio con cui ha già battuto i record mondiali sulle rotte New York-San Francisco e San Francisco-Shanghai.

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