Italian English German Romanian Russian Spanish

Spiaggia di Tuerredda, vista dal Drone!

Di solito non tendo a usare toni troppo pomposi, ma se c’è un angolo che per me avvicina davvero la terra ad un angolo di Paradiso, questa è la spiaggia di Tuerredda, la perla del sud ovest della Sardegna. Si trova in territorio di Teulada, ma di solito la si raggiunge da Cagliari, passando prima per Pula e poi per Chia e continuando lungo la litoranea, dopo Capo Malfatano, lungo un percorso che qualcuno chiama la strada delle cartoline, perché dietro ogni curva si apre un panorama mozzafiato.

Tuerredda, messa al riparo dalle speculazioni edilizie grazie al pastore Ovidio, che ha combattuto e sconfitto i Caltagirone, i Benetton, i Mercegaglia… trovate qui la storia completa. Noi ci limitiamo godere di queste splendide immagini realizzate in HD da Andrea Perotti, con il Blade Chroma – sì un drone – , appena 4 giorni fa, il 13 marzo 2016.

 

FONTE: Logo videosardegna

Stampa

Scoperto un cimitero di navi nel Mar Nero. "Hanno 2500 anni e sono perfettamente intatte"

Ritrovamento "ineguagliabile" in Bulgaria. Gli archeologi del Black Sea Project: "Senza ossigeno reperti ben conservati"

Navi romane

CERCAVANO risposte al cambiamento climatico e hanno trovato un tesoro: un cimitero di navi dall'"ineguagliabile valore". Sul fondo del Mar Nero che si affaccia sulla Bulgaria un team di ricercatori e archeologi, in tre anni di lavoro, ha individuato 60 imbarcazioni romane, bizantine, ottomane che hanno attraversato 2.500 anni di storia. Fra queste, tra le ultime scoperte, c'è una nave romana che ha duemila anni ed è "perfettamente conservata" spiegano entusiasti i membri del MAP, il Black Sea Project guidato dal centro di Archeologia Marittima dell'Università di Southampton e finanziato dall'EEF (Expedition and Education Foundation).  

Come ha spiegato il professor John Adams, alla guida del progetto, lo scopo iniziale della spedizione era fare indagini geofisiche e studi sull'impatto del riscaldamento globale quando, a forza di immergersi in profondità con tecnologie di diverso tipo (anche 3D), sono finiti per imbattersi in qualcosa di unico. Una dopo l'altra, sul fondo di un mare che in profondità è anossico, ovvero con acque prive di ossigeno, c'erano relitti di navi con alberi maestri "ottimamente conservati", stive cariche "di anfore, ceramiche e altri oggetti" e soprattutto tipi di imbarcazioni "mai viste prima. Li potevamo osservare su mosaici, ma non dal vivo. Sembrava un film" racconta Ed Parker, ceo del progetto.

  • Navi_romane1
  • Navi_romane3
  • Navi_romane4
  • Navi_romane5
  • Navi_romane6
  • Navi_romane7
  • Navi_romane8
  • Navi_romane9

Timoni, alberi, corde e altri reperti saranno ora analizzati in un lavoro che richiederà "mesi, forse anni. Si tratta di uno dei più grandi progetti di archeologia marina mai messi in atto prima d'ora" e che riguarda "relitti dei più grandi imperi". Alcune delle  navi più antiche risalirebbero al V A.c, altre sono del XIX secolo e i ricercatori, per proteggere le loro scoperte, hanno deciso di mantenere segrete parte delle aree dove sono state individuati i relitti.

twitter articolo

Grazie alla poca luce e l'assenza di ossigeno "legni, metalli e altri materiali non sono danneggiati e le condizioni di alcuni relitti sono sconcertanti per quanto siano intatti". Per analizzarli sono stati utilizzati robot subacquei per arrivare fino a oltre 2000 metri di profondità, veicoli a distanza (ROV), scanner, laser e attrezzature geofisiche. "Siamo convinti ci possano raccontare molto della storia navale di diversi imperi. E' davvero un scoperta ineguagliabile" continua Adams spiegando che sono stati realizzati modelli 3D delle navi.

In attesa di nuove informazioni dagli esami dei primi relitti le immagini e i lavori della spedizione MAP saranno presto protagonisti di un documentario girato dalla Bbc.

Fonte: Logo Rep.it

 

Stampa

Progetto Sand: avviata in Toscana la produzione di droni marini

prototipo sand

Primi risultati e immagini di rendering del progetto di drone marino ipertecnologico dedicato al controllo ambientale e soccorso in mare realizzato per il programma SAND dalla capofila EFFEBI SPA (gruppo Balducci), insieme ai partner MECCANO ENGINEERING SRL e IDS INGEGNERIA DEI SISTEMI SPA e con il cofinanziamento della Regione Toscana.

Per quanto riguarda la piattaforma del natante, le operazioni di realizzazione dello scafo sono attualmente in corso nello stabilimento EFFEBI di Carrara sulla base del progetto sviluppato ed elaborato da MECCANO; contemporaneamente IDS ha presentato l’avanzamento per la parte di navigazione autonoma, mostrando l’embrione di quella che sarà la stazione di controllo remoto dedicata agli operatori del drone.

“In questi mesi, siamo passati dai progetti alla realtà e stiamo procedendo a ritmi serrati per la produzione e l’uscita del prototipo. Registriamo un grande entusiasmo sia da parte di chi opera nel progetto sia di un notevole interesse del mercato che, alle prime notizie di questa iniziativa, dimostra curiosità e interesse, ”, spiega Katia Balducci, Amministratore Delegato di Effebi, capofila del raggruppamento di imprese. - "Per questo siamo certi che la fabbrica di Carrara potrà nell’arco di qualche anno sviluppare una produzione importante”.

In effetti, le novità non saranno poche, a partire dalla modularità del progetto per finire con le avanzate tecnologie di navigazione e gestione autonoma della missione (inclusa la possibilità di controllo via satellite); in mancanza di norme che regolano la nautica dei mezzi “unmanned”, SAND si pone l’ambizioso obiettivo di poter essere preso a riferimento per lo sviluppo di regole, regolamenti e disposizioni da parte del legislatore.

“Le prime linee dello scafo che si vedono già nei primi stampi - dice Edoardo Cossutta di Meccano, società che si occupa della progettazione e del design del drone - fanno trasparire la fluido dinamicità di questo mezzo che lo renderanno solido e veloce”. La progettazione del drone marino non si ferma alle linee strutturali e sta proseguendo nello studio e analisti delle tecnologie di remotizzazione.

“Per la guida autonoma di questo tipo di barca – spiega Fabrizio Orsini di IDS Ingegneria Dei Sistemi, società specializzata nello studio degli aspetti di guida remota e comunicazioni - stiamo integrando tecnologie e algoritmi estremamente innovativi ed efficienti che consentiranno la gestione di un oggetto simile da qualsiasi parte del globo e in completa sicurezza”.

“E’ un progetto ricco di innovazioni sia strutturali, sia legate alle caratteristiche di autonomia. Anche nei dettagli di questo primo scafo e nelle sue linee si colgono azioni innovative che vanno nella direzione di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza di questo mezzo, sia del prodotto in sé che del processo produttivo" sottolinea Pietro Angelini, Direttore di Navigo, Centro di innovazione e sviluppo della nautica (che ha accompagnato e segue le imprese nel progetto) e amministratore delegato di Rete Penta, soggetto gestore del Distretto Tecnologico della Nautica e Portualità toscana di cui Navigo è capofila

Il progetto SAND è partito a maggio dello scorso anno, dopo che le tre imprese toscane hanno ottenuto il primo posto nella gara aperta sui fondi PRSE 2012-2015 messi a disposizione dalla Regione Toscana per il sostegno di programmi di investimento in processi di industrializzazione di rilevanza regionale, di dimensione significativa e in grado di produrre occupazione aggiuntiva. Le aziende hanno ottenuto un finanziamento regionale pari a 2.478.825 euro degli oltre cinque milioni complessivi di cui 3.029.675,00 a carico delle tre imprese.

FONTE: logo it

Stampa

Orchestra sinfonica "La nota in più"

Unanotainpiu

Uno spettacolo musicale di "Spazio Autismo" di Bergamo, che merita il nostro aiuto

Il video è un promo dell'attività dell'Orchestra.

Possiamo aiutarli a progredire dando il nostro aiuto concreto, sia visionando e condividendo il video che facendo una donazione libera.

Ecco i dati per le donazioni

Il Centro di Musica La Nota in Più, come sezione musicale dell’Associazione Spazio Autismo onlus di Bergamo, può ricevere donazioni che consentono sgravi fiscali al donatore.

Potete sostenerci con:

DONAZIONI COME PERSONE FISICHE

DONAZIONI DA IMPRESE

CESSIONE GRATUITA DI BENI DA PARTE DI IMPRESE E PRIVATI

Per il 5×1000 bisogna indicare nel riquadro apposito la nostra denominazione e il Codice Fiscale che è il seguente:

ASSOCIAZIONE SPAZIO AUTISMO ONLUS – BERGAMO

C.F.: 95120990163

Per le donazioni i dati bancari sono i seguenti:

BANCA CREDITO BERGAMASCO Agenzia 2 – Piazza Pontida Bergamo

Codice IBAN: IT42A0503411102000000020355

intestato a: Spazio Autismo

Causale: La Nota in Più

Per maggiori dettagli sull'attività dell'associazione potete visitare il sito:

http://www.lanotainpiu.it/

 

Stampa

Quest'uomo ed il suo brevetto, potrebbero porre fine alla Monsanto

PaulStamets1

Alcuni anni fa, un uomo di nome Paul Stamets, ha fatto una scoperta che a quanto pare ha suscitato da quel momento molta paura in chi tratta i pesticidi. Alcuni dirigenti del settore si sono spinti fino al punto di chiamare la sua scoperta “la tecnologia più dirompente che abbiano mai visto.”

Nel 2006, un brevetto è stato concesso ad un uomo di nome Paul Stamets e, anche se Paul è uno dei micologi più importanti del mondo, il suo brevetto ha ricevuto ben poca attenzione e notorietà mediatica. Perché? Come dichiarato dai dirigenti del settore dei pesticidi, questo brevetto rappresenta “la tecnologia più dirompente che abbiano mai visto.” E quando i dirigenti dicono dirompente, si riferiscono al fatto che la cosa sia dannosa per l’industria dei pesticidi chimici.

PaulStamets

 

Che cosa ha scoperto Paul? Il micologo ha capito come usare le creazioni di madre natura per tenere gli insetti lontani dalle coltivazioni e distruggerli. E ‘quello che viene chiamato pesticida SMART: questi pesticidi infatti forniscono una soluzione sicura e quasi permanente per il controllo di oltre 200.000 specie di insetti, e tutto grazie alla ‘magia’ dei funghi.

Paul ottiene questo risultato utilizzando i funghi entomopatogeni (funghi che distruggono gli insetti), trasformandoli in modo che non producano spore. A sua volta, questo attira gli insetti che poi li mangiano e si trasformano in funghi da ll’interno, uccidendoli!

Tollerare l’uso di pesticidi in agricoltura moderna è negare il fatto che ci siano ormai dimostrazioni che comprovino i suoi effetti negativi contro l’ambiente. Tale ignoranza davvero non può più essere tollerata: ad esempio, si può immaginare un mondo senza api? Gli intrugli chimici della Monsanto, che vengono spruzzati su tutti i campi dagli agricoltori di tutto il mondo, sono responsabili della morte su larga scala delle api. Mentre un numero crescente di paesi sta vietando i prodotti Monsanto, questi sono invece ancora in uso in alcune nazioni che dovrebbero essere a conoscenza dei suoi pericoli.

Dire che i nuovi metodi debbano essere attuati prima che sia troppo tardi è un eufemismo.

Monsanto attualmente genera un volume di affari pari a 16 miliardi di dollari l’anno (come riportato nel 2014), per cui si può essere certi che non vogliano per nulla al mondo interrompere quel flusso di entrate. Tali redditi danno loro risorse pressoché illimitate e capacità di sopprimere le informazioni che possano danneggiare la loro reputazione. 

FONTE: Logo Attivotv

Stampa

  • 1
  • 2
FacebookTwitterRSS FeedPinterest
Pin It

Su questo sito usiamo i cookies. Navigandolo accetti.